sociale

Fa scalpore l'articolo sulla pillola del giorno dopo pubblicato dal mensile "La Città". La diocesi convoca un incontro per giovedì sera

martedì 23 settembre 2008
di laura
E' programmato per giovedi 25 settembre alle ore 21,00 presso la Sala del Governatore di Palazzo dei Sette l'incontro che la diocesi di Orvieto-Todi ha indetto per fare chiarezza su quanto affermato in un articolo apparso nel n. 7-8 del mensile "La Citt" in riferimento alla pillola del giorno dopo. Alla diocesi non piaciuto il fatto che fosse definita "anticoncezionale d'emergenza" e proposta come rimedio per evitare l'aborto. All'incontro sar presente il Dott. Carlo Cirotto dell'Universit di Perugia, esperto in materia, e il Prof. Riccardo Morelli Primario dellUnit operativa di Ostetricia e Ginecologia dellOspedale di Orvieto, che intervenuto con una dichiarazione nel contestato articolo. Promotore dell'incontro in primo luogo don Andrea Rossi, responsabile dellufficio di pastorale giovanile della diocesi di Orvieto-Todi e assistente di Azione Cattolica, che ha espresso il suo disappunto anche con una lettera al direttore del noto mensile orvietano, Roberto Basili, mettendo in evidenza come nell'inchiesta si dovessero a suo avviso presentare anche tesi diverse da quelle illustrate, "che hanno lo stesso diritto di cittadinanza - afferma - nel mondo scientifico. Visto che di solito siamo noi ad essere accusati di indottrinamento, almeno la nostra motivazione palese: la fede in Ges Cristo; mi sembra invece che cambiando i pulpiti i metodi sono gli stessi". Secondo don Andrea Rossi "attraverso una terminologia 'anestetizzante' si evita di usare parole che potrebbero provocare qualche sussulto di coscienza e questo a partire da una tesi che non lunica presente oggi nel dibattito scientifico". L'incontro di gioved sera, dunque, vuole probabilmente illustrare tesi diverse da quelle sostenute nell'articolo de "La Citt" dalla dott.ssa Urbani, responsabile del consultorio di Orvieto, e dallo stesso Prof. Morelli, che non considerano la cosiddetta pillola del giorno dopo "aborto" ma solo "contraccettivo di emergenza". Il redattore dell'articolo "72 ore per non abortire" che ha scatenato la tempesta, Simone Zazzera, si dice da parte sua contento di aver suscitato tanta discussione intorno al tema. "Un tema impellente - afferma - visto che in Italia nel 2007 sono state vendute 270 mila pillole del giorno dopo, 50 mila in pi rispetto al 2006. E la met a ragazze tra i 14 e i 20 anni. Numeri che, secondo Giorgio Vittori, presidente della Societ italiana di ginecologia e ostetricia, devono far riflettere, perch sembrerebbe che la pillola del giorno dopo sia diventata quasi lunica forma di contraccezione che le giovani usano". Il grande dispiacere, per Zazzera, quello di non poter partecipare al confronto di gioved sera, perch venerd di buon'ora dovr essere a Roma per sostenere, alle nove, l'esame per l'abilitazion alla professione giornalistica e, a quell'ora, dovr aver gi letto i giornali, visto che una delle prove, la sintesi, verter proprio su uno degli articoli del mattino. "Il mio scopo - spiega - era proprio quello di sottolineare il problema e suscitare interrogativi e discussione, visto che a quanto affermano i farmacisti orvietani anche in citt sono di solito ragazze tra i 16 e i 25 anni a richiederla, ed rara una domanda da parte di donne pi grandi. Spero di avere altre occasioni di confronto - conclude - in ogni caso nel prossimo numero de "La Citt" pubblicheremo la lettera di una ragazza che contesta l'articolo con una nostra replica".

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