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Addio alla Scuola per Adulti: la denuncia "Il Comune rinuncia senza reagire"

mercoledì 20 settembre 2017
Addio alla Scuola per Adulti: la denuncia "Il Comune rinuncia senza reagire"

Si profila un tramonto non propriamente dignitoso per il Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti. La denuncia arriva da una docente del Cpia, Antonia Zizzi, e dalla professoressa Vincenza Depretis, referente provinciale del Cpia di Terni, che hanno scritto una lettera pubblica per sensibilizzare le amministrazioni in modo da salvare il destino della Scuola.

Diversi, i problemi che mettono a rischio il futuro della Scuola per Adulti. Dalla logistica, alle competenze amministrative e al funzionamento. Questioni che sono state affrontate anche in una recente Conferenza dei Servizi alla quale, però, alcuni amministratori locali non hanno partecipato. Di seguito la nota diffusa:

"Cos'è un CPIA? E' Centro Provinciale Istruzione Adulti. Un'articolazione dell'ordinamento scolastico dunque. Ce ne sono due in Umbria uno a Perugia e uno a Terni. Funzionano ormai da decenni. Quello di Terni ha la sede centrale e la direzione presso l'istituto professionale di viale Brin e sedi di servizio decentrate a Narni e ad Allerona.

Da decenni questa scuola è impegnata nella lotta all'analfabetismo totale e a quello di ritorno, nel recupero anni scolastici, nel reinserimento e nel riorientamento di giovani e non giovani emarginati, nell'acquisizione del titolo di terza media, nel favorire la frequenza degli studi superiori, nel processo di rieducazione e di formazione della popolazione detenuta, nell'insegnamento della lingua e della cultura italiane agli stranieri immigrati, nel favorire l'inserimento di costoro nella società civile. Il CPIA, scuola statale ripeto, a Terni e nelle sedi decentrate, agisce su centinaia di persone tutte in difficoltà di vario tipo, in maggioranza: immigrati, rifugiati, detenuti, emarginati.

Il CPIA svolge un lavoro immane, pomeridiano e serale, di altissima qualità sociale e culturale, potendo contare su un dirigente e sul numero risicatissimo di 23 fra docenti personale amministrativo e ausiliario. Il CPIA è in contatto collaborativo continuo, (leggasi continuo, senza soluzione di continuità) con la Questura, la Prefettura, la Provincia, le Case circondariali, le associazioni di volontariato. Tale contatto collaborativo dovrebbe includere anche e soprattutto i comuni, per motivi d'una ovvietà che reclama il silenzio.

Invece è proprio con alcuni Comuni che il rapporto latita o è addirittura conflittuale. Tanto per essere chiari si parla del Comune di Allerona e di quello di Orvieto. Il perché? Presto detto. La sede ufficiale di servizio decentrato è Allerona ed i corsi di cui s'è detto, ivi dovrebbero svolgersi, ma per motivi di utenza, tutta orbitante su Orvieto, è in quest'ultima sede che l'effettuazione dei corsi stessi ha possibilità e senso. E allora che c'è di difficile? Tanto più che da anni i corsi si svolgono pacificamente e fruttuosamente ad Orvieto? Invece per i rispettivi sindaci e per quelli circonvicini il difficile c'è e riguarda primazie, precedenze, legittimità, politically correct, comprensione dell'intreccio di rapporti.

I rischi in assenza di soluzioni?
a) interruzione dei servizi,
b) grave ostacolo alle attività di integrazione e formazione,
c) chiusura del CPIA con relativa perdita del posto per alcuni docenti e altro personale molto gravi, come si vede, ma tenuti per ultimi da questi primi cittadini.

Ci sono soluzioni praticabili? Certo, almeno tre. Le diciamo in ordine di praticabilità.

1) Si trasferisce la sede ad Orvieto

2) I Comuni interessati forniscono un servizio di trasporti per l'utenza

3) Il comune di Allerona istituisce nel proprio territorio un centro accoglienza di rifugiati e immigrati.

Nella seconda conferenza di servizio convocata presso la Provincia di Terni lunedì 18 settembre nella quale erano stati invitati molte istituzioni, la nostra Amministrazione (Germani e Croce) non era presente".

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