politica

"No Centrale a Biomasse a Fabro" chiede il blocco definitivo del progetto

lunedì 23 marzo 2015
"No Centrale a Biomasse a Fabro" chiede il blocco definitivo del progetto

All'indomani dell'annunciato consiglio comunale aperto tenutosi giovedì 19 marzo a Fabro Scalo, a cui hanno preso parte oltre 500 cittadini, il comitato di cittadini "No Centrale a Biomasse a Fabro" chiede il blocco definitivo del progetto di costruzione dell'impianto.

"Il Comitato “No Centrale a biomasse a Fabro” - afferma la presidente Laura Margottini - chiede che il sindaco di Fabro rispetti la volontà della popolazione bloccando definitivamente il progetto di costruzione di centrale a biomasse per la quale è stata rilasciata la concessione in data 20 febbraio 2015 perché non possono pagare i cittadini, con la propria salute, per un errore dell’amministrazione.

Il comitato chiede inoltre chiede un immediato impegno affinché crei nel sito internet del comune un archivio di tutte le delibere, le determinazioni, i regolamenti e delle registrazioni dei consigli comunali, in modo da rendere del tutto trasparente la propria attività. Il comitato chiede inoltre che il sindaco si faccia promotore, insieme ai sindaci dei comuni del comprensorio, di un’iniziativa nei confronti della regione Umbria affinché vengano riviste le scelte compiute per il nostro territorio dall’amministrazione regionale stessa, pretendendo la riapertura del regolamento regionale 29 luglio 2011, n. 7 (che fa riferimento al Decreto Legislativo 28/2010), al fine di definire le aree idonee e non idonee per gli impianti a fonti rinnovabili.

Nel 2010 la Regione Umbria richiese a tutti i sindaci di comunicare quali fossero le zone compatibili e quali no per tali impianti. Per quanto riguarda Fabro, il comune di fatto non rispose, col risultato che il territorio del comune di Fabro risulta ad oggi praticamente tutto idoneo alle rinnovabili, perfino il centro urbano!

Il sindaco si deve inoltre fare carico, insieme ai sindaci dei 5 comuni circostanti, di pretendere che la Regione riveda il piano energetico per l’Umbria e che si dia la priorità alle reali esigenze del nostro territorio, che riteniamo essere tutt’altro che le rinnovabili (ad es: dissesto idrogeologico, e soprattutto messa in sicurezza delle ceneri presenti nella prima zona industriale), rispettando le scelte e la volontà dei cittadini nonché le prerogative e  le vocazioni delle attività già esistenti e tutto ciò che attiene alla qualità della vita dei cittadini e quindi dell'ambiente.

Per quanto riguarda la centrale a biomasse autorizzata il 20 febbraio 2015, il Comitato osserva che il Piano Regolatore Generale in vigore identifica la zona artigianale sulla quale si vorrebbe costruirla in un’area definita “ambito urbano”, cioè centro abitato. Le Norme Tecniche d’Attuazione (parte operativa) dello stesso PRG all’art.15 comma 4 specificano che in tale zona artigianale  “sono escluse le attività industriali.” La centrale a biomasse che rientra nella categoria delle centrali termoelettriche, che sono classificate INDUSTRIE INSALUBRI di prima classe (dannose per la salute pubblica), che per legge devono essere localizzate lontano dalle abitazioni (D.M. 05/09/94, elenco di cui all'art. 216 del Testo unico delle leggi sanitarie n.1265/34.) Perciò ci pare logico che sia preclusa qualsiasi possibilità di costruire l’impianto a biomasse nell’area prevista, visto che l’autorizzazione di cui sopra va contro le prescrizioni degli strumenti urbanistici del Comune di Fabro".

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