politica

Approvati dal Consiglio Comunale il Rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2016 e la variazione al Bilancio di previsione 2017/2019

venerdì 19 maggio 2017
Approvati dal Consiglio Comunale il Rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2016 e la variazione al Bilancio di previsione 2017/2019

Dopo ampio dibattito il Consiglio Comunale ha approvato distintamente (9 favorevoli, 4 contrari: Olimpieri, Sacripanti, Meffi, Vergaglia) il Rendiconto della Gestione per l’esercizio finanziario 2016 comprendente il Conto del Bilancio, il Conto del Patrimonio, il Conto economico ed i relativi allegati, dando atto che risultano ripianati con risultato positivo di parte corrente, sia il disavanzo di amministrazione previsto dal Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale rimodulato per l’annualità 2016 pari ad € 450.000,00 sia il disavanzo da riaccertamento straordinario dei residui pari ad € 109.853,03.

Approvate anche le variazioni al bilancio di previsione 2017/2019 per complessivi -200.000,00 Euro nell’annualità 2017 ed euro 300.000,00 nell’annualità 2018. A seguito di tali variazioni risulta mantenuto il pareggio finanziario e tutti gli equilibri generali del bilancio nonché gli obiettivi del Pareggio di Bilancio anni 2017/2019 (vincoli di finanza pubblica art. 9 della L. 243/2012). L’argomento è stato presentato dall’Assessore al Bilancio, Massimo Gnagnarini contestualmente alla relazione sul rendiconto del 2016.

“Con l’esame del Rendiconto 2016 – ha detto - si completa il quadro di un percorso triennale in cui è possibile riconoscere e quindi meglio descrivere i nuovi elementi strutturali e stabilizzanti introdotti nella gestione del bilancio comunale e che hanno caratterizzano la politica finanziaria seguita da questa Amministrazione.
A tal proposito, tra i principali indici di bilancio riportati nell'allegata Relazione sulla Gestione del 2016 , due di essi assumono particolare rilevanza:
• l’indice di prelievo tributario pro-capite comunale , ovvero la somma che il Comune chiede mediamente a ogni cittadino residente per imposte e tasse, che si è sensibilmente ridotto rispetto al triennio precedente con punte percentuali intorno al 20% nel caso della TARI;
• l’indice di intervento erariale , ovvero la somma media che lo Stato eroga al Comune di Orvieto per ogni cittadino residente, che è crollato dai 165,62 euro nel 2014 ai 129,62 euro nel 2016.
Pertanto, per contrastare gli effetti negativi che tali minori entrate ricorrenti avrebbero determinano sugli equilibri di bilancio presenti e futuri siamo intervenuti convintamente sin dall'inizio della consigliatura.
L’obiettivo è stato la ricostituzione di un necessario margine di autonomia discrezionale della Giunta e del Consiglio in sede di predisposizione del bilancio e di programmazione delle attività e quindi la riduzione della rigidità della spesa corrente che da anni era rimasta per lo più meramente composta da spese fisse e incomprimibili.
Conseguentemente abbiamo agito sui due fronti:
• della riduzione della spesa media del personale;
• dell'ottimizzazione della gestione economica dei servizi a domanda individuale e di quella del patrimonio dell’Ente.
In conclusione i più alti margini operativi così generati ci hanno consentito di raggiungere, con largo anticipo, i due principali obbiettivi del nostro programma di governo ovvero:
• l'incremento della spesa per gli investimenti;
• le maggiori quote di abbattimento del deficit finanziario ereditato nel 2014.

L'azzeramento del deficit.
All'azzeramento del deficit, oltre i fatti gestionali sopradetti, ha concorso l'esito favorevole della dibattuta questione giuscontabile, aperta dal Comune di Orvieto e poi assurta a questione di interesse nazionale, circa l’ottenimento del diritto, ancorché l’Ente si trovasse in stato di predissesto finanziario, all’applicazione di alcune norme innovative di cui l' art. 2 , comma 6, del DL 78/2015 che consentono la compensazione contabile in bilancio tra i valori di alcuni Fondi di accantonamento ai fini del calcolo del risultato di amministrazione.
Norme che questa Amministrazione, in prima assoluta, con un estremo emendamento, utilizzò già in occasione dell'approvazione del Rendiconto 2015. (Emendamento Germani).
Nulla, però, di fortuito o d'improvvisato!
Abbiamo infatti assunto questa condotta, più che coraggiosa e dall'esito non scontato, dopo una seria e ponderata valutazione dei suoi presupposti e fondamenti tecnici, ma sopratutto consapevoli che a rischio avremmo messo solo e soltanto le nostre facce e la nostra reputazione di amministratori, come del resto abbiamo potuto assaggiare dalle non tenere reazioni politiche suscitate all'indomani della prima bocciatura della pratica da parte della Corte dei Conti.
Siamo però rimasti sempre sereni e consapevoli che, nel caso il tentativo non fosse riuscito, i cittadini di Orvieto non ne avrebbe avuto alcun danno, mentre, in caso di successo come poi è effettivamente accaduto con il via libera definitivo da parte della Corte dei Conti, i cittadini di Orvieto ne potevano trarre tutti i vantaggi tra cui quello principale e più sostanziale , seppur scarsamente percepito dall'opinione pubblica, di non dover più sborsare nel corso di questo decennio, in termini sia di maggiori tasse e sia di minor servizi, un controvalore pari a milioni e milioni di euro che sarebbe stato necessario reperire per portare a termine il vecchio piano di risanamento finanziario del Comune.

Gli affari correnti e la visione futura della città.
Siamo consapevoli che lo straordinario successo conseguito nel campo del risanamento finanziario dell'Ente venga spesso percepito come un di più, oppure addirittura strumentalmente descritto, dai nostri avversari politici, come una fuga in avanti rispetto alle emergenze sociali ed economiche della nostra comunità locale e delle problematiche quotidiane che si presentano sul fronte del funzionamento dei servizi.
E’ una critica profondamente sbagliata.
In effetti se analizziamo la mole e i contenuti delle interpellanze stesse avanzate dagli esponenti dell'opposizione e anche talune sollecitazioni arrivateci dai gruppi di maggioranza, se ne evince che esse riguardano certamente alcune attuali criticità di importanti aspetti della vita della città , ma sono quasi sempre prive e dimentiche di una fondamentale premessa che dovrebbe essere inserita in ognuno di questi atti e che così si può riassumere: ‘visto e/o dato atto che questa amministrazione ha ripristinato e/o ha di nuovo finanziato ...e così via’.
E’ la storia della TeMA, della Scuola di Musica, del CSCO, del Centro Rodari, ma anche di tentativi finora falliti come l'affidamento della gestione del Punto di Sosta del Belvedere, oppure di quelli ben riusciti come la sistemazione funzionale di Piazza della Pace e il pieno recupero funzionale dell’intero sistema di mobilità alternativa, di quello del Pozzo di San Patrizio, dell’accellerazione impressa allo stato di avanzamento delle grandi opere come la Complanare, la sistemazione idraulica del Fiume e dei corsi d’acqua a Ciconia, del Parco del Paglia, degli impianti sportivi allo Scalo e a Sferracavallo, della cura alle frazioni come il rifacimento della Piazza di Osarella, il rinnovamento del parco automezzi per i servizi scolastici, ecc..
L’elenco delle cose fatte è ovviamente incompleto e ben più lungo risulterebbe volendo aggiungerne anche le altre decine di dossier aperti e molti dei quali in dirittura d'arrivo come la gara per l'affidamento della gestione del Palazzo dei Congressi rimesso a norma, gli indirizzi e gli atti compiuti per la riqualificazione dell’ex S. Maria della Stella da destinare prevedibilmente a struttura ricettiva d'eccellenza, l'istallazione della nuova segnaletica turistica pedonale, per citarne solo alcuni altri.
Nessuno sano di mente può convintamente affermare che l'azione amministrativa in questa nostra città non sia ripartita superando di slancio un lungo periodo di stallo a cui sembrava l'avesse condannata non tanto la mancanza di soldi, ma piuttosto l'alibi stesso della mancanza di soldi.
Un alibi, forse all'epoca curato ad arte attraverso una efficace ed abile comunicazione, che aveva assicurato il galleggiamento di chi governava e una incolpevole atteggiamento di rassegnazione dei cittadini.
Cittadini che oggi, invece, tornano a interrogarsi sul futuro di Orvieto chiedendo di conoscere il Progetto e un' Idea futura di città anche dopo la cocente delusione di non aver potuto vedere Orvieto trasformarsi in quella incauta promessa elettorale della nuova piccola Salisburgo.
E' mia personale convinzione che fintanto che questa naturale ambizione di crescita sarà unicamente declinata in termini di capacità e impegno delle amministrazioni comunali che si succedono tra loro, essa sia destinata a trasformarsi in una ennesima delusione o a perpetrare altre illusioni.
Bisogna convincerci che la questione della Crescita di una comunità locale come la nostra non è cosa da affrontare in Municipio e che le Istituzioni di qualunque livello o genere non sono li per creare ricchezza ma, semmai , quando ci riescano, servono a ridistribuire un po' di ricchezza che al massimo può creare un lieve effetto leva per gli investimenti e le idee imprenditoriali quando ci sono”.

Fonte: Comune di Orvieto

QUI, la sintesi del dibattito a cura dell'Ufficio Stampa del Comune di Orvieto

Commenta su Facebook