sociale

Universo terza età. Il tema delle politiche per gli anziani al centro del Consiglio Comunale aperto di mercoledì

lunedì 22 maggio 2006
E’ convocato per mercoledì 24 maggio l’atteso Consiglio Comunale aperto sulle linee d’intervento riguardanti la popolazione degli anziani a Orvieto e nell’Orviertano, ossia in tutto quel territorio che, istituzionalmente parlando, ricade nell’ambito n. 12 che riunisce i Comuni del comprensorio in politiche socio-sanitarie condivise. A parteciparvi saranno i rappresentanti delle istituzioni comunali, provinciali e regionali – un ruolo chiave avranno ovviamente i relativi assessori ai Servizi sociali Stopponi, Antoniella e Stufara - delle associazioni a scopo sociale e di quelle di categoria e, naturalmente, i vertici della ASL, rappresentati in primis dal direttore generale Denio Dingecco. Atteso anche il dottor Edoardo Romoli che, quale presidente dell’associazione e dell’istituto Piccolomini Febei – l’unica struttura residenziale pubblica per anziani non autosufficienti della nostra zona - è una figura importante nella definizione di una parte delle linee d’intervento che si andranno a definire. Trattandosi di Consiglio Comunale aperto, sarà fondamentale anche l’apporto che vorranno dare al dibattito i singoli cittadini. “In un mondo che vede crescere vertiginosamente la popolazione oltre i 65 anni di età – afferma l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Orvieto Cecilia Stopponi – fenomeno che è il risultato di una trasformazione complessa, è compito della comunità occuparsi sempre più, e in armonia con i tempi che cambiano, di questo argomento che non mi piace definire problema, ma che piuttosto chiamerei “tema”. E’ chiaro che quando parliamo di ultrasessantacinquenni l’aspetto sanitario diventa rilevante – continua l’assessore – ma dobbiamo prendere come riferimento, per intervenire in modo ampio ed efficace, non solo la salute, ma i cambiamenti sociali intervenuti nella famiglia e nella sua composizione, nel mondo del lavoro, nel ruolo femminile e nello stesso concetto di “vecchiaia” che, per l’allungamento della vita, al di là delle possibili patologie è comunque un’età che continua ad essere fertile. Bisogna dunque pensare ad azioni non incentrate solo sul sanitario o sulle residenze per anziani – conclude l’assessore – ma a un sostegno più vasto, che dia il più possibile opportunità di benessere e di autosufficienza all’anziano, sia che viva solo, sia che viva in famiglia. Per questo è assolutamente necessaria la coprogettazione tra ASL, Sevizi Sociali, mondo del volontariato e della cooperazione. Presenteremo un piano basato su questi principi, poi, sulla base della condivisione dell’aspetto strategico, lo attueremo gradualmente individuando le priorità.” Uno dei primi progetti a partire sarà quello della Piccolomini Febei, che ridarà dignità alla struttura di San Giorgio, per la quale sono già stati stanziati i finanziamenti regionali ed è già pronto il progetto esecutivo, che porterà in una prima fase a 20, e in un secondo step a 40, i posti residenziali disponibili. “La ‘questione anziani’ non va sottovalutata – afferma il vice presidente del Consiglio Fausto Vergari - gli ultrasessantacinquenni rappresentano, in questo territorio, oltre ¼ della popolazione. All’interno delle proposte, assume posizione centrale,la necessità di migliorare il più possibile la qualità della vita di queste persone, specie quando sono in stato di non autosufficienza e gravano sui famigliari più stretti. Il documento che abbiamo stilato e che presenteremo mercoledì 24 è stato ampiamente condiviso da tutti i capi gruppo – continua il vice presidente Vergari – la nostra priorità è fare in modo di mantenere il più possibile le persone anziane nel loro ambiente di appartenenza, affiancando alle famiglie un valido aiuto attraverso i servizi domiciliari. Solo dove l’assistenza domiciliare non è sufficiente si passa a intervenire con adeguate strutture socio-sanitarie che possono essere di diverso tipo: residenza protetta, residenza sanitaria assistenziale, centro diurno-riabilitativo. La RSA (residenza sanitaria assistenziale) è una delle priorità per il nostro territorio e ricade sotto la competenza della Asl: stiamo cercando di fare in modo che il numero dei posti messi a disposizione arrivi ad un minimo di 20. Altra questione urgente – conclude Vergari - riguarda le cosiddette residenze protette: attualmente quelle autorizzate sono 4, Casa Divina Provvidenza a Ficulle, Casa Natività di Maria a Morrano, Non ti scordar di me a Castel Giorgio, San Giovanni Bosco a Castel Viscardo; ma è necessario realizzare una residenza protetta sul territorio comunale di Orvieto con almeno 40 posti a disposizione”.

L'ordine del giorno del Consiglio

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