politica

Novità sul regolamento per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche

mercoledì 10 aprile 2019
Novità sul regolamento per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche

Nella seduta di mercoledì 10 aprile, il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza (9 favorevoli; i Consiglieri Sacripanti e Olimpieri non hanno partecipato alla votazione) la proposta di integrazione normativa al Regolamento per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e l’applicazione della relativa tassa con la norma divieto di concessione.
Viene introdotto l’art. 7 bis secondo cui: “Non potrà in alcun caso essere concessa l’occupazione del suolo pubblico oppure di aree private soggette a servitù di pubblico passaggio alle organizzazioni ed associazioni che direttamente si richiamano all’ideologia, ai linguaggi e rituali fascisti e nazisti e alla sua simbologia”.

Ovvero, “le domande per le concessioni dovranno contenere specifica dichiarazione con la quale il richiedente dichiari di riconoscersi nei principi e nelle norme della Costituzione italiana e pertanto di non professare e non fare propaganda di ideologie neofasciste e neonaziste; di non perseguire finalità antidemocratiche, esaltando, propagandando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la Costituzione e i suoi valori democratici fondanti; infine, di non compiere manifestazioni esteriori inneggianti le ideologie fascista e/o nazista”. La modifica diverrà efficace il giorno della pubblicazione all’Albo pretorio del Comune.
 
L’atto che richiama la mozione presentata il 26 marzo 2018 intitolata “Mai più spazi ai fascisti”, con la quale si chiedeva al Sindaco e alla Giunta di integrare tale Regolamento con una disposizione che prevedesse la non concessione di spazi pubblici a quelle organizzazioni ed associazioni che si richiamano direttamente all’ideologia fascista, ai suoi linguaggi e rituali, è stata illustrata dalla Vice Sindaco, Cristina Croce la quale ha ricordato che “a fronte dell’intensificarsi della minaccia neofascista in Italia e nel mondo e del fenomeno della xenofobia vi è la necessità di preservare la piena attuazione dei principi e dei valori della Costituzione nell’ambito delle iniziative pubbliche che interessano la comunità locale.

Gli artt. 2 e 3 della Costituzione della Repubblica italiana, prevedono rispettivamente che ‘la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo..’ e che ‘tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Inoltre, la XII disposizione transitoria e finale della stessa Costituzione, dispone che ‘è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista’; altresì, la legge n. 645 del 20 giugno 1952 ‘Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione’ all’art. 1 stabilisce che ‘si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”.
 
“Di qui l’adozione come sta avvenendo in molte altre città italiane – ha aggiunto – di misure contro ogni neofascismo e contro ogni manifestazione di discriminazione per non consentire, secondo i mezzi e i limiti previsti dall’ordinamento, e principalmente attraverso i Regolamenti comunali, che le organizzazioni neofasciste abbiano cittadinanza politica sul territorio, in particolare attraverso l’utilizzo del suolo pubblico. Adozione che si propone di attuare attraverso la modifica del vigente Regolamento per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e l’applicazione della relativa tassa, approvato delibera di Consiglio comunale il 14 marzo 2011. La Giunta Comunale si è già espresso favorevolmente nella seduta del 28 marzo scorso”.

Ampi stralci del dibattito a cura dell'Ufficio Stampa del Comune di Orvieto sono disponibili a questo indirizzo.

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