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Si è riunito il comitato di sorveglianza del "Por-fesr 2007-2013"

giovedì 23 maggio 2013
Si è riunito il comitato di sorveglianza del "Por-fesr 2007-2013"

In un contesto in cui l'Umbria ha sofferto, al pari delle altre regioni, i colpi della crisi economico-finanziaria, lo stato di attuazione del "Por-Fesr" (il programma europeo di sviluppo regionale) 2007-2013 ha marciato comunque a regime, facendo registrare, per tutte le attività del programma, uno stato di avanzamento complessivamente soddisfacente, sia dal punto di vista finanziario che dell'attuazione degli interventi programmati e delle procedure attivate per l'assegnazione delle risorse ai beneficiari: un andamento positivo, confermato nei primi mesi del 2013, anche per quanto riguarda i progetti realizzati, in linea con le politiche europee e con gli obiettivi di "Europa 2020".

È quanto è emerso oggi nella riunione annuale del Comitato di Sorveglianza, incaricato di verificare lo stato di attuazione del "Por Fesr", giunto al traguardo del suo settimo anno di operatività, che si è svolto ad Umbertide presso la "Fabbrica Moderna", un edificio polivalente - come ha sottolineato nel suo indirizzo di saluto il prosindaco della città Marco Locchi -, "onorato di ospitare l'evento, una scelta - ha detto - che testimonia della volontà, da parte della Regione, di coinvolgere e valorizzare i territori". Alla riunione del Comitato di Sorveglianza (di cui fanno parte rappresentanti delle istituzioni e delle forze economico-sociali) hanno preso parte la "rapporteur" per la Regione Umbria presso la Direzione Generale delle Politiche Regionali della Commissione dell'Unione Europea Valentina Corsetti, e i rappresentanti del Ministero per lo Sviluppo Economico Marco Valenti e Maria Cristina Materazzi.

Al 31 dicembre 2012, pur in presenza della crisi, del "patto di stabilità" e delle necessità di "riprogrammazione", la Regione Umbria ha certificato, sui cinque assi su cui si articola il "Por Fesr" spese per oltre 147 milioni di euro, evitando così il pericolo del "disimpegno automatico" delle risorse da parte della Commissione Europea. Né è un caso che il "disimpegno" (ovvero la restituzione dei fondi non spesi all'Unione) sia stato scongiurato proprio in forza del soddisfacente andamento del primo asse (quello relativo all'Innovazione e all'Economia della conoscenza), attraverso il sostegno alla ricerca industriale, allo sviluppo sperimentale per il sistema produttivo e ai progetti aziendali di investimento innovativo, "in una regione che, come l'Umbria - ha dichiarato stamani a Umbertide l'assessore regionale Silvano Rometti - ha fatto della ricerca, dell'innovazione e dello sviluppo sostenibile un tratto distintivo delle proprie politiche territoriali".

Se l'asse 1 ha fatto registrare, nel 2012, una spesa certificata pari al 59 per cento della dotazione finanziaria, meno hanno fatto l'asse 2 (Ambiente e Prevenzione dei Rischi) con il 38 per cento, leggermente inferiore al "target", l'asse 3 (Efficienza Energetica e Sviluppo di Fonti Rinnovabili) con il 20 per cento e l'asse 4 (Accessibilità e aree urbane) con il 25 per cento della dotazione, con risultati inferiori alle previsioni stimate. Colpa della crisi - è stato detto -, i cui effetti la Regione Umbria ha cercato di ridurre e attenuare con strumenti e azioni specifiche mirate al rilancio dell'economia, e della forte riduzione nella propensione all'investimento da parte dell'economia regionale, che sta provocando - è stato sottolineato - "una sensibile rinuncia alla realizzazione delle iniziative ammesse a finanziamento", per non parlare della difficoltà degli Enti Pubblici ad erogare i contributi a causa del rispetto del "patto di stabilità".


Nonostante questo, le procedure attivate dal "Por Fesr" attraverso bandi, piani e programmi per l'assegnazione delle risorse ai beneficiari nell'ambito dei quattro assi prioritari (cui si aggiunge un asse "trasversale" di "assistenza tecnica") hanno consentito di mettere a disposizione oltre 554 milioni di euro di contributi pubblici. I progetti approvati e finanziati sono 2 mila 612 per un importo pari a 357 milioni di euro (una cifra addirittura superiore alle risorse effettivamente disponibili, pari a 343 milioni di euro), che sono in grado di attivare un investimento complessivo di 554 milioni, concentrati, come si è detto, prevalentemente sulla ricerca e l'innovazione dell'asse.

Se le attività più "performanti" sono dunque quelle che finanziano progetti che puntano sulla ricerca e l'innovazione e i servizi alle imprese, in generale - è stato sottolineato nel corso del Comitato di Sorveglianza - "il ‘trend' di avanzamento del Programma è in recupero sia dal punto di vista degli impegni che dei pagamenti". E una particolare attenzione, alla vigilia della nuova fase del Programma 2014-2020 - verrà posta sull'attività di informazione e "promoeducativa", se è vero che presso il grande pubblico il "Por Fesr" è conosciuto ancora "solo" dal 39 per cento degli intervistati. Una "riconoscibilità" che comunque cresce, se vengono richiamati i settori concreti in cui il Programma esercita la sua azione.

 

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