sociale

Le richieste dei pendolari a Trenitalia

lunedì 18 settembre 2006

Questo il documento sul trasporto ferroviario e sul fenomeno del “pendolarismo” di interesse per la stazione di Orvieto, che il Comitato dei pendolari ha consegnato al Sindaco della città, Stefano Mocio, all’Assessore Regione ai Trasporti, Giuseppe Mascio e al Direttore del Trasporto Regionale di Trenitalia, Bruno Severi.

Il Sindaco di Orvieto convocherà l’Assemblea dei Sindaci dell’Orvietano allargata ai primi cittadini dei Comuni dell’Altro Lazio (Acquapendente, Montefiascone, Bolsena, Castiglione in Teverina, Lubriano, Bagnoregio) per fare il punto sia sugli orari che sulle opere di riqualificazione della stazione ferroviaria di Orvieto; incontro che, con ogni probabilità, si terrà nel pomeriggio del 29 settembre prossimo alla presenza del Viceministro ai Trasporti, On. Cesare De Piccoli, che in quella giornata parteciperà ad Orvieto all’incontro di livello nazionale finalizzato alla costituzione dell’Agenzia per la Sicurezza.

Accogliendo le proposte avanzate dai pendolari orvietani, anche l’On. Ali Khalil Rashid che ha partecipato all’incontro di venerdì, ha preannunciato un’interrogazione parlamentare. ·

Il testo del documento

Premessa
Il pendolarismo ad Orvieto è un fenomeno che sta registrando negli ultimi anni un continuo aumento e che risponde sempre più ad esigenze di studenti e lavoratori che devono quotidianamente recarsi in altre città per svolgere le loro attività. Si tratta di un numero sempre maggiore di cittadini orvietani, del comprensorio e di altre regioni e province limitrofe che vivono, per nascita o per scelta, in piccoli centri e che hanno posto alla base della loro scelta di vita, la valutazione sulla possibilità di potersi avvalere del trasporto ferroviario. Ad ogni cambio di orario ferroviario ed in conseguenza ai numerosi disservizi legati ai frequenti ed eccessivi ritardi, viene, però messa fortemente in discussione la scelta di questi cittadini che devono ritrattare - chi è nelle condizioni di poterlo fare - il proprio orario con il datore di lavoro. ·
I numeri della Stazione di Orvieto
I numeri di riferimento della stazione ferroviaria di Orvieto, come premessa a tutte le nostre ragionevoli richieste, sono di 1.050 abbonamenti mensili, di cui 800 emessi dalla stazione di Orvieto e gli altri nelle agenzie di viaggio presenti sul territorio, e di oltre 800 biglietti giornalieri, per un fatturato di circa 2,5 milioni di euro annui. La piattaforma delle richieste dei pendolari tiene conto, quindi, di questi numeri e delle reali ed effettive esigenze di trasporto quotidiano emerse dal confronto con i viaggiatori e dall’esperienza di anni di pendolarismo. Sono esigenze che rispondono alle necessità di chi si muove per ragioni di lavoro ed è quindi legato ad orari spesso rigidi dettati dalle norme previste nei contratti collettivi nazionali.
Il trasporto offerto da Trenitalia nell’ultimo anno è stato assolutamente insufficiente alle esigenze dei pendolari e soprattutto non conforme con la carta dei servizi aziendale. Inoltre, la situazione è andata ad aggravarsi anche a seguito di altri gravi disservizi che vanno dalla diminuzione del numero dei treni che fermano alla stazione di Orvieto, al problema ormai insostenibile dei ritardi fino a questioni più gravi legate alla sicurezza. ·
Le richieste dei pendolari di Orvieto
  • Sia garantito un collegamento più funzionale nella tratta Orvieto-Arezzo-Firenze-Bologna che oggi risulta assolutamente insufficiente, soprattutto se legato alle esigenze lavorative, considerando che il primo IC diretto al nord è l’IC 700 che parte da Orvieto alle ore 7.58 assolutamente troppo tardi per garantire un collegamento per i pendolari di Arezzo e Firenze; si chiede pertanto l’anticipo della partenza dell’IC 700 intorno alle 7.00;
  • Siano rese realmente e dignitosamente possibili le condizioni di ritorno da Roma per i molti viaggiatori. In particolare si chiede:
    • la fermata di un treno ad Orvieto con partenza da Roma dopo le 20.00. Attualmente l’ultimo treno della fascia di ritorno serale è l’EN 234 delle 19.51 carente anche nei posti considerando che è prevalentemente composto da Vagon lits con solo due carrozze di 2° classe. Dopo questo treno da Termini non parte più nessun treno per Orvieto ma ci sarebbe la possibilità di far fermare due ES: l’ES 9454 delle 20.30 e l’ES 9456 delle ore 21.45.
    • inoltre, c’è un vuoto con il collegamento IC nel rientro pomeridiano di due ore nella fascia che va dall’IC delle 14.57 all’IC delle 16.57.
    • infine, sia risolto il problema dei lavoratori turnisti con la fermata ad Orvieto il sabato del treno regionale 3373 che parte da Chiusi ma inizia il servizio solo con la fermata di Orte, mentre per il rientro da Roma la fermata ad Orvieto dell’ICN 774 che parte da Tiburtina alle 20.50 e che già ferma a Chiusi, Terontola e Arezzo.
    • Sia garantito un servizio di trasporto, sempre avuto negli anni passati, nella fascia oraria delle 7.00 della mattina per permettere ai molti lavoratori l’arrivo a Roma entro le 8.00.
    • In particolare si chiede che il treno Regionale 3377 in partenza da Orvieto alle 6.50 e che oggi arriva fino alla stazione di Roma Tiburtina sia portato fino a Roma Termini con la possibilità di ridurre il tempo di percorrenza (risparmiando ad esempio la fermata di Orte) in modo da farlo arrivare a Roma Termini alle ore 8.00

A queste poche ma essenziali richieste si aggiunge la “pretesa” di un servizio che corrisponda realmente alla carta dei servizi di Trenitalia e al corrispettivo che ciascun cliente paga con il biglietto e con il supplemento IC e che il cliente pendolare anticipa di un mese, o addirittura di un anno, con il pagamento dell’abbonamento.

Solo a titolo di concreto esempio ad Orvieto la mattina dovrebbe fermare l’EN 235 alle 7.54 con arrivo previsto a Roma Termini alle 9.05. In realtà questo treno per Orvieto è come se non esistesse in quanto ogni giorno ha ritardi che arrivano anche a superare frequentemente un’ora, quindi è assolutamente inservibile.

Inoltre, si esige un trasporto pulito e sicuro. In merito alla pulizia la situazione è evidente e sotto gli occhi di qualsiasi viaggiatore anche il più distratto e occasionale. Sia nei treni Interregionali sia per i treni IC la situazione è delle peggiori: sedili distrutti, tappezzeria sporca, polvere, insetti e grasso ovunque, bagni assolutamente inutilizzabili dove quasi sempre mancano acqua, sapone e carta. Infine, come ultimo e più grave tra i problemi esiste una forte preoccupazione in merito al rispetto delle più generali norme legate alla sicurezza che vanno dalle porte non utilizzabili con cui si fanno viaggiare abitualmente i convogli, all’impossibilità del personale viaggiante di comunicare in caso di fermo in galleria, fino al problema legato alla fuoriuscita di fumo e soffocante odore dal radiatore e dall’aria condizionata ogni qual volta il treno effettua una frenata.

In conclusione – conclude il documento dei pendolari - in considerazione del fatto che la Stazione di Orvieto è posizionata nell’unica tratta ferroviaria (Roma – Firenze) che ha una linea lenta ed una linea ad alta velocità, riteniamo che non dovremmo risentire in modo così massiccio dei gravi problemi strutturali che comportano tanti e tali ritardi giornalieri. Le istanze ed i problemi enunciati richiedono, quindi, concrete risposte anche, infine, per il fatto che il nostro territorio subisce un impatto ambientale assolutamente di rilievo con l’attraversamento di queste due linee ferroviarie senza, però poter usufruire di un servizio adeguato (ad Orvieto non ferma nessun ES), compresa la situazione in cui versa la stessa stazione ferroviaria di Orvieto che non rappresenta certamente una buona porta di accesso alla città.

Il problema del collegamenti ferroviari Orvieto-Roma-Firenze è politico

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