sociale

Emergenza umanitaria Nordafrica. A Villanova si lavora per l'integrazione dei richiedenti asilo

giovedì 18 agosto 2011
di Laura Ricci
Emergenza umanitaria Nordafrica. A Villanova si lavora per l'integrazione dei richiedenti asilo

Continua a Villanova Don Bosco, nel comune di Orvieto in prossimità di Sugano, la gestione della cosiddetta "Esperienza umanitaria Nordafrica". A incaricarsene, per effetto di una convenzione stipulata dalla Regione Umbria e dalla Protezione Civile regionale, è l'Associazione Comunità Nazareth, che gestisce la struttura stessa, realizzata con fondi ATER (Azienda Residenziale per l'Edilizia Residenziale della Regione Umbria). La regione Umbria ha accolto trenta richiedenti asilo provenienti dalla Libia, e a Villanova ne sono stati assegnati quattordici. Si tratta di sette coppie di uomini e donne di origine nigeriana, che si trovavano in Libia per lavoro; sono tutti molto giovani, alcuni hanno figli piccoli che risiedono presso i parenti in Nigeria, da cui i genitori si erano già divisi emigrando in Libia.

I/le richiedenti asilo, dopo aver attraversato le dure esperienze dello sbarco a Lampedusa e di un periodo di privazioni passato nel CTA di Manduria, stanno meglio e vanno via via acquistando maggiore serenità.  Sono stati tutti visitati dal medico che li ha presi in carico preso la struttura; tra loro, una donna in stato di salute molto precario ha dovuto essere ricoverata all'Ospedale Santa Maria della Stella, dove è stata operata e curata in modo esemplare.

I quattordici richiedenti asilo hanno già ottenuto un primo permesso di soggiorno e il diritto all'assistenza sanitaria e sono in corso le pratiche, di norma piuttosto lunghe e complesse, per vedere riconosciuto, in base alle informazioni che sta acquisendo la Questura di Terni, lo status invocato. Intanto, oltre ad assicurare vitto, alloggio e altri beni di necessità, i volontari dell'Associazione Nazareth si stanno occupando anche del risvolto psicologico e di integrazione degli extracomunitari accolti, coinvolgedoli nell'organizzazione di alcune attività di routine e offrendo loro spunti e occasioni per occupare il tempo libero.

Preziosissimo, in questo quadro, il lavoro di mediazione linguistica in inglese che stanno svolgendo i due sacerdoti Don Garcia, di origine congolese, e Don Jerry, irlandese. E fondamentale per rifugiti e rifugiate l'apprendimento della lingua italiana, per cui è stato organizzato un corso strutturato in ore di insegnamento giornaliere tenuto, per la Nazareth, dalla Prof.ssa Loretta Fuccello  e dalla prof. Gabriella Mattioni che hanno maturato una lunga esperienza in questo campo durante la loro attività lavorativa di insegnanti e che già in passato hanno avviato alla conoscenza della lingua italiana i giovani stranieri tuttora residenti presso la Residenza Villanova Don Bosco.

Del loro passato e della loro drammatica esperienza, schermendosi gentilmente i fuoriusciti dalla Libia non intendono parlare. Giorni durissimi, dicono, che tuttavia pieni di speranza e protesi verso un futuro più sereno non vogliono rievocare. "Adesso - affermano - il nostro presente e il nostro futuro è qui, stiamo bene, tutti sono accoglienti e gentili con noi, la nostra speranza è quella di poter trovare, quando sarà il momento, una sistemazione autonoma e un lavoro".

Una piccola nota di allegria: sono già tre i compleanni festeggiati in questo mese di agosto per i giovani ospiti, un modo per cercare di creare un ambiente familiare e un clima di fratellanza, il tutto con l'aiuto dei preziosi volontari della Comunità di Sugano e dell'Associazione Nazareth che non fanno mancare la loro presenza e il loro apporto. Di grande soddisfazione è constatare come i giovani dell'Opera Santa Maria della Luce, tuttora presenti nella struttura, abbiano accolto questi nuovi ospiti con calore, spirito di collaborazione e di accoglienza, segno di una maturazione e di una preparazione alla vita comunitaria acquisita in questi anni che induce a sperare bene per il loro futuro.

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