sociale

Dall'assemblea generale dell'ASU i giornalisti umbri tornano a chiedere la mobilitazione per il contratto di lavoro, la riforma dell'Editoria e lo sblocco dell'Inpgi

lunedì 12 febbraio 2007
Si è svolta domenica 11 febbraio a Perugia, nella sede dell’Asu, l’assemblea generale dei giornalisti umbri. Ne è scaturito, in sintesi, un sollecito alla Federazione Nazionale della Stampa, all’Associazione Stampa Umbra, ai Comitati di redazione e ai Fiduciari di redazione perché vengano quanto prima individuate tutte le iniziative necessarie per una ripresa della mobilitazione della categoria per il rispetto del diritto al rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro, ancora negato dagli editori della Fieg che rifiutano ogni trattativa nonostante i richiami delle più alte cariche dello Stato. L’Assemblea ha valutato positivamente i risultati conseguiti con gli scioperi e le altre manifestazione di protesta promosse dalla Fnsi e dall’Asu, che hanno posto al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni locali e nazionali la grande questione democratica, che si è determinata con il rifiuto di un confronto contrattuale, la cui gravità è stata riconosciuta dal primo dibattito parlamentare della storia dedicato esclusivamente alla vertenza dei giornalisti e dall’ampia solidarietà, senza precedenti, manifestata da tutte le forze politiche, sindacali e sociali. L’Assemblea invita la Fnsi a far valere le ragioni dei giornalisti italiani ai tavoli aperti dal Ministero del Lavoro su questioni centrali per il futuro della professione giornalistica, come quelli del Mercato del Lavoro e della Riforma dell’Editoria, sedi nelle quali devono essere affermati principi e norme contro la precarietà e lo sfruttamento del lavoro nero per l’autonomia delle redazioni, e contro le sovvenzioni a pioggia calibrando i contributi dello Stato su esigenze reali e sul rispetto delle garanzie, dei diritti e dei doveri contrattuali. L’Assemblea chiede inoltre un intervento urgente del Governo per attuare - con gli strumenti di legge esistenti - le delibere di riforma dell’Inpgi bloccate dalla Fieg, con un enorme danno economico alle casse dell’istituto della previdenza giornalistica e rischi per il futuro assicurativo e pensionistico dei giornalisti più giovani. Per quanto riguarda in maniera più specifica l’Umbria, l’Assemblea si appella alle Istituzioni Pubbliche, al mondo del lavoro e della cultura affinché individuino le forme di una rinnovata solidarietà alla vertenza dei giornalisti, utilizzando nei modi e nei termini che riterranno più opportuni anche la leva della inserzioni pubblicitarie e delle diverse forme di sostegno all’editoria, fino all’avvio della trattativa contrattuale e comunque in costanza di eventuali palesi violazioni della normativa sul lavoro giornalistico. Secondo l'Asu è inoltre necessaria una maggiore presenza del Sindacato nelle redazioni dei giornali e nella carta stampata, un monitoraggio più puntuale degli istituti preposti contro eventuali violazioni contrattuali anche in relazione al ruolo dei service, aprire un confronto con l’Università sul corretto espletamento degli stage nelle redazioni e vigilare sul mancato rispetto dell’articolo 34 del contratto relativo all’obbligatorietà della pubblicazione dei comunicati sindacali, come recentemente ribadito con sentenza dalla magistratura ordinaria.

Chiesto il rispetto della legge quadro per i giornalisti degli Uffici stampa della P.A.

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