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Sanità. De Vincenzi (Misto-Umbria Next): "Ospedale in difficoltà"

mercoledì 13 giugno 2018
Sanità. De Vincenzi (Misto-Umbria Next): "Ospedale in difficoltà"

“La sanità umbra scoppia di salute come afferma il Ministero? Ai cittadini umbri non risulta e d'altra parte il dato è obsoleto perché riferito al 2014/15”. Così il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria next) secondo il quale “lasciano perplessi i toni trionfalistici dell’assessore Luca Barberini nel dichiarare che l’Umbria è stata ancora una volta riconosciuta dal ministero della Salute come ‘Regione benchmark, cioè punto di riferimento per la sanità italiana per qualità di servizi, appropriatezza ed efficienza delle prestazioni nonché per l’equilibrio economico e finanziario”.

Per De Vincenzi, “come cittadini umbri dovremmo essere soddisfatti nel sentirci dire che la qualità delle prestazioni e del lavoro sanitario regionale sono valutati più che positivamente dal Ministero, ma la valutazione ministeriale presenta più ombre che luci, al di là del riconoscimento in sé. Anzitutto – aggiunge - dobbiamo ricordare che i dati forniti dal ministero della Salute si riferiscono agli anni 2014 e 2015 . Elemento non secondario perché negli ultimi tre anni l’aumento esponenziale della richiesta di interventi sanitari e diagnostici è tale da non riuscire a coprire in modo coerente tutte le fasce di popolazione, anche a causa dell'innalzamento dell'età media che monopolizza il 70 per cento della spesa sanitaria umbra. Allo stesso modo – continua - i presìdi ospedalieri, in particolar modo quelli di Terni e di Orvieto, non riescono a garantire strutture e mezzi efficienti, numeri adeguati di posti letto e interventi tempestivi anche a causa della penuria di personale medico”.

“Non è raro – rimarca De Vincenzi - attendere due anni per un esame specialistico di routine, inducendo così i cittadini a rivolgersi a centri privati o emigrare in strutture extra-regionali. Non va molto meglio al comparto infermieristico, in particolar modo quello del comprensorio perugino, che a febbraio del 2018 ha subito una revisione ‘lacrime e sangue’ delle piante organiche, costringendo gli infermieri specializzati a turni massacrati e a interventi specifici talvolta fuori dalle loro competenze. Per non parlare della condizione di assoluta incertezza nella quale versa il settore veterinario che, in Umbria, conta sul 53per cento di dirigenti over 60. La difficoltà di creare un turn over adeguato nei Dipartimenti di Prevenzione delle nostre Asl e una strategica implementazione di nuovi professionisti, potrebbe non garantire più adeguatamente la salute e il benessere degli animali (allevati per la produzione alimentare, da compagnia e selvatici), il monitoraggio sanitario delle filiere dal campo alla tavola per garantire la sicurezza alimentare e certificare i prodotti che vengono offerti ai consumatori”.

“Tuttavia – commenta De Vincenzi -, se la sanità della nostra regione è ancora considerata fra le migliori del nostro paese, è perché conta sulle capacità, spesso eccellenti, di professionisti di grande rilievo e di competenze certificate anche a livello internazionale. Ci auguriamo – conclude - che il loro servizio possa essere accompagnato e sostenuto da politiche organizzative da prevedere nel prossimo Piano sanitario regionale che siano davvero efficaci e che riescano a soddisfare le attese dei cittadini umbri”.

Fonte: Consiglio Regionale dell'Umbria

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