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Il comitato civico “Orvieto città del Corpus Domini” si presenta alla città. Martedì a Palazzo dei Sette

lunedì 25 giugno 2012
Il comitato civico “Orvieto città del Corpus Domini” si presenta alla città. Martedì a Palazzo dei Sette

Martedì 26 giugno alle ore 18, nell'Atrio di Palazzo dei Sette, il libero comitato civico “Orvieto città del Corpus Domini” si presenta alla città. Di seguito il documento diffuso in merito all'iniziativa della costituzione e ai suoi obiettivi.

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Siamo un comitato di liberi cittadini, spontaneo, espressione di sentimento popolare.

Condividiamo l’amore per orvieto ed il suo territorio geostorico.

Non si è orvietani per nascita: lo si è per amore. Nel cuore. Nella testa. Nella pancia.

Non rappresentiamo alcun particolare settore sociale o tipo antropologico.

Pur non avendo intenzione alcuna di essere alternativi o di sostituirci alla chiesa locale, che rispettiamo – come ogni altra espressione religiosa e confessionale – ed alla quale ci rendiamo in ogni caso disponibili per qualsiasi apertura e collaborazione, vogliamo poter dichiarare i nostri sogni e portarli ai livelli più alti.

We have a dream: il Santuario di Orvieto città del Corpus Domini. “Ponte tra l’Umbria e la Tuscia”: un concetto un’idea un sogno.

Quello che rifiutamo categoricamente:

Chiacchiere; invidie; gelosie; ipocrisie; disconferme; pregiudizi; preconcetti; presunzioni; strumentalizzazioni; scontri; delazioni; diffamazioni; divisioni; arroganze; snobismi; indifferenze.

Quello che ci piacerebbe poter fare:

Aggregazione, partecipazione, condivisione e solidarietà.

Non siamo club, ente, associazione, istituto, setta, lobby, cenacolo, salotto.

La partecipazione è totalmente libera. Su base volontaria. Chi c’è c’è.

Non è prevista alcuna iscrizione né sottoscrizione di quote.

Non siamo strutturati. Non vi sono organi, presidenze, consigli, tesorerie.

 Chi intenda condividere i nostri sogni può già farlo su santuario.orvietano@bunkerbunker.it – www.facebook.com/pages/orvieto-città-del-corpus-domini/

Non vogliamo che Orvieto affondi, tra i flutti degli interessi di parte nell’indifferenza generale.

Portate le vostre visioni, considerazioni, proposte; i desideri, i … sogni.

Riguardo ad “Orvieto città Santuario del Corpus Domini, ponte geostorico tra Umbria e Tuscia”.

Condividendoli, proveremo insieme a promuoverli

Finalità

Nella consapevolezza del particolare momento storico e della gravità delle contingenze, detto comitato intende farsi portavoce verso la comunità orvietana e tutte le forze politiche e di governo – in primis quelle locali, per il bene presente e futuro del popolo orvietano; superando calcoli e divisioni di parte e/o ideologici, strumentalizzazioni; nella condivisione dell’identità culturale orvietana; per una nuova dignità e valenza territoriale e come bene comune e risorsa, anche di politica economica,  da donare in eredità alle generazioni di ieri, di oggi e di domani – consapevole del proprio diritto – dovere di:

Promuovere e sostenere:

- Il ruolo di "Orvieto città del Corpus Domini".

Derivante da storia e tradizione di luogo da cui papa Urbano IV – qui residente con la propria corte – l’11 agosto 1264, con bolla “Transiturus de hoc mundo”, indisse la solennità cristiana universale del “Corpus et Sanguis Domini”. Studi e ricerche sul culto eucaristico in orvieto e nel territorio; ruolo di: premonstratensi; movimenti ereticali patarini; cavalieri: templari, teutonici e gerosolimitani,  presenti in città e contado.

- La specificità del “santuario orvietano”.

Orvieto e territorio, luoghi del sacro ab immemorabili. Sacralità almeno trimillenaria; individuata, coltivata e tramandata fin dall’epoca della civiltà villanoviana (sepolture nella rupe, emerse durante lo scavo del pozzo di S. Patrizio) ed etrusca: presso Velsna (nome etrusco di orvieto) – “Volsinii caput Etruriae”, per i rRmani – aveva sede il santuario federale etrusco del Fanum Voltumnae; qui annualmente si riuniva il popolo della dodecapoli, con i relativi lucumoni, aruspici e sacerdoti. Il bosco sacro di Velsna; le necropoli; invenzione e commercio delle ‘macine’.

-  La tradizione del Miracolo di Bolsena:

Orvieto – Bolsena e territorio: luoghi dell’eucarestia. Superamento delle divisioni pregiudiziali e pretestuose, degli opportunismi strumentali ricondotti a false letture storiche, tra due realtà territoriali simbionti, legate da sempre per geografia, storia e cultura: Bolsena ed Orvieto. La forza di un asse interregionale e diocesano, in Tuscia.

Presenza dell’ordine premonstratense di S. Norberto, nella Badia dei  SS. Severo e Martirio; Innocenzo III; i movimenti ereticali patarini; S. Pietro Parenzo. 

- Naturale predisposizione di Orvieto, polo regionale di riferimento territoriale.

“Orvieto – Bolsena”, sistema bipolare geostorico e Alfina, suo cordone ombelicale. Un ponte geografico storico tra Tuscia orvietana (già longobarda ed aldobrandesca) ed Umbria storica, che lega tra loro: maremme; Valdipaglia; Amiata – Val d’Orcia; Valdichiana – Colli del Trasimeno; “montanea” orvietana; Teverina; Valdilago. Si veda: carta del territorio orvietano nel 1334 di Egnatio Danti (1583) (vedasi s. Manglaviti, “urbisveteris antiquae ditionis descriptio” in bollettino dell’istituto storico artistico orvietano l-lVII – Orvieto 2002).

Una situazione territoriale peculiare quale risorsa anche per una nuova politica economica, incardinata sull’identità culturale di Orvieto che deriva dalla storia ed anche dalla storia della chiesa. Un’operazione di recupero della memoria propedeutica al recupero di un ruolo territoriale, non di predominio ma di riferimento, per le ricadute e le interazioni con gli altri soggetti territoriali che potranno beneficiare di quel totem culturale dell’orvietano. 

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