sociale

Pendolari: Altavelocità, ma l'Italia è spaccata in due

martedì 17 novembre 2009
di Comitato pendolari Roma-Firenze

13 dicembre 2009. Mancano meno di 30 giorni. È il giorno del giudizio per i treni di migliaia di pendolari che saranno soppressi in favore del progresso. Un progresso che vede aumentare a dismisura l'offerta dei Frecciarossa e annullarsi quella destinata ai cittadini di serie B, quelli che la Direttissima finora l'hanno percorsa per andare al lavoro e, tra l'altro, pagata con le tasse.

Percorrenze certe (in Direttissima) e frequenza di treni. Sono queste le esigenze prioritarie di migliaia di pendolari che per 30 anni hanno usufruito di questa preziosa infrastruttura e che oggi si ritrovano con un abissale "buco" di convogli nella fascia cruciale e di più alta frequenza per il ritorno, nella fascia 16.44 -19 in cui, stando alle notizie sui prossimi orari, nessun treno è stato destinato all'utenza di Orvieto, Chiusi, Arezzo, Terontola. E per il futuro la scelta politica (tralasciando quella "aziendale" di Trenitalia che ormai è assolutamente chiara) è di potenziare il trasporto verso i grandi centri, tra nord e sud Italia, a scapito dei medi piccoli agglomerati del centro, Umbria e Toscana in primis, bacìni tra l'altro molto importanti dal punto di vista ambientale, abitativo e turistico.

E le istituzioni interpellate dal Comitato pendolari Roma-Firenze, le Regioni in primis con gli assessori ai trasporti, le province, i comuni, ma anche le associazioni di categoria, rispondono: "Dobbiamo far conoscere la peculiarità di un territorio, quello dell'Italia centrale, dell'Umbria, della Toscana e dell'Alto Lazio che per scelta politica è stato completamente ignorato dalle politiche del trasporto ferroviario degli ultimi dieci anni e che oggi è tagliato fuori dalle logiche dell'AV".

E' urgente agire. E le regioni Umbria e Toscana (con Giuseppe Mascio e Riccardo Conti), i sindaci di Chiusi, Orvieto, Arezzo, Siena, le province, il Comitato RM-FI e gli utenti della tratta, questa volta sono concordi, potreranno avanti una vera e propria vertenza al Ministro dei Trasporti, a cui verrà chiesto - nell'immediato - di riempire il vuoto abissale che si è aperto nella fascia del rientro - magari permettendo la fermata ad Orvieto e Chiusi di uno degli svariati Frecciarossa che tra le 17.30 e le 18.30 partono verso nord - e chiedendo a gran voce per il futuro la costruzione di un tavolo che riesca a stabilizzare e garantire almeno per il medio periodo le condizioni di trasporto pendolare sulla Direttissima Roma-Firenze, in particolare in determinate fasce orarie, (6-9; 16-19).
Da sfruttare sicuramente tutti i canali disponibili, infatti nei prossimi giorni il Sindaco di Orvieto, sarà ricevuto dall'AD di Trenitalia Moretti - probabilmente insieme ad una delegazione del Comitato pendolari e delle istituzioni - per chiedere di sanare subito la situazione gravissima di dicembre.

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