politica

Dieci impegni per costruire insieme la città del futuro

sabato 17 maggio 2014

Dieci impegni per la città. Dieci impegni seri, concreti, reali e soprattutto possibili. Dieci impegni che non sono vane promesse, ma sono prospettive concrete e realizzabili. Dieci impegni che rendono la candidatura di Giuseppe Germani seria e credibile. Troppo spesso chi amministra fa calare dall’alto le sue decisioni senza tenere conto dell’esperienza e delle esigenze del territorio. Proclami, aperitivi e sorrisi patinati non sono la soluzione alle difficoltà orvietane. Diventano esclusivamente la riproposizione di una politica inconcludente che la città conosce e che non può permettersi di subire per altri cinque anni. E’ ora di finirla con le “polpette avvelenate” di una creatività finanziaria che fa solo finta di risolvere i problemi.

Il Partito Democratico vuole ascoltare le persone e coinvolgere tutti, con la certezza di costruire insieme agli orvietani un nuovo futuro per Orvieto. La nostra è una garanzia di serietà e concretezza fatta di dieci impegni per la Città che producono sviluppo e rappresentano un’opportunità per tutti. L’opacità dei processi decisionali, che ha contraddistinto l’ultimo quinquennio, è riuscito a deteriorare l’affidabilità del Comune come interlocutore del sistema socioeconomico. Per troppi anni è mancato un indirizzo politico, una visione strategica capace di guidare la crescita della competitività del sistema economico, del benessere dei cittadini, della vivibilità del territorio. Una visione che consentisse di rimettere in sintonia le funzioni del Comune con le esigenze diffuse della società.

Sull’esigenza di essere chiari, comprensibili e realmente operativi, il Partito Democratico e il candidato sindaco Giuseppe Germani, hanno scelto di coinvolgere i cittadini accogliendo le loro proposte e trasformandole in un’idea di Città, in un nuovo inizio per Orvieto.

  • Immaginiamo un progetto di sviluppo concreto che non lascia indietro nessuno e offre a tutti la possibilità di ricominciare con nuove opportunità di lavoro.
  • Pensiamo a una nuova governance efficiente, efficace e trasparente. Con servizi veloci, personale sempre operativo e uffici accessibili. Una Città dove le Frazioni sono “Centrali” e il “Centro” è il cuore della ripresa, grazie a una politica che sappia recuperare gli immobili in disuso rispondendo alle esigenze abitative.
  • Crediamo che la difesa dell’Ambiente deve diventare elemento qualificante del territorio. Noi diciamo no al terzo calanco e proponiamo una nuova filosofia del riciclo e riuso dei rifiuti.
  • La salvaguardia del territorio diventerà la sfida per riqualificare il Centro Studi e dell’Osservatorio Rupe trasformandoli in un polo per la formazione di nuove professionalità, nel campo della tutela del suolo e della valorizzazione.
  • Le energie rinnovabili saranno il motore di una diversa gestione delle risorse produttive per la promozione di uno stile di vita sostenibile. Dal Piano Energetico del Territorio si costruirà una reale svolta ecologica.
  • La Politica degli eventi e della storia saranno gli ingranaggi di un’Industria Turistica e Culturale che coinvolga tutti gli operatori in un polo di opportunità da condividere e realizzare insieme.
  • Una Città vivibile e funzionale sarà l’obiettivo di una politica urbanistica dove la viabilità rispetterà le esigenze della Città. I Servizi Sanitari si concentreranno in un Polo unico e i Servizi sociali raggiungeranno tutti i cittadini che ne avranno bisogno.
  • Costruiremo una Città capace di investire sulle strategie europee con il Progetto delle “Terre Etrusche di Confine”, il nuovo “Contratto di Fiume” e le prospettive del “Social FabLab”.
  • Innovazione e investimenti dovranno aiutare le aziende e i giovani a diventare protagonisti nell’economia globale. L’Assessorato allo Sviluppo Economico e l’attivazione dell’Ufficio Europa saranno il fulcro di importanti progetti internazionali.
  • La Promozione delle eccellenze deve coincidere con un Marchio Locale che sia volano per la conoscenza dei prodotti artigianali delle qualità agricole e della tipicità orvietana.

Per cambiare veramente dobbiamo essere in grado di aprirci al confronto con gli enti locali, coinvolgere tutti i livelli di governo del territorio nella costruzione di un progetto nuovo, forte, condiviso, superando innanzitutto il dualismo tra i territori che ha sempre caratterizzato le dinamiche umbre e tornare ad essere protagonisti della programmazione regionale. Dobbiamo condividere il modo in cui è possibile utilizzare le risorse e gli strumenti disponibili. Non promettere tutto a tutti, ma fornire strumenti, individuare le priorità, compensare gli squilibri sociali e territoriali e dimostrare in modo credibile che è possibile ridare slancio alla nostra economia.

La credibilità di un nuovo progetto si costruisce però a partire dalla capacità di fornire proposte concrete e compatibili con i severi vincoli di bilancio che dobbiamo rispettare. Vincoli che ci costringeranno a delle scelte. Ai cittadini va detta la verità e non vanno fatte promesse impossibili da mantenere. Dobbiamo cambiare, con urgenza. Ripensare il nostro modello di sviluppo. Ripensare il rapporto tra amministrazione e cittadini. Ripensare i servizi pubblici. Dobbiamo immaginare e costruire insieme la città del futuro.

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