politica

Verso il "Patto per la Sicurezza" del territorio, va avanti la burocrazia per la video-sorveglianza

mercoledì 20 settembre 2017
Verso il "Patto per la Sicurezza" del territorio, va avanti la burocrazia per la video-sorveglianza

Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal Gruppo Consiliare del Partito Democratico con la quale si “dà mandato al Sindaco:
- di avviare il confronto e i rapporti con gli enti interessati al fine di stipulare entro settembre 2017 il ‘Patto per la Sicurezza’ del territorio Orvietano;
- di proseguire e intensificare ulteriormente il rapporto di collaborazione con le Forze dell’Ordine, tramite anche il Corpo di Polizia Municipale - secondo le modalità e i limiti previsti dalle normative vigenti in relazione alle rispettive competenze;
- di promuovere azioni di presidio presso gli istituti scolastici, soprattutto in coincidenza con l’inizio e la fine delle quotidiane attività didattiche;
- di progettare azioni comuni con le Polizie Municipali dei Comuni limitrofi al fine di monitorare in modo più appropriato il territorio;
- di impegnarsi ad implementare i sistemi di controllo tecnologico del territorio, con particolare attenzione ai luoghi in cui vi siano obiettivi sensibili, secondo le direttive ministeriali in materia, utilizzando, a tal fine, uno standard tecnologico comune;
- di promuovere itinerari didattici di educazione alla legalità rivolti alle scuole;
- di sviluppare congiuntamente o ciascuno nell’ambito della propria competenza, iniziative a favore di talune fasce sociali vittime di reati, nonché di prevenzione contro fenomeni di disagio giovanile e sociale, quali tossicodipendenza, alcolismo, etc..
- di implementare anche attraverso specifici protocolli aggiuntivi, le forme di collaborazione fra le Amministrazioni interessate, nonché con le strutture del volontariato.
- di adottare utili iniziative per la comunicazione con la popolazione”.

Le premesse del documento sono state illustrate dal Cons. Andrea Taddei (Capogruppo PD) che ha ricordato: “la mozione è di maggio ma non viene meno rispetto alla problematica della sicurezza. Le direttive e le linee guida per una piattaforma comune dei ‘Patti per la Sicurezza’, emanate dal Ministro dell’Interno il 15 febbraio 2008” aggiungendo che “la sicurezza è percepita dai cittadini come un diritto primario e una componente indispensabile della qualità della vita, quindi vi è l’esigenza che tale diritto sia garantito non soltanto in relazione al fenomeno della criminalità organizzata, ma anche in rapporto ai fenomeni di criminalità individuale e diffusa presenti sul territorio dove si vive e si lavora, alla cui base vi è la rete dei valori e dei servizi che contribuiscono a definire l’identità territoriale nella quale le comunità locali si riconoscono.

La complessità dei problemi di governo di un territorio rende auspicabile da parte di tutti i soggetti pubblici, nel rispetto delle proprie competenze, un’azione coordinata e convergente tale da porsi non solo come risposta alle istanze emergenti ma ancor più come strumento di rafforzamento dei diritti e degli interessi della collettività locale.
Sulla base della positiva e proficua esperienza di collaborazione già in essere tra le Amministrazioni Comunali del territorio orvietano e la Prefettura di Terni / Ufficio Territoriale del Governo, e a fronte dell’aumentata sensibilità ai problemi della sicurezza della nostra comunità, è opportuno perseguire aggiornati modelli di governo della sicurezza urbana con iniziative atte a favorire la vivibilità del territorio e la qualità della vita coniugando prevenzione, mediazione dei conflitti, controllo e repressione.
E’ necessario attuare nuove modalità organizzative da parte della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e dei vari Corpi di Polizia Municipale del territorio orvietano, attraverso – anche - l’attuazione della cosiddetta ‘polizia di prossimità’.

Gli enti preposti hanno oggi il compito di perseguire un più efficace, efficiente e capillare controllo del territorio attraverso un immediato contatto degli operatori con le singole realtà della Città, dei Paesi e delle Frazioni e quindi una più approfondita conoscenza delle specifiche situazioni e dei problemi quotidiani dei cittadini che in tale contesto vivono e lavorano. Tali metodologie dovranno basarsi sul reciproco interscambio informativo, salvo eventuali esigenze di giustizia. La sicurezza è un bene da tutelare ma nello stesso tempo da produrre, in primo luogo con la creazione di nuove aree di servizi specifici, rafforzando nel contempo quelli esistenti”.

Si prende atto che la competenza in materia di ordine e sicurezza pubblica e di contrasto della criminalità appartiene allo Stato, che la esercita, in termini generali, attraverso il Prefetto, quale autorità provinciale di Pubblica Sicurezza, mentre è compito delle Amministrazioni Comunali rappresentare le istanze di sicurezza degli uomini e delle donne (italiani e stranieri) che vivono sul proprio territorio, ed assumere tutte quelle iniziative di prevenzione sociale e per la vivibilità e qualificazione di luoghi di vita che possano concorrere a ridurre il manifestarsi di fenomeni di disagio sociale e di comportamenti devianti.

Si ritiene quindi che la Prefettura di Terni, il Comune di Orvieto e i Comuni dell’Orvietano, debbano incrementare la collaborazione interistituzionale in atto, rafforzando anche la percezione di sicurezza dei cittadini, nell’assoluta chiarezza delle specifiche responsabilità e competenze, rispondendo ai cittadini del rispettivo operato con la massima trasparenza, contribuendo così ad accrescere la fiducia e la credibilità delle istituzioni pubbliche”.

L’argomento ha stimolato un dibattito, a tratti acceso e aspro, di cui si riporta una sintesi.

Andrea Sacripanti (Gruppo Misto): “bene le buone intenzioni ma, a fronte delle proposte della maggioranza che da tre anni al governo della città, la maggioranza stessa non dà segnali concreti, nonostante sia stata approvata una mozione da me presentata. Perché allargare il cerchio coinvolgendo altri Sindaci e altri territori quando basterebbe solo attuare quello che abbiamo già approvato? Il piano sulla sicurezza e la videosorveglianza approvato alcuni anni fa chiedeva al Ministero l’implementazione del personale di Polizia a Ciconia, realtà periferica che riflette le difficoltà oggettive subentrate all’indomani del trasferimento della caserma Carabinieri di Orvieto Scalo oggi accorpata al Comando di Orvieto, soluzione che pone oggettive difficoltà.

Le argomentazioni a sostegno della mozione sono tutte condivisibili, ma servono interventi immediati che il Consiglio Comunale ha già deliberato. Ora, da quando tutto viene ascritto alla ‘Aree Interne’ - un mega progetto che non sta in piedi - i tempi si dilatano ancora. Nell’insieme dei punti relativi all’Accordo di Programma con la Regione si prevede un piano della sicurezza. E ancora, di fronte alla soppressione dei nostri treni, nessuno della maggioranza di governo ha avuto il coraggio di far sentire la voce a tutela dei cittadini. Per votare dunque questa mozione io ho bisogno non di carta ma di cose tangibili”.

Sindaco, Giuseppe Germani: “come avevo anticipato in un recente Consiglio, la pratica per il sistema della video sorveglianza è andata avanti. L’Amministrazione Comunale ha appaltato, infatti, il primo stralcio per 38 mila euro a Telecom che fornirà i materiali della video sorveglianza di parte del centro storico e di parte delle vie più importanti di accesso alla città: via Angelo Costanzi lungo la SS ‘Amerina’, zona industriale, Strada dell’Arcone, SS 71 verso Viterbo, ecc. Si tratta di telecamere interattive in tempo reale, in grado cioè di lanciare l’allarme in caso del passaggio di macchine attenzionate dalla Forze dell’Ordine. Stiamo lavorando ad un progetto che era nel cassetto dal 2008, come lo spostamento della Caserma dei Carabinieri fuori dal centro storico proprio nell’area Scalo/Ciconia, date le molte difficoltà a restare nel sito attuale.  Al sistema della sicurezza si sta lavorando anche nell’ambito del Comitato provinciale per la Sicurezza, anche nell’ottica dell’accoglienza di Orvieto e del Comprensorio.  Il fatto di lavorare nell’ambito di ‘Aree Interne’ è perché serve un progetto più ampio per la sicurezza. Spero di poter fare quanto prima un incontro con il Ministero che vada nella direzione della sicurezza e della integrazione vera, temi oggetto degli accordi stipulati con il volontariato. I tempi di attuazione della videosorveglianza sono dettati, dunque, dalla risorse che avevamo a disposizione”.

Martina Mescolini (PD): “sottolineo il distinguo tra maggioranza e minoranza. Tra chi cioè fa le cose in maniera organica e complessa, rispetto al fenomeni sociali che sono complessi. Le ‘ronde’ organizzate di recente da alcuni giovani vicini alla sensibilità politica di alcune forze di minoranza e cui peraltro i cittadini hanno risposto dissociandosi sul presunto degrado di Orvieto Scalo, non sono la risposta. Ciò a cui abbiamo assistito, da parte di giovani che credono di potersi comparare all’ordine pubblico, è inconcepibile e crea solo odio. Forse le nostre proposte sono più complesse e laboriose ma è su questo che intendiamo lavorare. Ringrazio il Sindaco per l’impegno profuso”.

Gianluca Luciani (Identità e Territorio): “fa piacere apprendere che è stata appaltata la video sorveglianza. Il Sindaco parla di realtà oggettive, ma i varchi non funzionano da mesi. Le nostre Forze di Polizia non sono adeguatamente dotate di mezzi. Mescolini ha posto giustamente l’accento su un punto: il fatto è che non sono ‘ronde’ ma il tentativo di portare un pò di sicurezza. Vediamo gli sviluppi delle varie fasi del progetto”.

Roberta Cotigni (Per Andare Avanti): “Luciani non era presente quando in sede di ‘question time’ ho chiesto notizie in merito ai varchi, che verranno rimessi nei tempi anticipati dall’Assessore. Il tema posto da Mescolini è importante. Nessuno infatti si può improvvisare con competenze che appartengono alle Forze dell’Ordine. Anche in questo caso la minoranza viene smentita. Il sistema di videosorveglianza partirà ne prendiamo atto con soddisfazione. Sosterremo la mozione”.

Tiziano Rosati (Sinistra Italiana): “sull’argomento posto da Mescolini e Luciani vanno fatte delle sottolineature. Se un Consiglio Comunale decide di affrontare questo argomento occorre avere la capacità e il coraggio politico di prendere le situazioni per quelle che sono e denunciarle, vietarle. Sui social, anche alcuni consiglieri di minoranza si sono ‘complimentati’ verso quei ragazzi che hanno dato vita alle ‘passeggiate della sicurezza’. Per fortuna ci sono state persone che hanno segnalato queste iniziative al Prefetto e tutto è rientrato. Purtroppo si tratta di episodi che iniziano così e vanno a sfociare in momento di insicurezza! Il posizionamento delle telecamere può sicuramente facilitare tutta una serie di azione di controllo da parte delle Forze dell’Ordine, ma tollerare certe iniziative come le ‘passeggiate della sicurezza’ è fuori del mondo. Voterò a favore della mozione”.

Angelo Pettinacci (PD): “i tempi della burocrazia non sono efficaci, ma gli accordi sulla sicurezza con le Istituzioni deputate è il solo modo per approcciare queste problematiche nel contrasto a certi fenomeni di degrado delle città. Il rapporto tra le ‘Aree Interne’ e la sicurezza è stata un’esigenza maturata già all’interno delle Forze dell’Ordine che devono poter contare su risorse, strumenti e mezzi adeguati. L’unione in questo caso rafforza chi deve svolgere questa attività. Il volontariato è bello in molti campi, ma non in questo. Le telecamere sono importanti in un sistema integrato e ben venga che siano state appaltate, ma la logica deve essere più articolata. Va aggiunto che l’uscita anticipata da una fase di predissesto finanziario del Comune ha reso possibile l’avvio del progetto di video sorveglianza. In questo caso, tempi più lunghi portano a risultati maggiori piuttosto che iniziative ad effetto speciale. Favorevole”.

Roberto Meffi (Forza Italia): “l’argomento è serio e non di facile soluzione, basta vedere la cronaca nazionale e locale. C’è poi il tema della diminuzione di risorse per le Forze dell’Ordine che sono preposte quindi vanno stigmatizzate certe manifestazioni di controllo spontaneo del territorio. Bene la notizia data dal Sindaco”.

Replica Andrea Taddei (Pd): “da dibattito registro punti di vista distanzi ma anche una convergenza sulla sostanza e sul fatto che di sicurezza c’è bisogno. Il gruppo PD ha convenuto su alcuni punti fissi dell’azione amministrativa e questo della sicurezza è uno di quelli, così come la sanità e i trasporti. E’ ovvio che il progetto per la sicurezza di cui si parla nella mozione ha un respiro ampio. Il fatto che ad oggi la restrizione che c’è stata delle forze preposte alla sicurezza del territorio, chiama il governo e il ministero di fronte alla necessità di rivedere il piano. Questo chiama in gioco anche le istituzioni locali attraverso un patto sancito che indichi responsabilità, azioni e tempi nel convincimento che la sicurezza è un diritto. Siamo sicuri che una attenta lettura del contesto ed una attenta ed efficace gestione delle risorse sul territorio sia la sola soluzione”.

Dichiarazioni di voto, Andrea Sacripanti (Gruppo Misto): “un dibattito stimolante, posto che, nelle forme anche non condivisibili un movimento politico abbia voluto mettere all’attenzione un problema. D’altra parte le stesse forze dell’ordine hanno più volte segnalato situazioni di degrado e spaccio. Oggi apprendiamo dal Sindaco che siamo all’inizio dell’installazione della video sorveglianza, gli dò atto di questo, ben vengano questi progetti. Sappiamo che le telecamere non possono essere esaustive ed hanno una funzione importante soprattutto in fase di indagine. Convincono meno altre operazioni: ad esempio lo spostamento del Corpo di Guardia dei Vigili Urbani da piazza della Repubblica a via Roma nell’ottica del presidio di sicurezza nel centro storico; così come non mi convince il fatto di trasferire la tenenza dei carabinieri. Penso che sia fondamentale richiedere l’aumento del contingenti in servizio nella nostra città. Ci sono delle iniziative che insieme possiamo intraprendere. Ritengo di dover dare un segnale. Voterò a favore della mozione, non tanto perché mi convincono a pieno tutte le misure, ma perché come a suo tempo la maggioranza votò a favore della nostra mozione, credo che si debba dare un segnale di unità. Grazie a chi ha fatto lo sforzo di presentarla”.

Roberta Tardani (Forza Italia): “favorevole. Siamo soddisfatti del fatto che si sia finalmente discusso di questo tema. Piuttosto che parlare di nostri/vostri atti penso che quello che conta è il bisogno di sicurezza che i cittadini avvertono rispetto al quale siamo tutti chiamati ad una assunzione di responsabilità. Sappiamo tutti della riduzione delle Forze dell’Ordine e dei fondi destinati alla sicurezza, cerchiamo di comprendere i bisogni dei cittadini, quindi occorre lavorare per prevenire. Evitiamo di catalogarci perché questo problema ci accomuna tutti”.

Claudio Di Bartolomeo (PSI): “favorevole alla mozione, ma deluso perché come assise siamo noi a dare l’esempio nel rispetto delle regole e del comportamento civile ed educato per i nostri figli”.

Lucia Vergaglia (M5S): “il Patto per la sicurezza è un tappeto rosso per i fondi già stanziati, quindi è una presentazione di qualcosa che è già stato avviato e giunge in discussione dicendo che ‘stiamo lavorando’. Il punto debole di questo patto è che non ci si occupa del disagio giovanile e della prevenzione: l’Osservatorio non è stato mai attivato, manca un report, quindi una mozione che è parziale. La questione sicurezza purtroppo è emergenziale in una realtà che ‘isola felice’ ormai non lo è più. Ma c’è anche tanta ipocrisia rispetto a quando ne parlavamo noi e fummo tacciati di esagerazioni. E’ una mozione funzionale a qualcosa che è cominciato e che riconcilia il gruppi di all’amministrazione: voi proponete e loro fanno. Favorevole”.

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Orvieto

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