sociale

Trenitalietta sottozero

domenica 16 dicembre 2012
di Pier Giorgio Oliveti
Trenitalietta sottozero

Cronaca di un'ora e mezza in Stazione, a Milano. Causa neve proponiamo uno sciopero bianco: mostrare al controllore il biglietto con un ritardo pari a quello del treno in cui viaggiate

Ricordatevi questo numero, 583, e dato che classifica l'Intercity Milano-Napoli in partenza (si fa per dire...) alle ore 6,45 del mattino, potrebbe essere giocato con perizia e vantaggio sulla ruota della città partenopea: why not? A tutti noi, "normali" frequentatori coatti degli "intercity italiani che l'orario non sanno che cos'è", non resta che questo gesto, accompagnato da quello di allargare le braccia. Stiamo parlando dei milioni di cittadini italiani non serviti da Frecce bianche, rosse o argento perché hanno la grave colpa di non risiedere nelle grandi città. E' la solita minestra riscaldata, dirà qualcuno, anzi raffreddata, dal momento che in questi giorni di inverno anticipato in molte regioni siamo sotto zero.

E' vero: nulla di nuovo sotto il cielo plumbeo del mattino, una domenica di dicembre a Milano. Senonché...: ore 6:30, domenica 9 dicembre 2012. I tabelloni con l'orario nella stazione ibernata sono ancora spenti, i primi giapponesi cominciano ad innervosirsi: non si sa dove partiranno i treni, orrore, Freccerosse comprese! Ore 6,45, scocca l'ora di partenza del nostro treno: è in ritardo, non c'è traccia dello stesso e - grave - non c'è stato alcun annuncio, nessuna comunicazione come avviene in tutte le stazioni normali nei paesi normali. Ore 6,55: compare nei monitor: IC 583, ritardo 20 min.

Che sono mai 20 minutini... pensano le anime belle infreddolite sul binario, che ancora danno fiducia al "Sistema"... I più "esperti", gli abitué del malgoverno ferroviario che si individuano subito, invece girano in tondo nervosamente, guardano in basso, alzano gli occhi solo per incrociare lo sguardo "furioso" di altri come loro. Non c'è bisogno di parlare, è il solito misto di rassegnazione, rabbia, indignazione per le regole infrante sempre dal più forte a discapito dei cittadini utenti e consumatori con in mano un contratto, il biglietto Trenitalia.

Dopo poco il ritardo diviene di 30': fermiamo un signore con cappello Trenitalia e giubbotto giallo con scritto: Assistenza. Vuoi vedere che finalmente a Milano siamo come a Berna, dove il "cliente" trova collaborazione e aiuto? "Stia pure tranquillo perché partirà addirittura con un ritardo di 80'". Per quale ragione, scusi? "E' colpa del ghiaccio". Faccio presente che lo stesso IC 583 sabato 1 dicembre, con il sole splendente ovunque, viaggiò con 85 minuti di ritardo. "E' la prassi, è così tutti i giorni", conferma la signora dei giornali che accoglie con gentilezza gli infreddoliti senza requie che da lei trovano riparo a tanto "imprevisto" disagio.

Ore 7,00: una voce femminile, laconica invero, annuncia che "L'IC 583 diversamente da come annunciato partirà con 60 min. di ritardo, causa ritardata composizione del treno". Mangiata la foglia, alle ore 7,05 corro al binario dove è in partenza un Frecciarossa - esso evidentemente composto in tempo utile per rispettare quell'inutile orpello che è l'orario di partenza prefissato - e chiedo, con massima educazione, al capotreno e ad una assistente se posso raggiungere Firenze, e trovare poi una coincidenza su altro treno per arrivare alla mia destinazione non servita. Mi guardano refrattari come fossi un marziano piovuto o sbarcato da chissà dove, continuando a leggere il loro smartphone, parlando a monisillabi, sì, no: si vede che le regole di ingaggio vietano loro di essere non dico gentili ma "umani", ma!

Vado allora al banchetto variopinto in capo al binario. Frecciarossa informazioni Last Minute: è il mio. Spiego di nuovo alla signorina, ma ella risponde stile disco call center, finché capisco: non posso cambiare il biglietto perché la mia tariffa dell'IC è incompatibile. E' la solita burocrazia ostativa inventata a suo tempo da FS sempre e comunque a proprio vantaggio, dovrei recarmi in biglietteria ma così perderei il treno. Con 61 minuti di ritardo l'IC583 è sul binario: qui non fa certo notizia. C'è un addetto tecnico vestito arancione che mi dice la prima verità del giorno: "Vede, per le Frecce dopo mezz'ora di ritardo devono rimborsare il biglietto, per l'IC no, e quindi si disinteressano al deposito...: è così tutti i giorni". Un simpatico e incolpevole controllore che come noi ha atteso al gelo dalle sei dice: "Ci hanno riferito che c'è stato un problema alle porte: è cambiato il sistema, ora vengono chiuse dal conduttore e non più dal capotreno" (=è la seconda verità, e questa sarebbe pure una buona notizia, chissà...).

A questo punto, s'i fosse ficcante Littizzetto, come io non sono e fui, chiederei:
1) "Morettii !? vuoi venire un giorno con me in stazione a prendere l'IC 583 per Napoli?"
2) "se no, abbi la dignità di eliminare subito gli IC in permanente ritardo, così sarà chiaro e lampante che l'Italia dei "clienti" di serie B dovrà darsi finalmente una mossa e trovare altre strade (ferrate), e con loro tutti i rappresentanti di ogni ordine e grado, democraticamente eletti".

PS. Porte o non porte, parte o non parte, alle ore 8,40 il treno accostava trionfalmente al marciapiede della Regia stazione di Piacenza: 1 ora + 55 min. da Milano. Alle 12,45 - massima sorpresa - buone nuove: il carrello del caffè offre GRATIS ai passeggeri della carrozza 2, non so agli altri, biscotti e bevande "per scusarci del ritardo". Vuoi vedere che anche Trenitalia ha un'anima? La dignità discende anche dalla onestà intellettuale e dalla resipiscenza, fare cioè tesoro dei propri errori.

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