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Ujw #25, un'edizione memorabile. Germani: "Al lavoro per la prossima"

martedì 2 gennaio 2018
Ujw #25, un'edizione memorabile. Germani: "Al lavoro per la prossima"

Oltre 12.000 ingressi a pagamento con un incasso di circa 270 mila euro per cento eventi, con 25 band e 150 musicisti. E’ il risultato lusinghiero della rassegna invernale di Umbria Jazz nata venticinque anni fa quando pochi avrebbero scommesso sulla sua longevità. Questa tappa importante sarà ricordata come una edizione memorabile per il grande successo in termini di qualità della musica, presenze e incassi.
E’ il bilancio stilato dagli organizzatori di Umbria Jazz. L’evento ha fatto registrare sold out per quasi tutti i concerti del teatro Mancinelli e i jazz lunch e dinner, inclusi i veglioni di Capodanno. La massima capienza è stata raggiunta in moltissime occasioni anche per i concerti al Palazzo del Popolo e al Museo Greco.

Dal punto di vista musicale saranno sicuramente ricordati l’omaggio di Jason Moran a Thelonious Monk nel centenario della nascita, i due progetti così diversi ma ugualmente affascinanti di Marc Ribot, la tripla apparizione, sempre sold out, di Maria Pia De Vito, il debutto di Jazzmeia Horn, il duo Paoli-Rea, Giovanni Guidi, Fabrizio Bosso, il ricostituito Trio di Roma (Rea, Pietropaoli, Gatto) e il nuovo progetto di Francesco Bearzatti e Mauro Ottolini “Licaones”. Sempre spettacolari e trascinanti i Funk Off, nelle loro incursioni nel centro cittadino. Di alto livello anche la musica che si è ascoltata al Palazzo dei Sette e nei jazz lunch e dinner.

"Ancora una volta – riferisce il team di UJ - il festival d’inverno si è confermato un appuntamento atteso da chi vuole trascorrere le vacanze di fine anno ascoltando ottima musica in una delle più belle città d’arte dell’Umbria. Un ringraziamento speciale va a tutta l’organizzazione, ai volontari, alle Istituzioni e agli sponsor e partner che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione".

I prossimi appuntamenti con Umbria Jazz saranno a Terni per UJ Spring, dal 27 aprile al 1 maggio, l’edizione estiva a Perugia dal 13 al 22 luglio, che festeggia il quarantacinquesimo anniversario e UJ Winter#26, a Orvieto dal 28 dicembre 2018 al 1 gennaio 2019.

“Esprimo la massima soddisfazione per l’esito della 25esima edizione di Umbria Jazz Winter che è stata un grande risultato per tutta la città” dichiara il Sindaco, Giuseppe Germani. "Colgo l’occasione - aggiunge - desidero ringraziare tutte le Forze dell’Ordine e il Servizio di Protezione Civile che hanno garantito la sicurezza ai numerosissimi partecipanti all’evento. Ringrazio inoltre i dipendenti del Comune, l’Associazione TeMa che anche quest’anno si è dimostrata professionale e all’altezza della situazione e tutta la Giunta Comune che, insieme a me, nei giorni della manifestazione, ha dato il massimo della disponibilità per raggiungere un grande risultato come meritava una edizione così speciale. Ora il pensiero è già rivolto alla 26esima edizione 2018 di Umbria Jazz Winter che dobbiamo iniziare a programmare ed organizzare".

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Orvieto


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E dopo "Umbria Jazz Winter", altre occasioni per innamorarsi di Orvieto

Pubblicato da Marco il 03 gennaio 2018 alle ore 10:00
Sotto natale.. città FAVOLOSA!!!.

peccato per le sempre meno persone che visitano la nostra città.. sono lontani i tempi in cui si faceva fatica a passare per il corso.
Non credo sia solo un problema di sviluppo.. credo sia proprio un problema culturale.. Mancano gli orvietani in giro. mancano proprio loro. Quelli del comprensorio. Non mancano gli stranieri o i forestieri da altre regioni. Mancano innanzitutto gli Orvietani e limitrofi.

Grazie ancora all'amministrazione per aver preparato in maniera così carina la nostra città. Saluti
Pubblicato da Voce del popolo il 03 gennaio 2018 alle ore 11:40
Ma non è un problema culturale. È la solita politica.
È la politica che ha svuotato Orvieto , ha portato tutto fuori, a partire dall'ospedale tanto per fare un esempio, i prezzi delle case alle stelle, l'invasione dei centri commerciali. La caserma che poteva essere una risorsa, cade a pezzi con i mille progetti che i vari scienziati ci hanno propinato sempre prima dell'elezioni.
È vero anche che i politici qualcuno li vota. Quindi è come darsi una martellata...!
Pubblicato da grillo parlante il 03 gennaio 2018 alle ore 13:52
...e dai su "voce di popolo" la colpa è solo nostra!!!!!!! quando il buono c'è va riconosciuto, siamo noi che sappiamo solo criticare e addossare responsabilità ad altri perché ci fa comodo....diamo ai commercianti del c.s. di essere più accoglienti.....diciamo ai commercianti di contenere i prezzi o perlomeno adeguarsi......diciamo ai commercianti di non chiudere al una, riaprire alle 16,30 per poi chiudere alle 19,30.........i cinesi (tanto x citare qualcuno a caso) sono aperti fino alle 21,00..........e la gente se ne frega se può parcheggiare o no ci vaaaaaaaaaa! quindi smettiamola di dare colpa ai parcheggiiiiiiii ma che forse nelle altre città arrivano con il culo nei negozi??????? ma perfavore siamo più umili e diamoci da fare coltivando ognuno come se fosse il proprio orto.....smettiamola di impiegare il nostro tempo solo a condannare tanto per lavarci la coscienza!!!!!!!
Pubblicato da Al di là degli introiti manca qualcosa il 03 gennaio 2018 alle ore 17:50
Manifestazione molto ben organizzata ma ogni anno che passa è sempre più di "nicchia"
Chiaro che queste rassegne jazz sono rivolte ad intercettare un pubblico appassionato che per la maggior parte è un turista e non un orvietano, al quale del jazz mediamente poco interessa e che comunque difficilmente è disposto a pagare per vedere un concerto di tale genere. Non lo dico in senso critico, è solo una constatazione
Inoltre, se da una parte capisco il taglio che si è deciso di dare a questo evento, contestualizzato nel programma annuale dell'organizzazione UJ, dall'altra non capisco perché, in alcune occasioni come nella sera del capodanno ci sia questa ostilità ad organizzare un palco in piazza.
Sinceramente si avverte la mancanza di un punto di aggregazione allo scoccare della mezzanotte, al punto che, per chi conosce Orvieto, poi la serata si rivela poco diversa da qualunque Sabato sera sotto le feste
Tutte le città fanno qualcosa di "gratuito" all'aperto in occasioni di questo tipo..Orvieto no
E poi potrebbe essere anche un occasione per diffondere la musica jazz
Non vorrei che che tutto questo sia fatto solo per le pressioni dei ristoratori che hanno paura di perdere clienti proprio nella sera di San Silvestro...
Pubblicato da Voce del popolo il 03 gennaio 2018 alle ore 23:57
Caro Grillo, mi permetto di darti del tu, pensi veramente che con più gentilezza , prezzi più popolari e orari alla cinese qualcosa cambia?
I commercianti pagano la concorrenza dei grandi centri commerciali e di internet come accade in tutto il globo terrestre. Quindi, per quale motivo devo venire a Orvieto per comprare un paio di jeans quando lo stesso tipo lo ordino su Amazon, me lo consegnano a casa e lo pago la metà? Che c'entra la gentilezza dei
commercianti e l'accoglienza.
Seconda questione. Hai fatto mai un giro per Via del Duomo prima delle feste?
Io si , ho contato circa 5 persone lungo la via alle ore 19 e 05. E questo si ripete spesso, a parte il sabato e la domenica, con riferimento ai mesi invernali.
Capisci qual'è il dramma, che senso ha tenere aperto tutto il giorno se la gente non c'è. Mancano gli esseri umani.
Pubblicato da Mario il 04 gennaio 2018 alle ore 08:49
Quoto la voce del popolo..che cavolo centra l'apertura dei negozi-il problema è proprio quello di dove ca--volo si parcheggia. Il grillo sicuramente ha come dice lui il c.. sopra il parcheggio. Io NO!
Pubblicato da Marco il 04 gennaio 2018 alle ore 14:41
Ho letto i commenti e ne rimango basito...
ancora additiamo colpe a terzi.. ma non vi è proprio proprio venuto in mente che orvietani in giro non ce ne stanno più??
mi sorge una domanda... non è che sono stati sviluppati i contesti limitrofi a danno del centro? non mi riferisco solo alle attività commerciali, cambiamento sotto gli occhi di tutti, mi riferisco proprio ai luoghi di aggregazione. Ora, non credo che le persone non escano più di casa.. .è che, soprattutto sotto le feste, ha preferito fare altro. e se non rendiamo il centro storico nuovamente attrattivo, sarà sempre peggio. Quoto tantissimo l'idea del concerto a piazza. Ma signori miei, correggetemi se sbaglio, se si organizza un concerto in centro (magari marchiato UFF), non avremo le stesse persone (che si lamentano dei negozi vuoti) affacciati alla finestra pronti a lamentarsi del troppo chiasso o del troppo disordine??
Che città "alta e strana" la nostra...

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