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Contributo di costruzione: il Consiglio Comunale approva la parziale revisione di alcuni parametri applicativi del Regolamento Regionale

venerdì 19 maggio 2017
Contributo di costruzione: il Consiglio Comunale approva la parziale revisione di alcuni parametri applicativi del Regolamento Regionale

Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la parziale revisione di alcuni parametri applicativi del Regolamento Regionale in materia di contributo di costruzione di cui all’art. 245, comma 1 lett. b) della L.R. n. 1/2015, già approvati con delibera di consiliare n. 83 del 14 giugno 2016 e aventi applicazione a partire dal 1° luglio 2016 con la riduzione (per un periodo non superiore a tre anni) del 10% dei valori del contributo di urbanizzazione primaria e secondaria, così da assicurare il minore scostamento dall’attuale misura contributiva, al fine di sostenere l’attività edilizia nell’attuale fase di crisi economica

Come è noto, i nuovi parametri riguardano: l’incidenza economica degli oneri di urbanizzazione per insediamenti residenziali, per servizi e per attività produttive e la conseguente determinazione delle quote di contributo relative agli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria; la definizione dei criteri per determinare la quota del contributo sul costo di costruzione per edifici residenziali e non residenziali e la definizione dei criteri per i pagamento del contributo di costruzione.

La parziale revisione approvata, limitatamente ad alcuni parametri e tipologie di intervento, prevede:
i nuovi parametri saranno applicati alle istanze presentate successivamente alla data di esecutività della delibera di approvazione ovvero alle istanze presentate anteriormente a tale data ancora non definite, e cioè a quelle istanze per le quali, alla stessa data, non risulta rilasciato il corrispondente titolo abilitativo edilizio.
la riduzione del 20%, fino al 31/12/2018, dei valori del contributo di urbanizzazione primaria e secondaria, in relazione soprattutto al protrarsi della grave crisi economica, particolarmente affliggente il settore delle costruzioni ed il suo indotto.

L’argomento è stato illustrato dall’Assessore all’Urbanistica e Edilizia Privata e Pubblica, Floriano Custolino il quale ha ricordato che “a seguito delle difficoltà manifestate dai Comuni nell’applicazione dei nuovi criteri stabiliti dalla Regione, l’ANCI Umbria si era attivata per affrontare la questione in maniera congiunta tra Regione e Comuni, anche per rendere il più possibile omogenei in ambito regionale i criteri applicativi. In particolare, fu istituito un Tavolo Tecnico di lavoro con il compito di elaborare indicazioni per facilitare l’adozione, da parte dei Comuni, dei provvedimenti finali che dovevano essere efficaci a decorrere dal 01 luglio 2016; pertanto, la proposta precedentemente approvata dal Consiglio Comunale, a seguito di una ponderata applicazione delle aliquote e dei coefficienti di riduzione, per non aggravare la misura contributiva in un momento di congiuntura economica negativa, si basava sulle indicazioni contenute nel documento ANCI Umbria recante.
Dopo un congruo periodo di ‘rodaggio’ dell’applicazione dei nuovi parametri in materia di contributo di costruzione, ove ritenuto necessario in relazione all’attuale crisi del settore dell’edilizia, l’Amministrazione Comunale ha esercitato la possibilità di procedere alla revisione o rettifica dei nuovi criteri, al fine di evitare che gli effetti prodotti da quella applicazione potessero penalizzare alcune tipologie di intervento rispetto ad altre.
Pertanto, dopo oltre un semestre dall’applicazione dei nuovi parametri l’Ufficio Edilizia del Comune, ha rilevato fattori penalizzanti per alcune tipologie di intervento, soprattutto per le zone di PRG ‘D- produttive’ ed ‘E-agricole’.
Nel primo caso la criticità si è manifestata per le tipologie di intervento di variazione d’uso da attività produttive a servizi. Le vigenti disposizioni regionali stabiliscono che nelle zone produttive sono consentite tutte le destinazioni per ‘attività di servizi’ cioè quelle a carattere socio-sanitario, direzionale, pubbliche o private atte a supportare i processi insediativi e produttivi, comprese le attività commerciali, di somministrazione di cibi e bevande, turistico-produttive, ricreative, sportive e culturali. Il processo di conversione delle attività produttive (industriale e artigianale) ad attività di servizi è un processo che consente alle imprese di inserirsi in settori a domanda più elevata, rispetto a quello in cui già operano, attraverso l’introduzione di nuovi impianti o la trasformazione di quelli esistenti. Lo scopo, in un momento di grave crisi, è quello di poter produrre, in funzione delle nuove esigenze di mercato, beni o servizi differenti.
E’ assai frequente, oggi, nelle zone produttive del Comune di Orvieto, nate come zone destinate ad attività di tipo artigianale e/o industriale, la presenza di attività di servizi, quali palestre, ristoranti, locali per l’infanzia etc. Tali variazioni d’uso, essendo relative ad unità immobiliari di consistente superficie utile coperta, comportano un onere, in termine di contributo di costruzione, notevole che spesso costituisce un deterrente al processo di recupero e di riqualificazione delle aree produttive esistenti (attive o dismesse), processo condiviso in quanto consente di migliorare anche le caratteristiche urbanistiche ed ambientali delle aree in questione, senza prevedere l’occupazione di nuovo suolo, favorendo la ristrutturazione e il riuso del patrimonio esistente, come già avviene da tempo in altre nazioni europee.
Nel secondo caso delle zone ‘E-agricole’, queste sono le più penalizzate in quanto non beneficiano dell’applicazione del coefficiente di riduzione previsto dal Regolamento Regionale che, in base alla legge, è applicabile agli ‘insediamenti già urbanizzati anche parzialmente’, ovvero gli insediamenti ricadenti all’interno delle aree che, nell’attuale Piano Regolatore Generale, sono classificate come zone A, B, D e F. Di norma, inoltre le aree agricole sono prive delle fondamentali opere di urbanizzazione (acquedotto, fognatura….) mentre, presupposto per il rilascio del titolo abilitativo edilizio è l’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria o la previsione da parte del Comune dell’attuazione delle stesse, ovvero l’impegno degli interessati, a procedere all’attuazione delle medesime contemporaneamente alla realizzazione dell’intervento oggetto del permesso. In tal senso, ulteriore penalizzazione per gli interventi in zona agricola è che il richiedente, oltreché pagare un maggiore contributo di costruzione rispetto alle altre zone di PRG, per ottenere il permesso di costruire deve realizzare, a proprie spese, le opere di urbanizzazione primaria”.
“Di qui la necessità di modificare di alcuni parametri stante il perdurare della grave crisi del settore delle costruzioni ed il suo indotto,– ha concluso – ovvero: di agevolare ed incentivare il decollo degli interventi edilizi previsti dalla pianificazione urbanistica comunale vigente, incrementando dal 10% al 20% - sino al 31.12.2018 - la riduzione degli importi relativi agli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria”.

Dibattito:
Stefano Olimpieri (Identità e Territorio): “relazione esaustiva che chiarisce la ratio del provvedimento che ha motivazioni ragionevoli e cerca di andare incontro a delle situazioni urbanistiche e del comparto agricolo. Oggi il Comune incassa ¼ degli oneri di urbanizzazione rispetto a quello che incassava dieci anni fa. Segno della stagnazione del settore così come di altri comparti dell’economia vedi l’artigianato che sta vedendo il calo delle fatturazioni. Se la ratio del provvedimento è quella di dare delle facilitazioni ai proprietari di capannoni saluto con favore l’iniziativa, chiedendo all’Assessore di farci conoscere a fine anno gli eventuali benefici del provvedimento sul territorio. Ringrazio l’Assessore per questo atto di buonsenso. Favorevole”.
Andrea Sacripanti (Gruppo Misto): “favorevole quando si parla di abbattimento di oneri di urbanizzazione. La riflessione è che come dimostra questo atto anche in regime di predissesto si possono fare operazioni favorevoli all’economia ed è quello che noi abbiamo sostenuto per tanto tempo”.
Andrea Taddei (PD): “vorremmo vederne molti di questi atti a supporto dell’economia. Misure come questa hanno sempre trovato la nostra piena disponibilità laddove non andassero ad impattare sulle voci vincolate del bilancio. Favorevoli”.
Roberta Cotigni (Per andare avanti): “mi associo a quanto ha dichiarato chi mi ha preceduto e ringrazio l’Assessore che ha lavorato a questo progetto. Favorevole”.
Claudio Di Bartolomeo (PSI): “è esattamente questa la strategia della nostra Amministrazione: far ripartire le attività. Favorevole”.

Replica Assessore Custolino: “la proposta di passare al 20% in vigore solo fino al 31 dicembre 2018 è perché verificheremo l’andamento di tutti gli oneri di costruzione primaria e secondaria e dell’indotto edilizio”.

Fonte: Comune di Orvieto

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