sociale

L’ANPI nomina socio ad honorem il Sindaco che concesse la piazza al comizio fascista nel giorno della strage di Camorena: perplessità di Serenella Stornelli

giovedì 22 gennaio 2009
Non piace a Serenella Stornelli, nipote di uno dei sette martiri di Camorena, la nomina di socio ad honorem assegnata dall'ANPI provinciale al Sindaco di Orvieto, Stefano Mocio. Nomina che ha sollevato qualche altra presa di posizione polemica da parte di alcuni membri del Comitato antifascista di Orvieto. E tutti ricordano, con un certo stupore, i fatti di Camorena dello scorso anno, quando vi fu una certa tensione, al mattino, tra la celebrazione ufficiale e alcuni momenti organizzati, nell'ambito della stessa manifestazione, dal Comitato antifascista cittadino; e, con fastidio ancora maggiore, la concessione di Piazza della Repubblica a La Destra, per un comizio di Aldo Tracchegiani, proprio il 29 marzo, giorno dell'anniversario di Camorena. “Leggo la notizia dell' "incoronazione" del Sindaco Mocio da parte dell'ANPI – scrive Serenella Stornelli - e me ne dispiaccio... non è un dispiacere per la forma, per il riconoscimento o per ciò che rappresenta realmente avere un'onorificenza di questo genere, ho abbandonato ormai da tempo l'idea illusoria che le molte medaglie valgano il petto che vi è decorato, o viceversa, è il fastidio sottile che si prova nel non capire, nel non essere stati capiti o forse nell' essere stati volutamente ignorati. Non so se Mocio si sia fregiato di particolari atti volti a tenere viva e soprattutto onorata la memoria della resistenza in occasione diversa da quella del 29 marzo, in questo caso me ne rallegro. Ma se così non fosse, vorrei ricordare a lui, alla sua giunta, e anche all'ANPI, che la mia famiglia ed io, stiamo ancora attendendo di capire cosa è successo lo scorso anno, quale disguido è avvenuto proprio nel giorno in cui, fascia al collo e banda in testa, si commemora la fucilazione di mio nonno, mio cugino, e degli altri cinque ragazzi di Camorena”. “Lo chiedo ancora da quasi un anno, inascoltata – continua la Stornelli. - Perchè concedere la piazza ai fascisti proprio nel giorno del 29 marzo? Come è potuto accadere? Tutti, ANPI compresa, hanno puntato il dito contro chi è rimasto disgustato da tanta "leggerezza", ottenendo l'effetto di spostare l' azimut dalla questione in sé, al modo di contestarla. Questione ancora oggi orfana di quella spiegazione che il Sindaco ha ritenuto opportuno non dare, pensando, forse, semplicemente che fosse in diritto di fregarsene. Non una parola, non un commento ad una notizia nè la preoccupazione di avere con quella "dimenticanza" (voglio essere generosa ed usare un eufemismo) offeso i parenti delle vittime o la memoria stessa di chi giace sotto terra per mano del piombo fascista”.

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