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"Orvieto ha perso la sua vivibilità, basta al muro contro muro"

lunedì 5 marzo 2018
"Orvieto ha perso la sua vivibilità, basta al muro contro muro"

Turismo e commercio in sofferenza, assenza di progettualità politica, segnaletica fuorviante, viabilità ancora nel caos. Questi i principali punti affrontati da un gruppo di commercianti e imprenditori del centro storico stanchi di "interventi a spot", riunitisi in assemblea non più tardi di giovedì 1° marzo per farsi portavoce del malumore che ormai da tempo serpeggia sulla Rupe, fra turisti disorientati da transenne provvisorie e nuova segnaletica e un'infinita varietà di deroghe, permessi e autorizzazioni al transito nella Ztl che "non è chiaro se e quando è in funzione".

Suonano decisamente confuse alle orecchie di chi sulla Rupe vive e lavora, le ultime ipotesi a cui sta lavorando l'Amministrazione Comunale che, con l'entrata in funzione del varco, rischierebbero di trasformare Via della Cava in un'arteria di deflusso per le auto. Si parla, infatti, di un ascensore di cristallo nel quartiere medievale per collegare Via Malabranca – dove a febbraio sarebbe dovuto entrare in funzione il varco elettronico installato prima di Natale – allo slargo di Via della Cava, che ad oggi ospita una decina di posti auto, usati prevalentemente dai residenti.

Ma anche paletti in gomma, marciapiedi rialzati per i pedoni nonostante la pendenza del 16% della strada e occhi di gatto in prossimità di due monumenti che distano meno di 7 metri come la chiesa della Madonna della Cava e l'omonimo Pozzo, che si attiverebbero, però, quando entrambi sono chiusi. Il tutto rientra in quella "ostinata e al tempo stesso tentennante volontà" di pedonalizzare, dopo Piazza Duomo e Via Signorelli, anche Piazza del Popolo. Un intento che, insieme ai vari sensi di marcia invertiti, sembra non tenere conto delle oggettive esigenze legate anche al carico e scarico merci delle attività, creando il paradosso che "per spostarsi in centro con l'auto, bisogna uscire dal centro".

"Il nostro – hanno spiegato i promotori dell'iniziativa  – è un appello accorato, lontano da ogni strumentalizzazione politica. Chiediamo un incontro vero con le istituzioni, non la farsa del consiglio comunale aperto o i tavoli del Quadro Strategico di Valorizzazione del Centro Storico dove si partecipano decisioni già prese. Orvieto è sempre più vuota, ha perso la sua vivibilità: negozi che si trasferiscono, botteghe storiche che chiudono e chi resiste è sempre più in sofferenza. Una città è turisticamente appetibile, se è viva.

Siamo l'unico posto d'Italia dove la seconda ora del parcheggio costa più della prima, un incentivo ad andarsene. E i turisti, infatti, non restano, non spendono. Chi offre servizi quotidiani se ne rende conto. La tolleranza zero per la scadenza di parcheggi a pagamento, troppi cari, non aiuta. La sosta lunga in Piazza d'Armi, da sola, non è la soluzione”.

E poi, ci sono le strisce bianche di Piazza del Popolo, da sempre un polmone per chi fa acquisti veloci, si reca in farmacia o al cinema, che stando agli annunci da sabato 24 marzo, giorno di mercato cittadino, verranno definitivamente rimosse. “Sarà la botta finale per le attività – sostengono commercianti e ristoratori, non solo della piazza – ed è imbarazzante che non si tenga conto di 1500 firme raccolte contro questa possibilità. È comprensibile una chiusura stagionale, legata agli eventi, ma quella totale non ha senso in un centro dove occorrono nuovi parcheggi.

Ripianare le casse comunali con gli introiti da posteggi ha determinato un abbandono graduale del centro. Altro grave colpo è stato aver trasferito gli uffici dell'Anagrafe e il presidio della Polizia Municipale da Piazza della Repubblica alla sede decentrata di Via Roma. Sfugge, ammesso che esiste, un progetto complessivo. Prima di prendere ulteriori decisioni, chiediamo al Comune quel confronto con la città che finora è sempre mancato. Basta al muro contro muro”.

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