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"Il Silenzio delle Muse": un comitato per valorizzare la musica e l'espressione artistica nel comune di Orvieto

lunedì 14 novembre 2011

Il neo-costituito comitato "Il Silenzio delle Muse" riunisce in sé cittadini, esercenti, artisti e amanti della musica in generale e si pone come obiettivo la valorizzazione dell'espressione artistico-musicale quale risorsa imprescindibile della città di Orvieto e dei suoi abitanti.

"Riteniamo che nell'annosa questione del rumore e della vivibilità di Orvieto, sollevata legittimamente da quanti si ritengono danneggiati da serate cittadine troppo "animate", si sia di fatto perso di vista il valore dell'espressione musicale e il suo ruolo fondamentale nella vita sociale e economica di una città".

A parlare è Cinzia Catalucci, presidente del comitato spontaneo e apartitico "Il Silenzio delle Muse" costituitosi il 22 ottobre scorso grazie alla volontà di un gruppo di giovani affiatati e determinati a instaurare un dialogo costruttivo con l'amministrazione comunale e con il Comitato Anti-Rumore, protagonisti questi della vicenda che ha portato all'approvazione del "Regolamento comunale per la disciplina delle attività di allietamento, di pubblico trattenimento e spettacolo" in vigore nel comune dal 2010. L'obiettivo è quello di trovare una mediazione concreta e fruttuosa, lontana da manifestazioni provocatorie sia pure comprensibili dato il clima di tensione che si è ormai cronicizzato, e che porti a un risultato ragionevole sul tema della musica dal vivo nel centro storico e nelle zone limitrofe di Orvieto.

Un nome d'impatto quello de "Il Silenzio delle Muse" che sta a sottolineare come a seguito dell'entrata in vigore della tanto discussa regolamentazione sull'allietamento musicale nei locali pubblici dell'area comunale è solo l'arte ad essere stata ridotta al silenzio, mentre una reale soluzione delle problematiche legate alla quiete nella città sembra di là da venire. Il comitato è fermamente convinto, dunque, che una nuova regolamentazione, rispettosa delle esigenze di tutte le parti in causa e allo stesso tempo obiettiva e realisticamente osservabile, sia non solo possibile ma necessaria per non perdere l'opportunità di fare di Orvieto una città accogliente e attrattiva per tutti, 365 giorni l'anno, a tutti i livelli e non solo in occasione di eventi stra-ordinari quali Umbria Jazz, il Festival Orvieto Ushuaia Classica o l'Umbria Folk Festival.

"Non è certamente la musica dal vivo ad essere la causa del "rumore" lamentato da una parte di cittadini - afferma il presidente del comitato - e non è quindi la musica dal vivo a dover essere soffocata. A riprova di questo vi sono le numerose denuncie e lamentele che settimanalmente giungono alle autorità nonostante il regolamento in vigore abbia, di fatto, impedito le esibizioni musicali dal vivo. Questo è il sintomo della scarsa efficacia delle limitazioni imposte".

In merito alla nascita di un presunto comitato "pro-rumore", afferma Cinzia Catalucci, "In realtà ci consideriamo un vero e proprio comitato "anti-rumore" e "pro-musica", a dispetto delle definizioni che via via ci sono state affibbiate. Vogliamo combattere il rumore e rivalutare il potere aggregante della musica che deve essere eseguita ovviamente nel rispetto di tutti, ma soprattutto in un clima civile e di buon senso". Il neo-comitato si prepara dunque a esprimere la sua posizione e a cercare un contatto con le istituzioni che hanno in mano le sorti della città. A tal fine, "Il Silenzio delle Muse" prenderà parte al dibattito pubblico di mercoledì 16 novembre promosso dall'Associazione Culturale Radio Orvieto Web sul tema della disciplina delle attività di allietamento, di pubblico trattenimento e spettacolo. Al dibattito, che si svolgerà presso l'atrio del Palazzo dei Sette alle ore 17.30, prenderanno parte rappresentanti dell'amministrazione, dei gruppi d'interesse, dei musicisti, dei gestori che promuovono musica dal vivo, delle associazioni di consumatori e delle forze dell'ordine. "Come comitato - conclude il presidente de "Il Silenzio delle Muse" - ci auguriamo che sia l'inizio di un nuovo e costruttivo dialogo tra tutti i soggetti coinvolti nella questione".

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