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Dopo 25 anni, TeMa licenzia Paolini. "Grazie a tutti, guarderò avanti"

martedì 8 gennaio 2019
Dopo 25 anni, TeMa licenzia Paolini. "Grazie a tutti, guarderò avanti"

Dopo 25 anni di servizio cessa ufficialmente il rapporto di lavoro tra Enrico Paolini e la TeMa. È stato lui stesso ad ufficializzare martedì 8 gennaio nell'Auditorium di Palazzo Coelli la decisione assunta dalla presidenza dell'associazione. Una decisione giunta attraverso una lettera datata 21 dicembre 2018 nella quale si comunica al diretto interessato che l’associazione si trova nella “stringente necessità di porre in essere un riassetto organizzativo che prevede la soppressione del suo posto di lavoro a causa della sfavorevole situazione economico-finanziaria”.

Il suo allontanamento dall’Associazione TeMa rientra in un contesto di cambiamenti, che sono avvenuti (e stanno avvenendo) in città e che, pare evidente, non siano solamente un fatto privato e personale. Di qui, allora, l'esigenza di salutare e ringraziare pubblicamente la città e tutti i partner e collaboratori che lo hanno aiutato in questi anni di direzione del teatro cittadino e dell’associazione che si occupa principalmente della sua gestione. Lo ha fatto con un video che ha tentato di racchiudere 25 lunghi anni di protagonisti ed eventi per prendere poi la parola.

"Il 7 dicembre 1993 – ha esordito Paolini – si riapriva alla città, dopo 10 anni, il Teatro Mancinelli completamente restaurato e ristrutturato. Io avevo 33 anni e lavoravo da 12 anni al Teatro Stabile dell’Umbria a Perugia, quando il Comune di Orvieto mi chiamò per predisporre un progetto di riapertura e gestione del rinnovato Teatro Comunale. Il progetto approvato prevedeva una riapertura con una settimana di spettacoli gratuiti e visite guidate con invito a tutte le famiglie del Comune di Orvieto. Furono sette giorni che videro il Teatro Mancinelli stracolmo di centinaia di cittadini orvietani, fortemente emozionati per aver riacquisito uno spazio così bello ed importante.

Dopo l’inaugurazione, la prima Stagione comprendeva spettacoli di prosa gestiti dal Teatro Stabile dell’Umbria e dall’Ente Teatrale Italiano, oltre a spettacoli di musica, operetta e cabaret. Ci fu subito un boom di soci ed abbonati che fino alla Stagione 2015/2016, l’ultima da me diretta, sono stati sempre intorno ai 500. Nelle ultime stagioni teatrali sono scesi a poco più di 300. Ma il progetto prevedeva soprattutto una modalità di gestione innovativa attraverso la costituzione di un'associazione culturale composta dal Comune e da tutti i cittadini, le associazioni, le società, gli enti che ne volevano far parte".

"Il tentativo - ha aggiunto - fu quello di coinvolgere nella gestione, oltre al Comune di Orvieto anche i fruitori stessi del Teatro Comunale. Nasceva così l’Associazione Teatro Mancinelli – TeMa, oggi solo TeMa, che inizialmente si è occupata solo della gestione del Teatro Comunale ma poi è stata utilizzata come braccio operativo del Comune per la gestione di eventi legati allo spettacolo ed al turismo. Come è noto, dal 1997 al 2002, purtroppo fu anche utilizzata dall’Amministrazione Comunale come una sorta di inghiottitoio di buchi economico-finanziari prodotti da grandi iniziative di promozione culturale e turistica. Queste scelte hanno portato a consolidare nel 2005 una perdita di circa un milione di euro. Perdita che è ancora tutta lì e che ha condizionato pesantemente tutta l’attività della TeMa fino ai giorni nostri.

Mi sembra giusto ricordare che dal 1994 al 2015 l’Associazione TeMa ha organizzato, con la mia direzione, 23 Stagioni teatrali con più di 1000 spettacoli dal vivo di teatro, musica e danza. Tra gli artisti ospitati con maggiore frequenza: Vincenzo Salemme, Carlo Giuffrè, Glauco Mauri, Luca De Filippo, Luca Zingaretti, Giulio Scarpati, Isa Danieli, attori e tecnici, Momix, Sonics, Massimo Ranieri, Arturo Brachetti, Giorgio Albertazzi, Massimo Dapporto, Franca Valeri, Monica Guerritore, Silvio Orlando, Giorgio Panariello, Emma Dante, Giorgio Gaber, Paolo Rossi, Enrico Brignano, Beppe Fiorello, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Filippo Timi, Elio Germano, Valerio Mastandrea.

Tra i concerti importanti ospitati: Fabrizio De Andrè, Paolo Conte, Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Elisa, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Pino Daniele, Noa, Mango, Giorgia, Nek. Negli anni 1998/2001 ha prodotto e distribuito in Italia ed all’estero l’opera musicale “La Pietà” di Nicola Piovani e Vincenzo Cerami con Gigi Proietti, Ami Stewart e Rita Cammarano. Ha cooprodotto e distribuito in Italia ed all’estero lo spettacolo “Concerto Fotogramma” di Nicola Piovani Dal 1993 ha collaborato a 23 edizioni di Umbria Jazz Winter, assumendo la gestione diretta ed il rischio di impresa nelle edizioni che vanno dal 1999 al 2016".

"Nel 2002 - ha proseguito Paolini - ha organizzato grandi eventi nella grande Piazza d’Armi dell’ex Caserma Piave: tra gli altri il “Concertone” di Francesco De Gregori/Pino Daniele/Fiorella Mannoia/Ron e Gigi Proietti. Ha ideato ed organizzato per conto della Provincia di Terni otto edizioni (2001/2008) di “Villalago Make Music Festival” al teatro all’aperto di Villalago/Piediluco (tra gli ospiti negli anni Jan Garbarek, Ludovico Einaudi, Sakamoto, Nicola Piovani, Sud Sound System, Beppe Barra, Uri Caine, Paolo Rossi).

Ha collaborato a nove edizioni di “Umbria Folk Festival”, gestendole direttamente quattro (2012-2015) con ospiti quali Nuova Compagnia di Canto Popolare, Beppe Barra, Enzo Avitabile, Teresa De Sio, Eugenio Bennato, Ambrogio Sparagna, Gogol Bordello, David Van de Sfroos, Cisco, Tonino Carotone, Teofilo Chantre, Caparezza, Alessandro Mannarino, Simone Cristicchi, Goran Bregovic, Francesco De Gregori, Fedez, Nomadi, Riccardo Tesi, Ginevra Di Marco, Vinicio Capossela, Imany, Bombino, Luca Barbarossa, Hevia, Asaf Avidan.

Dal 2012 ha realizzato e prodotto l’Orchestra Giovanile di Musica Popolare diretta da Ambrogio Sparagna, formata da 25 musicisti, la maggior parte giovanissimi. Negli anni 2011/2014, oltre ad essere direttore del Teatro Mancinelli e dell’Associazione TeMa sono stato direttore organizzativo di Artè – Teatro Stabile di Innovazione nato attraverso un'associazione temporanea d’impresa tra Cooperativa Argot e Associazione TeMa. In questi quattro anni, oltre ad essere stati prodotti numerosi spettacoli teatrali, sono state ideate nuove rassegne di Teatro Contemporaneo, Teatro per le Scuole, Teatro per Bambini, Teatro Amatoriale e negli anni 2013 e 2014, in occasione del biennio giubilare, è stato realizzato l’evento “La Città del Corpus Domini” con, tra le altre cose, il recupero del Dramma Sacro sul Sagrato del Duomo ed il visual show “Il Giudizio Universale”.

In questi anni l’Associazione TeMa ha prodotto un valore sociale, culturale ed economico indotto difficilmente quantificabile, ma sicuramente enorme. Un valore economico diretto che solo negli anni che vanno dal 2005 al 2015 è stato, escludendo i contributi del Comune per le attività teatrali, Umbria Jazz e la quota sociale TeMa, di 15 milioni di euro, ovvero ha reperito risorse economiche per tutte le attività sopra descritte per circa 1,4 milioni di euro mediamente ogni anno".

"La missione di TeMa - ha ribadito l'ex direttore - è stata quella di garantire un alto livello di qualità degli eventi e reperire le risorse necessarie per renderle sostenibili: questo è stato il servizio della TeMa per la città. Tutto questo garantendo per una ventina d’anni il lavoro a 10/11 dipendenti fissi e ad altri 30/40 collaboratori stagionali ed occasionali. Anche se può sembrare strano per un’attività culturale italiana, i bilanci della TeMa negli anni 2005-2015 sono stati chiusi in pareggio. Solo che non siamo più riusciti a recuperare la perdita formatasi nel 2005. Avremmo dovuto produrre un utile di 100.000 euro di media all’anno, ma in un settore notoriamente in perdita e con interessi su mutui ed anticipazioni di circa 90.000 euro annui era praticamente impossibile.

Ma oggi non sono qui per recriminare sulla politica culturale e turistica degli ultimi anni e sulle problematiche della TeMa, perché è chiaro che i problemi economici e organizzativi della TeMa non sono da ricercare all’interno della TeMa stessa, ma fanno parte di una più generale situazione in cui l’Amministrazione Comunale orvietana si trova. Oggi sono qui per il desiderio e per il dovere che sento di ringraziare quanti ad Orvieto mi hanno dato la straordinaria opportunità di gestire un teatro ottocentesco tra i più belli d’Italia, e di gestire grandi ed importanti eventi in una straordinaria città. Mi ritengo fortunato ad avere avuto la possibilità nella vita di aver fatto questa esperienza, abbastanza unica, straordinaria, sicuramente faticosa e difficile, ma anche piena di emozioni e soddisfazioni.

E allora desidero con grande sincerità esprimere la mia gratitudine ai cittadini, agli abbonati, ai soci, ai Consigli di Amministrazione, ai Presidenti, ai Sindaci, al personale del Comune di Orvieto, al personale della Provincia di Terni, del Gal Trasimeno Orvietano, della Regione Umbria, del Mibac, alla Fondazione Cassa di Risparmio, a tutti i partner, all’Associazione Umbria Folk Festival, alla Scuola Comunale di Musica “Adriano Casasole”, al Collettivo Teatro Animazione, alla Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto, alla Filarmonica “Luigi Mancinelli”, all’Unitre, alla Uisp, alle scuole di danza, alle compagnie teatrali professionali ed amatoriali, ai gruppi musicali locali, nazionali ed internazionali, ai fornitori, ai giornalisti e sicuramente purtroppo mi dimenticherò di molti soggetti e persone.

La stampa è stata particolarmente importante per le attività delle TeMa e voglio innanzitutto rivolgere un caro ricordo a Giulio Ladi e poi ringraziare i giornalisti regionali e locali che ho sempre sentito vicini: Anna Lia Sabelli Fioretti, Sofia Coletti, Claudio Bianconi, Sabrina Busiri Vici, Riccardo Regi, Roberto Conticelli, Claudio Lattanzi, Vincenzo Carducci, Gabriele Anselmi, Sara Simonetti, Davide Pompei, Dante Freddi, Laura Ricci, Monica Riccio, Alessandro Li Donni, Luigi, Gabriele e Michele Pelliccia, Antonello Romano, Camilla Ballarin, Giorgio Zaiotti, Fausto Pacifici,…

Soprattutto devo ringraziare i collaboratori interni ed esterni: tutto quello che è stato fato in questi 25 anni non è merito mio, ma di tutta la squadra di collaboratori. È insieme a tutta la squadra che siamo cresciuti ed abbiamo approfondito le nostre esperienze e competenze. E allora devo ringraziare Augusto Salticchioli, il custode elettricista che ha avuto il suo rapporto di lavoro con il teatro interrotto già nel 2015; Monica Cocucci, addetta alla biglietteria e alle informazioni, che non si è vista rinnovare il contratto già nel 2015; Grazia Molineris, la segretaria storica che ha deciso di andarsene tre anni prima della pensione; Valentina Dalmonte, l’esperta di video, è stata l’ultima arrivata ma la prima ad andarsene con un concorso vinto alla RAI; Sabrina Tomba, l’esperta di ricerca fondi e organizzazione di eventi, che ha deciso di andarsene già lo scorso anno.

Ed infine i “superstiti”: Roberto Rocca, esperto di tutto ma bravissimo nel gestire le luci degli spettacoli, nella grafica e nella tecnica in generale; Giorgio Montanucci, il macchinista super-esperto capace di risolvere tutti i problemi; Paola Cesaretti, la super-amministrazione, un punto fermo della TeMa; Rita Provenzani, ormai la memoria storica, la promozione, la segreteria, la redazione, un caterpillar nel lavoro; e poi le due storiche addette alla biglietteria e all’accoglienza del pubblico: Simona Della Croce e Serena Ricci, due forze della natura e due colonne dell’associazione.

Poi ci sarebbe una sfilza infinita di collaboratori esterni, ne cito solo alcuni: Alberto Montanucci, Giuseppe Baiocco, Antonella Bazzoli, Angelo Filosomi, Valentina Settimi, Sandro Paradisi, Lucia Gismondi, Raffaele Ferrazza, Massimo Achilli… Ringrazio tutti per avermi aiutato, supportato e soprattutto sopportato… che so benissimo che non è stato facile.

Voglio infine ringraziare il sindaco Stefano Cimicchi, sotto la cui sindacatura sono stato chiamato a gestire il Teatro Mancinelli, il sindaco Toni Concina, sotto la cui sindacatura, nonostante i momenti economici difficili, sono stato stabilizzato nella pianta organica del teatro e della TeMa, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Vincenzo Fumi, che ha sempre fortemente sostenuto tutte le attività di TeMa, l’assessore alla cultura Marco Marino che è stato presidente di TeMa negli anni 2011-2014, che con la sua fiducia nei miei confronti mi ha permesso di lavorare con tranquillità e mi ha consentito forse di raggiungere i migliori risultati.

E ancora il direttore artistico di Umbria Jazz Carlo Pagnotta che fino al 2015 ha sempre avuto un alta considerazione per il lavoro dell’Associazione TeMa, Omero Tizi, che ho incontrato prima come dirigente del Comune di Orvieto del Settore Servizi Sociali e Culturali e poi come vice presidente della TeMa, è con lui soprattutto e grazie a lui soprattutto che abbiamo costruito insieme tutta la storia di TeMa, fino a quando, nel 2016 non si è dimesso dal Consiglio di Amministrazione di TeMa.

Per finire voglio ricordare alcune persone che mi hanno particolarmente aiutato e che sono e rimarranno per sempre nel mio cuore. Sono tre persone che purtroppo in questi anni ci hanno lasciato: Adriano Casasole, che ha creduto in me e mi ha dato la possibilità di intraprendere già nei primi anni '80 il lavoro che faccio, Sergio Piazzoli (eravamo fratelli lontani) con il quale ho organizzato dei concerti indimenticabili, Antonio Barberani che ho incontrato di nuovo dopo tanti anni come assessore alla cultura e presidente dell'Associazione TeMa e mi ha confermato direttore del Mancinelli e della TeMa dimostrandomi profonda fiducia".

Prospettive per il futuro? "Quando tre anni fa sono stato esonerato dalla direzione - ha ammesso Paolini - naturalmente ne sono rimasto amareggiato ed anche imbarazzato nei confronti del pubblico. Ora che è sopraggiunto il licenziamento l’ho ritenuto un comportamento molto negativo nei miei riguardi. Poi, però, mi sono reso conto che questo licenziamento poteva essere un nuovo stimolo per la mia vita potendo confrontare la mia esperienza di organizzatore con altri teatri ed altre imprese dello spettacolo d’Italia. Da un altro punto di vista, poi, dato che sono molto legato alla storia ed alla cultura di Orvieto, questo distacco dal Teatro Mancinelli mi permette di mettere a disposizione della nostra municipalità la mia esperienza organizzativa nel settore dei servizi per la città ed i suoi abitanti.

Posso ritenerlo perché in 25 anni di coordinatore e propositore di eventi, mi sono sentito al servizio del vivere civile e della crescita culturale del nostro territorio. Orvieto si è contraddistinta per alcuni decenni nel valorizzare le intelligenze e le sensibilità locali, cosa che, purtroppo, si è persa negli ultimi tempi. Ho pensato che la mia disponibilità, non avendo più un incarico al Mancinelli, possa essere messa a disposizione per creare un nuovo nucleo nostrano, una radice autoctona per nuove idee che possano valorizzare il più possibile la città ed il suo territorio circostante. Vorrei concludere questo punto perché, a mio avviso, oggi è diventato centrale.

La città di Orvieto con tutto il suo comprensorio, negli anni '80, con gli allora sindaci Franco Raimondo Barbabella e Adriano Casasole, ha avuto una spinta culturale e democratica che ha dato per decenni molti frutti. Una spinta culturale che ha dato servizi di qualità in linea con le più moderne città italiane ed europee. Quella spinta oggi è esaurita ed abbiamo visto asset importanti della città passare in gestione a grandi società lontane dalla nostra storia e dalla nostra cultura – parliamo di gestione idrica, gestione dei rifiuti, gestione spazi culturali – ed abbiamo visto disperdere valore, energie, risorse, tutte presenti fra gli orvietani.

Mi sono reso conto che è cresciuta in modo prorompente la necessità di ritrovare una bussola e ridare a questa città degli obiettivi chiari e realistici, di ricercare e ritrovare un metodo che ricrei coesione tra le tante realtà importanti del nostro territorio per concentrare le energie verso un nuovo e positivo sviluppo”.


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