sociale

Il Cielo in una stanza: passato, presente e futuro di un Progetto per e con gli anziani del nostro territorio

lunedì 12 ottobre 2009
di Loretta Fuccello per Associazione Comunit Nazareth
Il Cielo in una stanza: passato, presente e futuro di un Progetto per e con gli anziani del nostro territorio

Alla fine del mese di settembre si è concluso il Progetto dell'Associazione Comunità Nazareth - Cesvol di Perugia, dal titolo "Il cielo in una stanza" di cui abbiamo dato notizia di volta in volta nel corso dell'anno. Le ultime due Case di riposo ad essere interessate all'evento-spettacolo finale sono state la Casa Famiglia per anziani Maria Sposa e Madre di Montecchio il 25 settembre scorso e la Residenza protetta "Casa di riposo San Giorgio" il 28 settembre.
In entrambi i casi si è trattato di un vero successo in una atmosfera piena di calore, di gioia e di emozioni, come è accaduto sempre nel corso di questa nostra avventura che ha visto insieme l'esperienza e la professionalità degli operatori teatrali e musicali del Laboratorio Teatro Orvieto e il lavoro volontario, l'organizzazione e la progettualità dell'Associazione Comunità Nazareth, coadiuvata dall'Associazione culturale Il Filo di Eloisa.



Presso la Casa di riposo di Montecchio, condotta dalle suore della Congregazione dell'Amore Misericordioso, si è svolto un lavoro di scavo nella memoria, nei ricordi e nel legame con la territorialità degli anziani ospiti, che vivono in una bella e luminosa struttura inserita nel paese e a stretto contatto con i familiari e gli amici, spesso presenti sia nella quotidianità che nei momenti di festa. La disponibilità, la simpatia umana e la bravura di Elisabetta Moretti, Goretta Gobbini e del gettonatissimo animatore musicale Leonardo Gazzurra hanno fatto sì che anche in questa comunità i frammenti di vita, i ricordi del passato fossero legati dall'ascolto e dal canto dei best-seller musicali ricorrenti in questo nostro progetto da Mamma (La mia canzone vola..è stato il titolo dello spettacolo) a Reginella Campagnola a Amor dammi quel fazzolettino e altri celebri motivi: una nota di originalità e di ironia sono state le barzellette raccontate con arguzia dalla fantastica Candelora, una sveglissima signora dall'età indefinibile (sembra 98) che porta questo nome per essere nata proprio nel giorno della ricorrenza. A completare la serata la fisarmonica del signor Enzo Marrocolo che ci ha indotto a spericolate esperienze di ballo e il contributo di una sua gentile amica napoletana che accompagnandosi alla chitarra ci ha deliziato con divertenti storielle dal gusto partenopeo; ospiti d'onore gli amici della Casa Vincenziana di Baschi che ancora una volta ci hanno regalato l'emozione di un intervento canoro di Danilo e la vivacità intramontabile di Norma nelle danze, nonché il ritrovarsi di alcune signore con le loro conoscenti di Montecchio.



A coronamento del pomeriggio la merenda, condivisa tutti insieme anche con il prezioso contributo delle signore del volontariato Vincenziano che più volte ci hanno affiancato in questo progetto. Suor Lourdes, la suora spagnola responsabile della Comunità, ci ha calorosamente ringraziato a nome di tutti invitandoci a tornare il prima possibile e restituendoci il senso di fraternità in cui questo lavoro si è svolto.
Non poteva esserci chiusura migliore del nostro lavoro di quella che ci ha visto presenti nella rinnovata e storica struttura orvietana di San Giorgio dell'Istituto Piccolomini, trasformata in Residenza protetta Casa di riposo, che ospita per ora Vittorio, Vittoria, Primio, Elio e Nunzia, protagonisti del lavoro condotto da Elisabetta Spallaccia in stretta collaborazione con gli operatori della cooperativa Quadrifoglio e con le due ragazze che qui svolgono il loro Servizio Civile; non poteva mancare Leonardo Gazzurra con la sua carica di simpatia umana e la sua capacità di raccogliere storie e ricordi di personaggi orvietani.

In un bellissimo video contrappuntato dal meraviglioso testo della canzone "L'arcobaleno" (questo era i titolo suggerito da Vittoria per la nostra performance) abbiamo visto scorrere le immagini della vita degli ospiti nella struttura, con i loro suggestivi primi piani, con gli scorci non poco emozionanti del parco e dello spazio circostante a cui tutti gli orvietani sono legati come ad un luogo facente parte da sempre della nostra storia e della nostra città.
E' questo ritorno alla vita e all'accoglienza della struttura nella sua nuova e moderna capacità e funzionalità che ci ha fatto particolarmente felici e ha dato alla serata un vero e proprio carattere di festa; parenti e amici di vecchia data di San Giorgio sono intervenuti, ci hanno gratificato della loro presenza gli ospiti della Comunità Airone con i loro operatori, il dottor Terrezza, Don Augusto, parroco di Ciconia, Andrea Massino, i volontari della Comunità Nazareth e i fedelissimi anziani dell'Istituto San Domenico Savio di Monterubiaglio nonché alcuni ospiti della Casa Natività Morrano, tra cui Daniela che ha offerto il suo tributo canoro, e un gruppo di anziani del Centro diurno La meglio gioventù di Fabro, con i quali avremo in futuro altri momenti di collaborazione.
Una bella festa dunque, carica di buoni auspici per il futuro e di una calda atmosfera, a cui il fastoso vero e proprio banchetto di delizie, allestito dalle cuoche Gina e Maria, ha dato il tocco finale.

Ora non tutto finisce qui, restano ancora aperti due appuntamenti importanti: il 24 ottobre, alle ore 17, Il cielo in una stanza approda sul palco della Sala del Carmine all'interno della manifestazione Venti Ascensionali per portare una rappresentanza dei "talenti" da noi scoperti all'interno delle strutture, per cantare e raccontare insieme e soprattutto per cercare di porgere a chi vorrà intervenire il senso di questa esperienza, di questo laboratorio di umanità che non aspetta altro che di essere ascoltata e riconosciuta da noi "esterni".
L' altro appuntamento che deve ancora trovare una sua collocazione temporale prima della fine dell'anno sarà una sorta di giornata di riflessione con esperti, animatori volontari e istituzioni su come poter dare una continuità e uno sviluppo a questa esperienza di contaminazione tra il mondo esterno e quello delle strutture delle case che accolgono gli anziani del nostro territorio.

Un grazie sentito a tutti coloro che hanno lavorato con noi e che a vario titolo, sia all'interno delle Case di riposo sia all'esterno ci hanno sostenuto, incoraggiato e aiutato nella realizzazione.

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