sociale

L'ospedale di Orvieto perde i pezzi migliori. Lettera aperta di una cittadina che si chiede perchè

martedì 25 maggio 2010
di M.R.
L'ospedale di Orvieto perde i pezzi migliori. Lettera aperta di una cittadina che si chiede perchè

Ha vissuto, e sta ancora vivendo, il dolore e la fragilità di chi è colpito da un tumore. Ha lottato, ha sulla pelle, negli occhi e nel cuore un grande peso, ma su questo cammino che la vita le ha posto davanti ha potuto contare su una equipe di medici sempre pronti a sostenerla, un gruppo di sanitari a cui lei si aggrappata e per mezzo dei quali sta, pian piano, sconfiggendo il male e tornando alla vita.

Quella equipe ora non lavora più ad Orvieto. Scelte discutibili che hanno trasformato Giovanna e le tante giovani donne come lei, che ogni giorno devono sottoporsi a cure e terapie spesso dolorose e comunque pesanti, in miseri numeri su cui spartire risorse, hanno deciso che una equipe all'avanguardia, sempre con il sorriso, impegnata in percorsi che ricostruiscono la vita delle persone, non era più cosa per Orvieto.

E così, con la forza che solo chi lotta ongi giorno contro i mulini a vento è in grado di tirar fuori, Giovanna ha preso carta e penna e ha scritto una lettera aperta, perchè vuole capire, comprendere cosa e perchè ha decretato la chiusura di un progetto così vitale per lei, per le tante donne che vi hanno partecipato e vi avrebbero partecipato, per la città di Orvieto.

Questo il testo integrale della lettera:

Al Presidente della Regione Umbria
Dott.ssa Catiuscia Marini
Palazzo Broletto
06100 Perugia
SEDE

All'Assessore alla Sanità della Regione Umbria
Dott. Vincenzo Riommi
Palazzo Broletto
06100 Perugia
SEDE

Orvieto Contro il Cancro
SEDE

Orvieto 21 maggio 2010


Oggetto: L'Ospedale di Orvieto


Sono una cittadina di Orvieto e vorrei segnalare alcune scelte a mio modo di vedere quantomeno discutibili fatte dal Direttore Generale della ASL n. 4 di Terni Dr. Vincenzo Panella e dal suo Staff riguardo all'Ospedale di Orvieto.

Ad Orvieto abbiamo un Ospedale nuovo, che potrebbe soddisfare le richieste di salute della città e di tutto il territorio limitrofo. Nella sfortuna della vita, un anno e mezzo fa, mi è stato diagnosticato un cancro alla mammella. In un primo momento, nella disperazione, volevo rivolgermi altrove ma poi seguendo il consiglio di un conoscente mi sono recata in Ospedale perché, da qualche tempo vi operava il Dr. Paolo Gerli, senologo, chirurgo plastico, specializzato nei tumori della mammella, che avrebbe potuto garantirmi anche la ricostruzione della mammella stessa.
Ho deciso di seguire il consiglio, mi sono rivolta al Dr. Gerli ed ho fatto bene!
Ho avuto modo di conoscere una equipe medica ed infermieristica favolosa. Il Dr. Gerli mi ha operato e mi ha seguito costantemente, anche psicologicamente, rendendo il mio dolore un brutto passaggio della vita.
In verità, ero sempre stata scettica nei confronti dell'ospedale, perché da anni c'è un continuo succedersi di medici. Strano, come ne giunge uno di caratura maggiore poco dopo viene mandato via. Dopo la mia esperienza avevo ritrovato fiducia nella struttura e nei medici, sempre disponibili, mi sentivo rassicurata e seguita.
L'arrivo del nuovo Direttore Generale Dr. Vincenzo Panella, ha sconvolto ancora una volta e nel giro di pochi mesi l'organizzazione dell'Ospedale, non ha riconfermato il Dr. Gerli, e contemporaneamente non ha riconfermato il Primario della Chirurgia Dr. Correnti ed altri professionisti, costringendo ancora una volta noi cittadini a rivolgerci altrove.
Ma il cittadino non dovrebbe essere al centro della riorganizzazione? Visto che si parla sempre in termini economici è stato mai quantificato quanto questi professionisti hanno portato alla città e all'Ospedale?
Come ho potuto verificare durante la degenza ed i successivi controlli, negli ultimi due anni circa grazie alla presenza del Dr. Gerli e di altri professionisti, molti cittadini provenienti da più parti d'Italia si erano rivolti al nostro Ospedale che appariva vivo, pieno di gente e che poi è andato progressivamente svuotandosi finendo per demotivare anche gli operatori rimasti.
Ma se non erro il Direttore Generale non aveva posto il problema del perché molti cittadini del territorio Orvietano si rivolgono ad altre strutture? Ed allora un servizio che invece di far emigrare i cittadini li attrae viene sospeso e senza neanche prospettare una soluzione alternativa? Perché?
Noi pazienti ed in particolare noi donne siamo rimaste sconvolte da queste scelte.
La presenza di un professionista della caratura del Dr. Gerli era per noi, malate di cancro alla mammella e siamo tante, una sicurezza, un punto di riferimento importante che ci è venuto a mancare. Forse la mia voce vale poco ma è quella di tantissime di noi che credevano in qualche cosa che adesso non c'è più.
Mi chiedo il perché di tutto ciò, si parla spesso di malasanità e quando in un ospedale c'e un servizio che funziona e ripeto funziona molto bene, lo si smantella? Lo si distrugge? Forse per poter continuare a dire che ad Orvieto non funziona nulla e non potrà mai funzionare nulla? e poi parliamo di razionalizzazione? Che cosa c'è di razionale in queste scelte?
Per noi cittadini è stata una perdita enorme.
Mi sono trovata nel gennaio 2010, quando per l'appunto dovevo essere ricoverata per la ricostruzione, quella equipe letteralmente smantellata ed il Dr. Gerli mandato via.
Ora sono costretta e non sono la sola a rivolgermi ad un'altra struttura, a mettermi in un'altra lista di attesa quando avrei potuto essere trattata ad Orvieto con le stesse garanzie.
Quale beneficio ha portato alla sanità ed al cittadino questa scelta?
Non credo proprio che sia per i tagli alla sanità se è vero che vanno tagliate le cose che non servono o che non funzionano e poi la salute non può e non deve essere considerata solo in termini economici.
In pochi mesi molti professionisti se ne sono andati, alcuni servizi non sono più resi al cittadino.
Si vuol ridurre come si legge spesso sui giornali il nostro Ospedale ad un Ospedale di prossimità?
Il personale medico ed infermieristico portato allo stremo ed il cittadino penalizzato, perché?
Sono scelte del Direttore Generale e del suo Staff legate magari a problematiche di tipo personale o la Regione condivide ed avalla certe scelte?
Noi, e ripeto siamo tante, abbiamo già avviato e quasi concluso il nostro ciclo di cura ma quali sono le prospettive per chi scopre ora di essere malata di cancro?
Cosa si sta facendo per la prevenzione per una malattia così importante visto che si riducono o meglio si "razionalizzano" sempre di più le risorse e questa razionalizzazione riguarda anche il personale dedicato allo screening?
Quale è il percorso che le donne con un cancro al seno devono affrontare? Dove devono affrontarlo? E' stato possibile trasmettere l'esperienza pluriennale del Dr. Gerli ad altri operatori dell'Ospedale nel breve periodo che è rimasto ad Orvieto?
Sono stanca di stare sempre a guardare e mi sento impotente davanti a tutto questo, ma forse le mie parole possono fare aprire gli occhi anche a chi non vuol vedere. Spero vivamente che gli organi competenti facciano chiarezza su queste scelte, solo noi ammalati possiamo capire quanta amarezza ha provocato questa manovra e siamo veramente stanchi. Non si possono mandar via professionisti validi che portano risorse al territorio ed alla sanità, cosi facendo faremo morire la città di Orvieto.
Non si può più tacere, perché sconvolgendo interi reparti dell'Ospedale si colpiscono i cittadini.
Orvieto non deve morire! è grazie all'equipe del Dr. Gerli che sono viva e di certo non taccio e non voglio veder morire questa struttura splendida che mi ha ridato la vita e che potrebbe ridare speranza a tantissime donne. E' questa che chiamate riorganizzazione?

Grazie dell'attenzione.

Una paziente e cittadina...........delusa

Biascioni Giovanna

 

 

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