sociale

80 clandestini abbandonati in piena notte sulla Todi-Baschi. Soccorsi i 32 intercettati

lunedì 21 aprile 2008
di L.R.
Abbandonati da un TIR in piena notte lungo la Todi-Baschi nei pressi delle Gole del Forello: questa è la sorte che, in una delle tante tragedie dell'emigrazione, è toccata tra domenica e lunedì a 80 clandestini di nazionalità afgana e irachena ammassati in un container. Di questi, solo 32, di cui 6 minori, sono stati intercettati nelle campagne circostanti da Polizia e Carabinieri, dopo che intorno all'1,00 alcuni automobilisti che avevano visto gli extracomunitari vagare e barcollare nel buio avevano segnalato la loro presenza ai Carabinieri. A provocare il repentino e spietato abbandono dei clandestini deve essere stata proprio la presenza di una pattuglia dell'Arma, segnalata all'autista del TIR, che viaggiava verso Perugia, da un'auto civetta che lo precedeva; liberatosi dal compromettente carico che gli avrebbe fruttato seduta stante l'arresto, l'autista si è dileguato senza lasciare traccia; così come, per il momento, non sono stati rintracciati i restanti clandestini, che devono essersi dispersi in diverse direzioni. Questa e le poche altre notizie dirette sulla vicenda sono state fornite da un giovane uomo di nazionalità afgana che parla inglese. Il lungo viaggio verso l'Italia dalle loro terre è avvenuto prima tramite vari pulmini, poi per nave, quindi sul Tir che, secondo quanto accade in questi traffici di persone, avrebbe dovuto portarli verso varie destinazioni, forse anche all'estero. Per lasciare il loro paese i clandestini avrebbero pagato 10 mila euro a testa, naturalmente presi in prestito nella speranza di trovare un lavoro che avrebbe poi permesso di restituire la cifra. Dopo il primo intervento di recupero effettuato dalle Forze dell’Ordine - Polizia e Carabinieri coordinati dalla Prefettura di Terni - è stato allestito un primo punto di soccorso presso i locali della CRI nell’ex Ospedale di Piazza Duomo, con l'assistenza della Caritas e della Croce Rossa Italiana di Orvieto, prontamente coordinata dalla Presidente, Anna Petrangeli. Intorno alle tre di notte, d’intesa tra Prefettura, Protezione Civile e Ufficio di Cittadinanza, si è provveduto a perfezionare l'intervento di soccorso e i profughi sono stati trasferiti presso alcuni locali dell’ex caserma Piave. Qui, dopo essere stati lavati, vestiti con indumenti puliti e rifocillati, sono stati sottoposti a visita medica e assistiti dal punto di vista sanitario dagli operatori dell’ASL coordinati dal Dr. Giovannino Marchino. Durante la giornata la somministrazione dei pasti e l'assistenza sono state garantite da Protezione Civile, CRI e Ufficio di Cittadinanza del Comune di Orvieto, mentre le Forze dell'Ordine, oltre a piantonare i profughi, hanno proceduto alla loro identificazione tramite impronte digitali e foto segnaletiche, anche per verificare se fossero per caso soggetti a precedenti penali o a decreto di espulsione, caso in cui scatterebbe l'arresto. Sembra che uno soltanto dei profughi sarà condotto al carcere di Via Roma, mentre si sta procedendo all'accompagnamento di alcuni clandestini presso vari centri CPT; altri verranno sottoposti a decreto di espulsione. I 6 minorenni seguiranno la sorte dei rispettivi genitori, in quanto non è più attivo il centro di accoglienza minori dei tre ambiti socio-sanitari della Provincia di Terni a cui si ricorreva in questi casi. E' stato infatti chiuso qualche tempo fa, per decisione del Comune di Terni, a causa degli eccessivi costi.

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