sociale

Il problema del collegamenti ferroviari Orvieto-Roma-Firenze è politico

lunedì 18 settembre 2006
  • Collegamenti ferroviari tra Orvieto, Roma e Firenze: Ancora una volta la Regione, le Istituzioni Locali e i Pendolari lavoreranno congiuntamente per dare dignità ai numerosissimi utenti di questo lembo dell’Umbria, l’unico ad essere attraversato dall’Alta Velocità, ma paradossalmente il più penalizzato per i servizi agli utenti. ·
  • Il problema è politico e sociale prima che tecnico. Così le priorità, in vista della definizione del nuovo orario dei treni che sarà presentato a Dicembre, sono: 1) un incontro con i parlamentari dell’Umbria ed i Sindaci dei Comuni dell’Orvietano e dell’Area Viterbese i cui concittadini gravitano sullo scalo di Orvieto; 2) trasmettere la protesta condivisa da tutti i soggetti interessati ai vertici non sono di Trenitalia e RFI, ma ai vari livelli politici nazionali
  • I pendolari orvietani protestano per il nuovo orario dei treni in vigore dal 18 Settembre che non accoglie nessuna delle loro richieste per migliorare i collegamenti con Roma e Firenze, ma sono disponibili a produrre proposte fattibili. Queste le conclusioni dell’incontro promosso dal Comitato dei Pendolari di Orvieto e dell’Umbria e dall’ARS svoltosi questa sera presso la Sala Consiliare del Comune, a ridosso della nuova variazione dell’orario ferroviario (la terza nell’anno solare) che entrerà in vigore lunedì 18 settembre, ma soprattutto in vista della definitiva modifica di dicembre.

La questione della garanzia dei collegamenti per la consistente categoria del pendolari che da Orvieto raggiungono tutti i giorni Roma e Firenze, torna insistentemente all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica e il Comune di Orvieto torna ad essere il luogo di incontro, proposta e mediazione.

All’iniziativa hanno partecipato infatti, il Sindaco, Stefano Mocio, l’Assessore Regionale ai Trasporti, Giuseppe Mascio, il Direttore del Trasporto Regionale di Trenitalia, Bruno Severi, l’On. Alì Khalil Rashid, il funzionario regionale Ettore La Mincia e, naturalmente, numerosi pendolari a nome dei quali hanno parlato la portavoce, Fabiola Di Loreto, Ciro Zeno (dell’Associazione ARS), il rappresentante del Comitato Pendolari di Terni, Alessio Santi ed altri intervenuti.

Un incontro nel corso del quale è stato più volte richiamato - come esempio da non ripetere - quello svoltosi il 21 luglio del 2005 alla presenza del Responsabile delle Relazioni Esterne di Trenitalia, Vincenzo Saccà, che fu particolarmente acceso, a tratti teso e che si concluse con degli impegni che – hanno amaramente hanno ricordato i pendolari – sono rimasti lettera morta e non hanno prodotto alcun risultato. “Lo dimostra il fatto – hanno sostenuto - che la situazione della stazione di Orvieto è andata peggiorando negli anni. Lo vediamo dal permanere della grave situazione che vivono i pendolari sulla tratta Orvieto-Roma interessata sempre da notevoli ritardi e dalla mancanza di collegamenti corrispondenti alle esigenze dei viaggiatori-lavoratori. Peggiora anche la situazione dei collegamenti tra Orvieto e Firenze che interessa moltissimi viaggiatori e dove si registra un numero crescente di pendolari. Un problema che forse in passato è stato troppo sottovalutato, ma che invece ha un peso reale non solo per gli oltre 1050 pendolari orvietani abbonati e per le loro famiglie che vivono direttamente le conseguenze di questo stato di cose, ma anche per il ruolo, l’economia e l’organizzazione dei trasporti di una città, di un territorio vasto che attraverso lo scalo di Orvieto serve moltissimi utenti dell’Alto Lazio, e di una regione particolarmente vocata al turismo”.

Il problema in primo luogo è politico-sociale più che tecnico – hanno detto i pendolari – perciò la discussione deve tornare ad essere politica. Non siamo clienti, siamo utenti per cui le risposte devono essere in termini di servizi. Nessuna delle cinque richieste che avevamo avanzato nell’estate dello scorso anno, è stata realizzata. Oggi ringraziamo le istituzioni locali e regionali per il nuovo atto di sensibilità che stanno dimostrando, da parte nostra c’è la disponibilità a proporre, dare indicazioni ragionevoli e fattibili, ma tutto questo deve trovare riscontri reali e stringenti non blande promesse che poi vengono dimenticate”.

Sulla rinnovata disponibilità a collaborare insieme hanno concordato tutti. Lo stesso Assessore Regionale Mascio ha ricordato che “la questione del miglioramento del servizio ferroviario in termini di infrastrutture e servizi è una questione prioritaria. Naturalmente la questione necessita di approcci diversi: la realizzazione di nuove infrastrutture è più complessa e richiede pianificazione e soprattutto risorse finanziarie certe, la questione invece dei servizi richiede altre valutazioni tecniche in ordine alla organizzazione degli orari, alla quantità dell’utenza rispetto all’istituzione di nuove fermate e, comunque, è diverso il campo della fattibilità laddove si interviene sulla rete dei servizi interregionali piuttosto che sulla rete dei convogli IC a lunga percorrenza. Da parte nostra è importante il presidio sistematico del problema e lo dimostrano le verifiche che stiamo effettuando con i pendolari dei diversi territori. Alla luce del nuovo orario che entrerà in vigore la settimana prossima, registriamo le proteste dei pendolari dello scalo di Orvieto e le loro richieste. Concordiamo, peraltro, sulla constatazione del fatto che Orvieto è l’unica città dell’Umbria dove passa l’Alta Velocità che dal punto di vista infrastrutturale ed ambientale ha notevolmente segnato questo territorio che però non ha avuto benefici diretti, almeno sotto forma di servizi adeguati per l’utenza di una città e di un territorio allargato di grande prestigio e richiamo turistico-culturale. Dovremo aprire una vertenza RFI / Trenitalia, per impegnarle a lavorare nella direzione di variazioni consistenti. Come Regione Umbria acquistiamo delle tratte ferroviarie sui treni regionali e interregionali per 27.000.000 di Euro all’anno, per cui siamo clienti di Trenitalia e siamo ascoltati nel senso che è più facile dare risposte a quelle esigenze che possono essere risolte con i treni regionali e interregionali, diventa più complesso invece intervenire sugli Intercity dove è necessario fare un lavoro politico condiviso a più livelli. L’incontro di oggi è importante per ascoltare le richieste e definire un percorso comune da compiere per ottenere risultati concreti nel nuovo orario definitivo di dicembre. Per rendere fattibile tutto questo è necessario individuare poche e ragionevoli proposte da portare avanti convintamene, concentrando l’attenzione sulle esigenze oggettive dei viaggiatori. Entro il 22 settembre le sottoporremo alla Direzione di Trenitalia”.

Comprendo perfettamente le esigenze e lo stato d’animo dei pendolari avendo io stesso vissuto questa condizione per ben sedici anni – ha esordito il Sindaco, Stefano Mocio. Negli ultimi anni in cui direttamente ho gestito la delega ai trasporti dapprima come Assessore e oggi come Sindaco, possono dire che l’Amministrazione Comunale è stata sempre al fianco dei pendolari. Anni in cui ci sono stati incontri ad ogni livello istituzionale e delle Ferrovie, talvolta ottenendo risultati, talvolta andandoci giù duro e sempre nell’intento di impegnarci al fine di ottenere cose possibili e non la luna. Concordo, dunque, con le esigenze dei pendolari e ritengo utile promuovere ulteriori iniziative in vista della definizione del nuovo orario di Dicembre, ovvero:

  1. convocare un incontro con i parlamentari dell’Umbria ed i Sindaci dei Comuni dell’Orvietano e dell’Area Viterbese / Alto Lazio i cui concittadini gravitano sullo scalo di Orvieto, evidenziando che in questo caso essi affrontano disagi aggiuntivi in termini di distanza;
  2. trasmettere la protesta condivisa da tutti i soggetti interessati ai vertici non sono di Trenitalia e RFI, ma ai vari livelli politici nazionali, cogliendo le diverse occasioni che nelle prossime settimane vedranno di volta in volta ad Orvieto la presenza di personalità eterogenee di alto livello politico, a cominciare dai partecipanti al convegno nazionale che si terrà nella mattinata del 29 settembre prossimo presso il Comune, finalizzato alla creazione dell’Agenzia per la Sicurezza”.

I nuovi orari in vigore da lunedì ignorano ancora i pendolari diretti a Roma e penalizzano ancora di più quelli diretti a Firenze Le nuove variazioni di orario effettuate da Trenitalia – secondo i rilievi fatti dal Comitato pendolari – non smuovono nulla rispetto al passato per i pendolari diretti a Roma i quali chiedono che:

  1. almeno il loro treno del mattino arrivi alla stazione Termini piuttosto che a Tiburtina e che il rientro serale sia meno problematico, nel senso che da Roma partono molti Eurostor diretti a Firenze che però transitano ovvero attraversano soltanto il territorio di Orvieto;
  2. il nuovo orario penalizza soprattutto i pendolari che viaggiano in direzione di Arezzo e Firenze, aumentati in numero considerevole.
    • In particolare, il treno IC 700 che i pendolari avevano chiesto di anticipare intorno alle ore 7,00 è stato posticipato di altri 10 minuti, così che fermerà a Orvieto alle 7.57, con successive fermate a Chiusi alle 8.21, ad Arezzo alle 8.53, a Firenze alle 9.35. Inoltre il treno locale delle 6.23 non farà più coincidenza a Terontola con il regionale da Foligno, poiché quest’ultimo è stato anticipato di un quarto d’ora.

Intanto, da lunedì sulla linea Terni-Orvieto saranno in vigore questi orari:

Il regionale 21615 Terni-Orvieto verrà anticipato in partenza da Terni alle 6,47 (invece delle 7,00) e l’arrivo ad Orvieto sarà alle 7,51 (anziché alle 8,05): con questa modifica i viaggiatori diretti a Roma avranno la coincidenza ad Orte con il Regionale 3377 (Terontola-Tiburtina).

Il Regionale 7317 (Orvieto-Orte) partirà alle 18,35 anziché alle 19,00 con arrivo previsto a Orte alle 19,09: con questa modifica i viaggiatori diretti a Terni-Foligno-Ancona potranno proseguire il viaggio utilizzando il Regionale 12176 in partenza da Orte alle 19,18.


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Le richieste dei pendolari a Trenitalia

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