politica

TeMa e Csco, Barbabella vuole vederci chiaro. Pronta l'interrogazione

giovedì 4 luglio 2019
TeMa e Csco, Barbabella vuole vederci chiaro. Pronta l'interrogazione

Il capogruppo di "Prima gli Orvietani" Franco Raimondo Barbabella interroga il sindaco Roberta Tardani in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate dall’assessore Angelo Ranchino. Di seguito l'atto in forma integrale:

Leggo sul giornale La Nazione del 2 luglio quanto segue: “Angelo Ranchino, vicesindaco e assessore alle attività produttive e allo sviluppo economico ha le idee chiare: «Come già avevamo proposto in passato con la lista civica "Orvieto Libera", credo si debba andare verso una struttura di coordinamento delle partecipate, occorre una razionalizzazione della loro gestione. Al contrario, personalmente non ritengo che l’accorpamento sia una soluzione proponibile, la vedo molto difficile e soprattutto non ne vedo l’utilità operativa»”.

Al di là del fatto che andrebbe preliminarmente chiarito se la natura specifica di TeMa e di CSCO può consentire la definizione di “partecipate”, è da capire bene la direzione in cui intende muoversi l’amministrazione comunale essendo questa una materia delicatissima che richiama questioni strategiche per la nostra città.

Inoltre, prima ancora di chiarire che cosa può voler dire “coordinamento delle partecipate” e “razionalizzazione” in alternativa ad “accorpamento” c’è da approfondire la situazione di partenza di queste strutture operative deputate ad organizzare le attività culturali e turistico-culturali.

Per questo chiede al Sindaco di sapere:

1.   Se non ritenga necessaria, nel caso non sia stata già effettuata, l’acquisizione preliminare dei dati di gestione, in particolare quelli di TeMa, per comunicarli poi nelle forme appropriate al Consiglio nel quadro di una strategia coerente e risolutiva delle ben note difficoltà;

2.   Se a tale scopo non ritenga utile promuovere una ricognizione tecnica affidata ad esperti per una precisa ed oggettiva descrizione dello stato di fatto e una probante indicazione delle possibili soluzioni giuridiche adottabili nell’ottica di una svolta nella politica turistico-culturale;

3.   Se infine, dato il rilievo delle questioni dirette e indirette che in tal modo entrano in gioco, non ritenga utile proclamare questa come questione di valore generale e come tale da trattare con atteggiamento e procedure bipartisan nei modi che i gruppi riterranno migliori e più vantaggiose per la collettività.

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