sociale

Il ricordo di Monica Riccio

mercoledì 27 maggio 2009

Persona discreta, sempre gentile, disponibile, sportivo appassionato. Giulio Ladi se n'è andato oggi lasciando un vuoto in tutti noi. Specialmente i più giovani giornalisti che come me sono da pochi anni in questo mestiere, lo ricordano come una istituzione, un punto di riferimento, per nulla distante, sempre pronto a darti un consiglio. Per anni cronista sportivo, ha raccontato di basket e di calcio, sue grandi passioni, fin dai tempi in cui un articolo si dettava al telefono in redazione.
Uomo di grande cultura e profondo conoscitore della città e delle sue mille sfaccettature, ha saputo correre di fianco al tempo anche quando le nuove tecnologie avrebbero potuto un po' scalfirlo. Si è arreso solo ad una malattia che da tempo lo aveva piegato sotto il peso di una angoscia che ha saputo portare dentro di sé con grande dignità fino all'ultimo.
Ricordo l'ultima conferenza stampa in cui ci siamo incontrati e quando per l'ennesima volta all'ennesimo ritardo dei politici voleva andarsene e noi con lui; ricordo il suo foglio e la sua penna con cui scriveva pochi appunti. Teneva tutto in mente, non come noi giovani che dobbiamo appuntarci parola per parola. Era visibilmente appesantito dal male ma lo spirito era sempre lo stesso, e il taglio delle sue domande sempre uguali. Per noi che lo abbiamo conosciuto da poco era una bandiera, il "decano" di tutti noi a cui un giorno assomigliare.
Ciao Giulio! Ovunque tu sia continua a scrivere come hai sempre fatto, continua ad osservare e raccontare e se puoi, stacci vicino in questo difficile mestiere.


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Giulio Ladi ci ha lasciati, ciao Giulio...

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