politica

I cinque punti del Pd per dare la svolta all'amministrazione comunale

venerdì 14 aprile 2017
I cinque punti del Pd per dare la svolta all'amministrazione comunale

Cinque soluzioni per incidere sul futuro della città. Il Partito democratico rilancia il dibattito sullo sviluppo di Orvieto ponendo sul tavolo della programmazione cinque interventi sui quali avverte: "Misureremo il sindaco, la giunta e i consiglieri comunali". Una sintesi estremamente chiara alla quale si aggiunge un passaggio altrettanto deciso del segretario del Pd di Orvieto, Andrea Scopetti: "Non ci sono rappresentanti del Pd in giunta e pertanto non ci sentiamo rappresentati, ma questo non è il tempo degli equilibrismi politici come qualcuno ha il gusto di alimentare, i problemi si risolvono con i progetti e non con le chiacchiere".

Ed il tempo delle chiacchiere, secondo gli inquilini di via Pianzola, è finito da un pezzo. Di questo avviso, oltre al segretario Scopetti sono i consiglieri comunali Andrea Taddei (capogruppo del Pd) e Angelo Pettinacci, con l’aggiunta del sindaco Giuseppe Germani e del segretario provinciale, Carlo Emanuele Trappolino che giovedì 13 aprile hanno portato a battesimo l’annuncio di un prossimo “Protocollo d’intesa con la Regione Umbria” per sostanziare i progetti di rilancio dei Orvieto. “E’ arrivato il momento di chiudere con il passato, con la storia e le storie improduttive di questa città e dimostrare che la classe dirigente di questo partito non vuole avere più a che fare con quelle situazioni che per troppi anni sono state il fardello dello sviluppo di Orvieto”, ha detto Scopetti ricordando che: “Usciti dal predissesto è arrivato il momento di risolvere i problemi di questa città”.

Operazione che passa attraverso l’attività delle diplomazie politiche che “In questi mesi, quando qualcuno pensava di parlare e far parlare del Pd - ha ripreso il segretario -, abbiamo lavorato per superare le difficoltà interne e rafforzare i rapporti con i rappresentanti regionali e nazionali aprendo un dibattito fatto di proposte e interventi concreti”. Precisamente cinque i punti su cui il Partito democratico intende misurare l’operatività dell’amministrazione comunale.

Sanità e sociale. "Sappiamo - ha detto Scopetti - quanto siano aumentate le situazioni di difficoltà che coinvolgono i nostri concittadini ed è alle loro richieste che il Partito democratico e l’amministrazione devono prima di tutto rispondere. Devono rispondere alle fatiche delle famiglie, al quotidiano disagio di chi vive nella disabilità, al costante affanno della popolazione anziana. E’ necessario velocizzare le azioni che devono condurre l’Ospedale di Orvieto e le strutture sanitarie del territorio a rispondere con efficienza ed efficacia alle molteplici prestazioni che ancora oggi pagano i malfunzionamenti o la mancanza di personale. Pertanto pretendiamo il potenziamento dell’Ospedale e dei servizi sanitari anche grazie all’impiego diretto sul territorio delle risorse derivanti la vendita dell’ex Ospedale. Come diventa necessario risolvere il problema della Casa della Salute”. Tra le proposte che il Pd intende portare a compimento c’è quella del ripopolamento del Centro storico mediante un’azione di Housing sociale destinato prevalentemente alle giovani coppie.

Ambiente. "Ad un territorio economicamente attivo e attrattivo devono corrispondere politiche di salvaguardia ambientale - prosegue il rappresentante del Pd - partendo dalla chiusura del ciclo dei rifiuti. Non dobbiamo farci prendere la mano dalle derive populiste ma essere realmente dalla parte dei cittadini proponendo e promuovendo un percorso virtuoso nella gestione dei rifiuti che riduca drasticamente l’esclusivo utilizzo della discarica ed apra una fase nuova del riuso e del riciclo. Non è più il tempo dei NO ma quello dei SI Avanzati che permettano a Orvieto di diventare capofila di una gestione dei rifiuti virtuosa, basata su piattaforme di recupero funzionanti, su specifiche politiche di occupazione e l’abbandono delle discariche”.

Su questo tema il sindaco, Giuseppe Germani, non ha mancato di aggiungere che: “C’è un atto in consiglio comunale proposto dal Pd che chiarisce fin dall’ottobre del 2014 la linea politica di questa amministrazione verso la drastica riduzione dell’uso della discarica e la contrarietà ad ogni sua ulteriore forma di adempimenti. Ci sono le condizione per investire su nuova impiantistica, la Regione deve aiutarci in questo”.

Politiche turistiche. “Le Aree Interne hanno dimostrato come si può vincere la sfida della crescita superando i campanilismi e lavorando in un clima di sana sinergia amministrativa - evidenzia Scopetti -. Non possiamo, quindi, permetterci di perdere il lavoro fatto in questi anni sul Distretto Turistico e Culturale dell’Etruria Meridionale. Il Distretto, peraltro, non è soltanto Promozione ma anche sostegno e agevolazione alle aziende locali che operano nel turismo e che oggi hanno bisogno, non soltanto di questa opportunità, ma anche di azioni che rispondano alla richiesta di contenimento della tassazione. Per essere una città turistica non possiamo però sottovalutare l’aspetto dell’accoglienza, dai parcheggi, alla gestione della mobilità fino al decoro urbano. Crediamo che in questi anni l’intervento sul pacchetto dell’accoglienza non sia stato adeguato alle necessità della città e quindi dobbiamo sbrigarci e rimboccarci le maniche perché vengano affrontati fin da subito percorsi più concreti ed efficaci”.

Investimenti. “Per vincere la sfida dell’accoglienza è necessario ripensare e costruire una città che abbia infrastrutture funzionanti - prosegue il segretario - quindi è ormai arrivato il tempo di aprire il primo stralcio della Complanare e da parte della Regione finanziare il secondo entro il 2019. Dobbiamo, altrettanto in fretta, risolvere il problema ferroviario ottenendo che alcuni treni dell’Alta velocità riescano a fermarsi alla Stazione di Orvieto. Come siamo convinti e sostenitori della destinazione alberghiera all’interno dell’ex Ospedale”.

Servizi culturali. La stessa efficacia che non più possiamo più rimandare per risolvere il problema della gestione dei servizi culturali e turistici della città. Con la lealtà e la responsabilità politica di dire che i problemi della TeMa sono il frutto di errori del passato e, probabilmente, anche di un presente poco attento. l dibattito sulle rate del mutui, i documenti che fanno le pulci ai numeri di un bilancio che come lo rigiri evidenzia sempre la stessa situazione, dimostra come la politica stia perdendo l'occasione di mettere un punto sul passato e aprirne uno nuovo sul futuro. Oggi è finito il tempo dei Cda, dell’equilibrismo nelle nomine, delle prosternazioni e delle mediazioni. Il centrosinistra deve tagliare quel cordone ombelicale che ancora ci lega alle responsabilità sulla situazione debitoria di TeMa. Abbiamo un dovere morale e politico di dire la verità a Orvieto e agli Orvietani. Oggi nessuno di noi, nessun consigliere comunale, può permettersi di sentirsi responsabile di un default. Dobbiamo, invece, sentirci responsabili e coinvolti in un percorso che risolva definitivamente il problema della gestione e della programmazione dei servizi culturali e turistici della città. Non si può continuare a chiedere l’impegno di persone e professionisti nella gestione degli enti culturali lasciandoli in balia delle difficoltà, esponendoli a situazioni poco dignitose. Queste persone si possono solo ringraziare per quanto hanno fatto e stanno facendo ma è ora che la politica si assuma la responsabilità che gli spetta. Partendo dalla necessità di salvaguardare il personale ormai specializzato in questi settori dobbiamo con responsabilità andare verso la scelta dell’affidamento diretto”.

Proprio su TeMa, sollecitato dal dibattito sulle nomine, il sindaco Germani ha aggiunto che: "Dopo Pasqua spero di chiudere la partita e ridare lo slancio necessario, ha un futuro come punto di riferimento per le attività culturali in questa città, uno dei temi da salvaguardare sono i livelli istituzionali, per il futuro occorre però cambiare strategia, così come è non va. Ci sono attività compatibili, in qualità di sindaco ho fatto delle nomine ed è stato impostato un percorso. Per il futuro, credo ci sia bisogno di nuove figure per andare avanti. E' prerogativa del sindaco fare quelle nomine che ritiene possano dare al teatro una prospettiva nuova".

Pubblicato da Fabio Massimo Del sole il 14 aprile 2017 alle ore 09:11
Senza un piano di sviluppo di almeno 20 anni e una "riscoperta" della nostra identità culturale sarà molto difficile ottenere risultati. Bisogna lavorare ancora in profondità, scavare prima di costruire, prima di capire cosa fare e come farlo.
Senza questi presupposti la vedo proprio dura, anche avendo buone risorse economiche a disposizione. Molti soldi sono stati buttati in questi anni senza produrre nulla o quasi...si insiste sempre sulle stesse cose, alla amministrazione delle risorse ci sono sempre le stesse persone, con la stessa mentalità, con i stessi metodi.
Manca ancora il nuovo, l'impulso nel nuovo, la spinta che può venire solo dalla nascita di nuove idee e professionalità, soprattutto in ambito turistico...nostra unica e ultima speranza.

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