sociale

SUPERBOY: così lo descriveva (dal ritratto ci sembra di averlo riconosciuto) un'alunna di scuola media durante un laboratorio di scrittura creativa

domenica 13 novembre 2011

SUPERBOY

L'altra persona che descriverò è un uomo sempre anziano e molto bizzarro!!
È vestito in maniera molto strana come un giovane di vent'anni che ama ancora divertirsi; porta un berretto scozzese molto carino, la faccia è piena di rughe ma per lui non è cosa importante, la sua barba è abbastanza lunga e folta, fuma sempre non so se una sigaretta oppure un sigaro. Accidenti, che maleducato! Ha buttato appena per terra il mozzicone, ma...non si fa!
Ha delle orecchie molto piccole e lo stesso vale per il naso. Guarda, guarda... prima non li avevo notati: veramente "casual" quegli occhiali che porta, molto spessi color rosso e nero che gli mettono in risalto il viso!
Indossa una giacchetta nera e sotto si intravede una t-shirt tipica di chi si sente ancora giovane con il simbolo di Superman e sotto scritto "SUPERBOY!"
Penso che gli piacciano molto i colori rosso e nero perché i suoi abiti e gli accessori sono di questi colori. Chissà se li ha scelti per caso... o è un incallito tifoso del Milan!
Come ho fatto per " LO SCACCIASOGNI" gli ho guardato le mani, non porta la fede quindi non è sposato, forse in passato ha avuto solo delle fidanzate, ma non è andato mai oltre, gli piace dunque essere un uomo libero.

Decido di spostarmi perché dal tavolino dove sono seduta non vedo molto bene tutte le sue caratteristiche...mi accosto di fronte al bar per scrutare meglio e subito mi balza agli occhi la posizione in cui è seduto mentre parla con l'ultima persona rimasta: si regge con una gamba per terra e tiene l'altra appoggiata al vaso dei fiori. Molti giovani si sistemano in quel modo (anche se non proprio corretto) quest'uomo si sente "giovane dentro" e come tale si comporta.
Ad un certo punto entra nel bar, lo seguo e prendo un cornetto... non succede niente di particolare, chiede solo da accendere.
Quando tutti e due ci siamo risistemati ai rispettivi posti ritorno a descriverlo.
Ha un orologio su ciascun polso, entrambi di colore blu, però sul polso sinistro porta anche un bracciale di cuoio. Siccome è quasi mezzogiorno e la luce del sole comincia ad essere accecante, prende dal suo borsello nero una custodia per gli occhiali dalla quale estrae quella mascherina da sole che sistema sugli occhiali da vista.
Spesso si gratta la barba come per dire all'amico: "Aspetta fammi pensare un attimo che trovo la risposta alla domanda che mi hai posto". Gratta, gratta, osservando faccio caso che, sotto quella barbetta che sembra fatta di ovatta soffice, c'è una ferita. Chissà perché, immagino che se la sia procurata sul posto di lavoro.
Dopo un lungo tempo trascorso restando attaccata al muro, l'uomo si alza contemporaneamente al suo amico, si stringono la mano per salutarsi come due gentiluomini, si incamminano verso altre strade forse per incontrare altri conoscenti con cui continuare a fare chiacchiere e trascorrere con serenità e leggerezza le loro giornate.
Questa giornata dedicata fare un ritratto dal vero mi fa pensare che ognuno è diverso dall'altro ed è proprio la differenza a creare un mondo vario.

Imma Esposito


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