sociale

Rose bianche per una fugace rosa: una folla commossa saluta Alessio Papini

sabato 24 maggio 2008
di L.R.
... E come tutte le più belle cose, durasti un giorno sol, come le rose... [F. De Andrè] Centinaia e centinaia di persone hanno salutato commosse, strette intorno alla Chiesa di Ciconia, il giovane Alessio Papini, che ha perso la vita tragicamente, nella nottata tra mercoledì e giovedì, schiantandosi contro un albero nei pressi di Fontanelle di Bardano. Una enorme folla, che ha ordinatamente riempito l'interno della chiesa e il parco circostante, fatta di persone di ogni età, ma nella quale a spiccare è stata soprattutto l'altissima concentrazione di giovani. Una cascata di rose candide, il fiore preferito e amato - la più fragile, tra le rose - sul solo feretro, giacché la famiglia ha chiesto, al posto dei fiori, offerte destinate all'Unitalsi; e un piccolo mazzo discreto, posto accanto alla bella foto sorridente di Alessio incorniciata dalle parole che i compagni della Coar gli hanno dedicato, tra il gagliardetto e le magliette: la sua e quelle che i compagni di squadra hanno voluto deporre in segno di ricordo e testimonianza. E fiori bianchi anche all'esterno, regalati dal maggio generoso e odoroso grazie ai grappoli profumati dei ligustri: quel profumo pieno e dolce di giovinezza che è stato espresso dalle molte testimonianze lette, durante la cerimonia funebre, dagli amici e dai compagni, le compagne e le insegnanti della sua classe, la VB dell'Istituto per Geometri. Nella chiesa, vasta e luminosa, si sono schierati ordinatamente, con le loro divise, i compagni di sport della Coar Juniores, gli amici della Caritas, le sorelle e i barellieri dell'Unitalsi. Con la divisa dell'Unitalsi anche il padre di Alessio, Claudio Papini, che ne è il Presidente; e accanto a lui, con quel dolore composto e quella forza rassegnata e fiduciosa che chi ha fede riesce ad esprimere, la madre del giovane, Tiziana, il fratello e la nonna. La messa, celebrata dal Vescovo, Padre Giovanni Scanavino, è stata resa solenne dalla presenza dei parroci e dei diaconi di Orvieto e del Comprensorio. Presenti anche il Sindaco di Orvieto e la Presidente della Provincia, i Presidi e numerosi insegnanti delle Scuole orvietane, consiglieri comunali e del Consiglio di zona di Ciconia, alle cui elezioni Alessio aveva recentemente concorso, gli amici di Azione Giovani, nel cui gruppo il giovane Papini era impegnato politicamente; e, vicinanza e testimonianza di non minor conto, una vasta comunità di amici e conoscenti di Orvieto e del Comprensorio, oltre a giovani e meno giovani che, pur non conoscendo direttamente il ragazzo, sono rimasti profondamente scossi dal suo tragico destino. “Il quinto Vangelo secondo Alessio”, ha voluto intitolare la sua meditazione il Vescovo Scanavino: una testimonianza di pienezza di vita e di carità, quella del giovane Papini, che tutti – ha ricordato il Vescovo – dovrebbero scrivere con la loro vita. “Dio lo ha preso così presto – ha tra l'altro affermato padre Giovanni – perché era il migliore. Dalla sua vita, sia pure così breve, deve venirci l'insegnamento che una vita piena, e piena di carità, è possibile. Dalla sua gioiosa testimonianza, così bene espressa da questa foto con il segno della vittoria, l'incitazione a continuare nel nostro cammino di fede e di carità”. Ma anche un incitamento alla prudenza - ha voluto rivolgere il Vescovo ai giovani - che non a caso è, al pari della carità, una cristiana virtù; e un invito a far tesoro del dono della vita, forti di un'esperienza estrema che ci fa riflettere su quanto sia appeso a un fragile filo, minacciato e fagocitato dai ritmi così convulsi del mondo moderno. Breve e commosso il saluto del Sindaco, Stefano Mocio, che ha fatto riferimento alla sua comprensione e vicinanza di genitore e di cattolico. Le ultime parole, dopo la cerimonia religiosa e prima che la lunga e ordinata processione funebre lasciasse la Chiesa, sono state proferite dal padre del giovane, Claudio Papini. I versi di una canzone di Branduardi sull'attimo fuggente della giovinezza e poi, con grande forza d'animo e viva fede, ha ricordato la generosità, la vivacità, la contagiosa, sana allegria di Alessio che, sebbene in un così breve arco di vita, lascia un esempio e un ricordo indelebile in quanti hanno avuto la gioia di incontrarlo. L'unico rimpianto, forse, quello di non aver vissuto ancora di più e ancora più a fondo, preso dal lavoro e dagli impegni, il breve tempo concesso dalla vita al suo rapporto con il figlio. Forte, anche, l'invito ai giovani a non uniformarsi ai modelli indotti di comportamento, a non temere la manifestazione dell'affetto e la tenerezza: “se una sera avete voglia di restare a casa con i vostri genitori – ha concluso – restateci; se avete voglia di abbracciarli, fatelo, non abbiate paura dei sentimenti”. Nel disegno della vita, che prova ma si rinnova, tra qualche mese nascerà un nuovo Alessio Papini, il figlio del fratello e della cognata del giovane: lo ha annunciato il parroco, don Augusto Passeri, leggendo il bel ricordo scritto dalla giovane madre; non sarà certo identico, perché ognuno è unico e irripetibile, ma la viva speranza è che sappia scrivere il suo quinto Vangelo con altrettanta vitalità e gioia.

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