politica

"Orvieto in crisi". I gruppi di minoranza chiedono un consiglio comunale aperto

martedì 10 gennaio 2017
"Orvieto in crisi". I gruppi di minoranza chiedono un consiglio comunale aperto

I Gruppi Consiliari di minoranza "Identità e Territorio", "Forza Italia" e "Gruppo Misto" chiedono la convocazione di un Consiglio Comunale "Aperto" al fine di aprire una seria discussione sul centro storico e sulle reali azioni da poter mettere in campo per sollecitarne una ripresa in tempi brevi. Di seguito, in forma integrale, la richiesta di convocazione inviata al presidente del Consiglio Comunale Angelo Pettinacci, al sindaco Giuseppe Germani e a tutti i consiglieri comunali, appellandosi agli articoli 37, II e IV comma, e 57 del Regolamento del Consiglio Comunale di Orvieto:

I sottoscritti Consiglieri Comunali,

premesso che:

- da tempo la città nel suo complesso ed il centro storico in particolare stanno subendo un sempre più forte e marcato impoverimento: eccetto rarissime eccezioni, da questo declino costante – purtroppo - non viene risparmiato nessun settore economico e produttivo, così come non possono dirsi estranei alla crisi sempre più diffusa e generalizzata tutti gli strati sociali e generazionali della nostra realtà;

- la crisi economica sta aggredendo in maniera sempre più penetrante tutti i comparti del commercio e delle piccole attività imprenditoriali, mentre il sensibile e costante calo demografico sta riducendo di molto la vitalità del centro storico. Questi due fenomeni – oggettivamente – sono sotto gli occhi di tutti e non possono essere negati: non è più possibile assistere inermi a questo declino e derubricare i fenomeni a mere questioni marginali, mentre, al contrario, occorre far in modo che questi fenomeni diventino al più presto oggetto di dibattito e di confronto, oltre ad incardinarli in via prioritaria nell’agenda politica ed amministrativa della città;

- aprire un dibattito serio sui problemi del centro storico non significa voler costruire una contrapposizione con le altre parti del nostro territorio, così come far emergere tali questioni non vuol dire banalizzare il fenomeno e ridurlo a ripicche e conflitti. Sarebbe, questo, un errore che nessuno può permettersi;

- da sempre il centro storico rappresenta il punto di riferimento ed il traino per un ampio territorio di riferimento. Ed è per tali ragioni che la crisi del centro storico deve essere letta ed affrontata come crisi di sistema: infatti, il territorio orvietano ha da sempre il suo fulcro nel centro storico e solamente una rigenerazione ed una ripresa dello stesso centro storico potrà ridare slancio e centralità ad una realtà molto più ampia e che interessa anche zone che vanno anche al di là dell’area orvietana;

- è indubbio che in questi ultimi tempi alcune scelte politiche ed operative hanno contribuito fattivamente ad accelerare il processo di impoverimento e depotenziamento del centro storico, provocando un diffuso scoraggiamento nella popolazione e, soprattutto, in tutte quelle attività commerciali che si fondano sull’impresa familiare e che rappresentano uno dei pilastri su cui si sostanzia l’intera economia cittadina;

- siamo tutti a conoscenza che la crisi sta assottigliando il numero delle attività commerciali a gestione familiare e che la redditività delle attività che sono ancora operanti hanno visto di molto ridurre i fatturati ed i relativi profitti: in questo quadro d’insieme è doveroso rammentare che, mentre le grandi catene di distribuzione reinvestono i propri profitti in territori diversi dal nostro, quelle a gestione familiare producono economia sul territorio perché non possono far altro che investire i propri guadagni nella stessa area nella quale operano;

- il centro storico di Orvieto è tra i più grandi dell’Umbria ed ha delle caratteristiche assolutamente peculiari: per questo non può essere omologato a realtà similari ed ha la necessità che tutti i provvedimenti che lo interessano direttamente o indirettamente debbano essere inclusi in un progetto integrato ed organico: considerare le politiche per il commercio, per la viabilità, per la riqualificazione abitativa, per la sosta ed i parcheggi, per la gestone e la valorizzazione del patrimonio, per il turismo, per la cultura e per il sociale, come settori autonomi e distinti l’uno dall’altro sarebbe un errore senza precedenti che produrrebbe il colpo finale al centro storico ed a tutto il territorio dell’orvietano;

- non è più eludibile una seria ricognizione sui beni immobili di proprietà comunale, al fine di costruire un percorso di riqualificazione dell’immenso patrimonio pubblico teso a creare economia e a sviluppare un sistema residenziale di qualità per incrementare il numero di residenti nella città;

- di fronte ad una crisi che ormai è divenuta grave e diffusa, il centro storico necessità di un progetto organico e di prospettiva, al fine di poter mettere in campo un nuovo processo di rigenerazione finalizzato a dare ossigeno all’intero settore economico-commerciale e a creare una forte ed importante spinta all’incremento residenziale ed abitativo;

- tali considerazioni necessitano di un approfondito e costruttivo dibattito, oltre ad una reale e concreta spinta partecipativa da parte della cittadinanza, anche in ossequio a quanto disposto dallo Statuto comunale;
per tali ragioni esposte in premessa,

chiedono

- la convocazione di un Consiglio Comunale “aperto” ai sensi degli articoli 37, II e IV comma, e 57 del Regolamento del Consiglio Comunale di Orvieto, al fine di aprire una seria discussione sul centro storico e sulle reali azioni da poter mettere in campo per sollecitarne una ripresa in tempi brevi.

"La città va allo sfascio e loro si accapigliano per i posti"

Pubblicato da Orvietano il 10 gennaio 2017 alle ore 13:48
Bravi!
Pubblicato da QSV il 10 gennaio 2017 alle ore 16:51
Ma non è previsto quel famoso strumento del QSV per sviluppare delle idee ?
Non vorrei che il consiglio avrà il solito obiettivo di fare una sana caciara senza portare idee concrete, praticabili ed a costi sostenibili per la comunità.

Pubblicato da Fabio Massimo Del sole il 10 gennaio 2017 alle ore 18:50
Situazione drammatica che vede da anni una paralisi quasi totale su tutti i fronti.
Si percepisce un senso di impotenza, di incapacità, di paura...ormai è una corsa contro il tempo, ma sarà difficile trovare soluzioni quando per anni si è pensato di vivere di rendita.
Certamente c'è bisogno di idee, ma da come questa città si è mossa negli anni sembra che abbia una attitudine naturale a far abortire ogni cosa.
L' asfalto che si va "sgretolando" davanti alla Biblioteca comunale è forse l'immagine più eloquente di una città che non riesce a rialzarsi o peggio che rimane come indifferente di fronte al suo inevitabile destino.
Mi auguro con tutto il cuore che qualcosa di buono accada veramente!
Pubblicato da Alessandro il 10 gennaio 2017 alle ore 20:28
Qualsiasi iniziativa per rivitalizzare il centro storico risulterebbe lodevole devo pero' ammettere che l'offerta commerciale che puo' offrire la rupe desta scarso interesse e sdradicare la ormai consolidata abitudine di effettuare acquisti presso la grande distribuzione locale ma anche Viterbese e Perugina risultera' impossibile.
Pubblicato da anonima il 11 gennaio 2017 alle ore 19:16
Credo prima di tutto che ognuno di noi debba sentirsi più cittadino, più orvietano, spesso si scrollano le spalle, si aspetta che gli altri facciano...in questi anni si è tanto e tanto solo parlato e sparlato.
E' vero si è persa la motivazione perchè troppo spesso le Istituzioni sono state le prime a lanciare solo slogan..anche i più giovani che si sono impegnati ad un certo punto hanno perso la fiducia. Sarà dura e difficile ma con tutta la volontà dobbiamo rilanciare la Città e non farci trascinare negli abissi dell'indifferenza.
Ora devono parlare solo i fatti!!!

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