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Una pietra d'inciampo per ricordare Angelo Costanzi

martedì 26 marzo 2013
Una pietra d'inciampo per ricordare Angelo Costanzi

Giovedì 28 marzo 2013, l'orvietano Angelo Costanzi sarà ricordato con la collocazione di una pietra di inciampo a Orvieto, in Via dei Magoni 20. La cerimonia con cui la pietra d'inciampo verrà posta è prevista per le ore 11,00. Seguirà alle ore 11,30 in collaborazione con l'Opera del Duomo di Orvieto, per cui Costanzi lavorò come mosaicista, un incontro commemorativo presso la Sala Emilio Greco in Piazza Duomo.

Partecipano all'incontro:

Chiara Costanzi, nipote di Angelo Costanzi con la mamma; Antonio Concina, Sindaco di Orvieto; Ambra Laurenzi, Membro Comitato Internazionale di Ravensbrück; Aldo Pavia, Consigliere ANED di Roma e Vicepresidente ANPI Roma; Pier Giorgio Oliveti, in rappresentanza dell'ANPI di Orvieto.

Angelo Costanzi nato nel 1908, mosaisicista, fu arrestato il 2 dicembre 1942 e denunciato al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato in quanto "con il gruppo comunista intellettuali ed operai cercava di fare proseliti presso le officine Breda in collegamento con Scintilla ed elementi di Italia Libera". Fu in effetti membro costituente e componente del gruppo autonomo "Scintilla", che all'indomani della battaglia di Porta San Paolo (10 settembre 1943), diede vita al Movimento Comunista d'Italia "Bandiera Rossa". Fu liberato dopo il 25 luglio 1943. Arrestato il 20 dicembre 1943 entra a Regina Coeli il 22 dicembre. Viene deportato e immatricolato a Mauthausen il 13 gennaio 1944 con il n.42060. Muore a Ebensee il 28 aprile 1944. A lui la città di Orvieto ha dedicato una via.

Come è noto le Pietre d'inciampo (ted. Stolpersteine) sono nate come iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig in memoria di cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. L'iniziativa è partita nel 1995, a Colonia, e si è diffusa per commemorare non solo gli ebrei deportati ma anche altri prigionieri di tipo politico. Materialmente, la memoria consiste in una piccola targa d'ottone della dimensione di un sampietrino (10 x 10 cm.), posta davanti alla porta della casa in cui abitò chi viene così ricordato: targa sulla quale sono incisi il nome della persona, l'anno di nascita, la data e il luogo di deportazione e la data di morte se conosciuta. Un inciampo non fisico, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino.

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