sociale

Acqua: 'scorre' la pubblicazione del piano d'ambito. Perché non metterlo sul sito dell'Ato 2? Sarebbe un'agevole e democratica forma di pubblicazione

martedì 15 agosto 2006
E' stato approvato il 21 luglio 2006 in sede ATO il nuovo piano d’ambito, che prevede tutti gli investimenti necessari per garantire l'efficacia del servizio idrico e per rendere e mantenere efficienti gli acquedotti del territorio di riferimento dell'Ato 2, di cui anche Orvieto e il comprensorio fanno parte. Sono all'interno del piano d'ambito anche i parametri che riguardano gli aumenti del servizio idrico che dovrebbero scattare, con effetto retroattivo, da gennaio 2006, dal momento che secondo quanto prevede la legge Galli gli investimenti programmati e esemplificati nel documento devono essere ripagati appunto con la tariffa. Il piano d’ambito, approvato all’unanimità da tutte le municipalità della provincia di Terni, resterà in pubblicazione sessanta giorni, durante i quali chiunque può fare osservazioni su quanto si stabilisce. Nel rispondere a un'interrogazione di Altra Città, l'assessore Germani ha affermato che, appena il Comune sarà in possesso del piano, ne verrà depositata una copia presso la Segreteria del Consiglio a disposizione dei consiglieri e che, subito dopo la pausa estiva e entro i 60 giorni validi per le eventuali osservazioni (ne sono già scattati quasi 30), l'Amministrazione Comunale intende fare un incontro con i Consigli di Zona su quanto riguarda i lavori e gli investimenti previsti, “al fine – ha affermato Germani - di dare il massimo delle garanzie ai nostri concittadini nella consapevolezza di quello che impone la normativa nazionale”. Per documentarci, sia come giornalisti che come cittadini, siamo andati sul sito web dell'Ato 2 pensando di trovarvi il piano d'ambito in pubblicazione; e onestamente lo stesso assessore Germani, convinto che ci fosse, ci aveva consigliato, per avere maggiori dettagli sull'argomento, questa agevole via. Il piano d'ambito in effetti c'è, ma è quello ormai scaduto risalente al 2003. Fuori da ogni polemica e solo per amore di comunicazione – che, al di là del giornale, è il nostro lavoro aziendale e, dentro e fuor di metafora, il nostro "pane quotidiano” - ci chiediamo e rigiriamo la domanda a tutti gli amministratori che ci leggono:
a che serve un sito web se non lo usiamo per comunicare con trasparenza e in tempo reale quello che accade?
Visto che “chiunque” potrebbe presentare osservazioni entro 60 giorni dalla pubblicazione, quale strumento migliore di internet per “pubblicare” (così si dice anche in linguaggio informatico) e diffondere in modo capillare un documento di pubblico interesse? Quale strumento migliore per informare come, dove e con quali modalità le osservazioni potrebbero essere presentate? Senza ovviamente con questo voler escludere ogni altro canale di informazione e di diffusione, formale o informale che sia.

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