politica

Gnagnarini replica a Pizzo: "L'ex assessore trascura piccoli ma decisivi particolari"

lunedì 20 giugno 2016
Gnagnarini replica a Pizzo: "L'ex assessore trascura piccoli ma decisivi particolari"

Non si è fatta attendere la replica dell'assessore al bilancio Massimo Gnagnarini alle critiche mossegli dal suo predecessore Piergiorgio Pizzo. "E' stupefacente - afferma Gnagnarini - che in questi giorni alcuni esponenti dell'opposizione abbiano accostato l'uscita anticipato dallo stato di predissesto e i risultati raggiunti nel risanamento finanziario dell'Ente come di un'operazione clientelare. Qui c'è stata un'inversione di tendenza rispetto all'abitudine della politica tutta, sia di sinistra che di destra, di scaricare gli oneri e i debiti su quelli che verranno. Qui, invece, ce ne siamo fatti carico anticipatamente sgombrando il campo anche a coloro che volessero darsi da fare per sostituirci alla guida della città.

Scrive l'ex assessore al bilancio Piergiorgio Pizzo:
“L'uscita anticipata dal piano decennale vigente non porta alcun beneficio alla città se non la possibilità, già a ridosso delle prossime elezioni nel 2019, di procedere a nuove assunzioni di personale e ad effettuare riduzioni di tasse.” Insomma secondo l'ex assessore il potenziamento anticipato della macchina comunale e quindi il miglioramento dei servizi erogati ai cittadini insieme alla possibilità di abbattere le tasse ai cittadini sarebbero le cattive e recondite ragioni per le quali questa amministrazione vuole procedere con la rimodulazione del Piano.

Potenziare i servizi e abbattere le tasse sono esattamente le ragioni per le quali desideriamo rimodulare il Piano. Ci sembra siano ragioni alte, condivisibili, concrete e che non hanno bisogno di particolari spiegazioni in quanto comprensibili a tutti, ma, forse, a volte la rabbia di assistere al successo degli altri là dove si era fallito può accecare al punto di rovesciare il significato delle cose. Ma poi l'inconsapevolezza dell'ex assessore al bilancio si spinge oltre ogni comprensibile limite quando egli afferma che invece di concentrare nel 2016 e 2017 l'onere dell'abbattimento del deficit residuo , come propone questa amministrazione per uscire con sei anni di anticipo dalla procedura di riequilibrio, sarebbe stato meglio lasciare inalterata la durata decennale del piano riducendo il valore delle rate originariamente previste per poter così disporre di circa 300.000 euro in più nel 2016 e nel 2017 da utilizzare per abbattere le tasse.

In questo caso Pizzo trascura un piccolo ma decisivo particolare che risiede nell'obbligo, esplicitamente richiamato nella sentenza con la quale la Corte dei Conti approvò il vecchio Piano, ovvero quello di mantenere le aliquote Imu, Tasi e Addizionale Irpef ai massimi livelli consentiti dalla legge per tutta la durata del Piano. Pertanto l'unico modo per intervenire sulle tasse comunali ancora in vigore è quello di uscire definitivamente dalla procedura di riequilibrio e pertanto prima ciò avviene e prima si potrà intervenire.

Altre critiche e insinuazioni appaiono non più di banali speculazioni politiche che per quanto rispettabili non rilevano ai fini dell'esame del provvedimento in discussione in Consiglio comunale. Tra queste mi ha particolarmente colpito , e la simpatia che sul piano personale nutro nei confronti di Piergiorgio Pizzo non mi ha aiutato a comprendere , il giudizio che egli da sull'aumento dei flussi turistici registrati in città nell'ultimo biennio e sui quali si fonda buona parte delle nuove politiche di bilancio di questa amministrazione.

Dice Pizzo, pur di non concedere neanche una fiches di benemerenza all'amministrazione Germani, che se il turismo orvietano è in forte ripresa il merito è principalmente dei terroristi internazionali. Spero che Pizzo si sbagli perchè se avesse ragione, Dio non voglia, un calo dei flussi turistici orvietani non possa mai accadere a causa degli effetti contrari legati alla stessa ragione".

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