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Successo per la prima assemblea pubblica organizzata dal Comitato CambiaMenti di Ficulle sul tema "Fusione? No, così non va bene"

domenica 23 marzo 2014
Successo per la prima assemblea pubblica organizzata dal Comitato CambiaMenti di Ficulle sul tema "Fusione? No, così non va bene"

Si è svolta giovedì 20 marzo l'annunciata assemblea pubblica organizzata dal Comitato CambiaMenti di Ficulle sul tema "Fusione? No, così non va bene". Tra gli oltre 200 presenti, molti cittadini del Comune di Ficulle, i Sindaci dei Comuni di Fabro e Montegabbione, i consiglieri provinciali Danilo Buconi (Gm) e Francesco Tiberi (FdI), gli esponenti dei Comitati No Fusione dei Comuni di Montegabbione, Monteleone d'Orvieto e Fabro, i rappresentanti del Coordinamento dei Comitati Alto Orvietano "No fusione per l'autonomia degli enti territoriali" e alcuni esponenti di OfficinaComune. Presenti, anche le telecamere della trasmissione televisiva Ballarò, che nella stessa giornata di giovedì aveva svolto riprese nel territorio oggetto della proposta di fusione e intervistato alcuni dei Sindaci promotori dell'iniziativa.

"L'assemblea - riferiscono dal Comitato CambiaMenti - è stata proposta come occasione informativa sulla fusione dei comuni, sui rischi ad essa connessi e sulle alternative possibili. Durante la serata il Comitato ha illustrato l'iter accelerato seguito dal processo di fusione che in meno di due mesi ha visto la proposta presentata ai cittadini, l'approvazione delle delibere congiunte per l'indizione del referendum da parte dei cinque comuni, la modifica dello statuto regionale con procedura d'urgenza per l'eliminazione della sospensiva dei referendum in caso di elezioni amministrative e l'indizione del referendum per il 13 Aprile 2014. Ciò in totale scollamento rispetto alle richieste fatte sin da subito dai cittadini (e sostenute anche dai comitati contrari con diverse iniziative pubbliche) di decelerare il processo e di adottare un approccio più graduale e ragionato alla problematica, in cui si potessero sviscerare tutti i vantaggi e gli svantaggi dell'iniziativa proposta e delle sue alternative in un clima aperto e di cooperazione con le popolazioni coinvolte e senza l'egida delle elezioni amministrative imminenti.

Durante la serata il Comitato ha fornito informazioni sugli aspetti normativi del processo proposto e sulle alternative possibili, sottolineando in particolare la preferibilità del percorso di unione dei comuni rispetto a quello di fusione come strumento di riordino organizzativo e per ottemperare agli obblighi previsti dalla legge 135/2012. L'unione infatti è un processo reversibile, graduale, a costo zero e che non precluderebbe la strada della fusione in un secondo tempo. La fusione, al contrario, dato il suo carattere di irreversibilità viene guardata con maggiore sospetto, soprattutto in uno scenario come quello locale in cui alla proposta di fusione non è associato nessun progetto specifico e nessuno studio di fattibilità concreto. Il fatto che gli attuali Sindaci demandino l'elaborazione del progetto dettagliato alla futura amministrazione del comune unico lascia perplessi i cittadini che restano sconcertati di fronte alla totale assenza di garanzie.

Molti i dati portati a riprova della tesi sostenuta, tra cui i dati ISTAT e ANCI rispetto all'incidenza e le caratteristiche delle unioni e delle fusioni presenti sul territorio nazionale, casi di fusioni rivelatisi poi fallimentari, l'analisi dell'impatto negativo della fusione sulla rappresentatività politica dei cittadini e lo studio di come i costi della politica si ridurrebbero di pochissimo rispetto alla realtà odierna in caso di una fusione a 5 comuni mentre subirebbero un aumento se la fusione coinvolgesse solo alcuni dei 5 comuni.
Portato all'attenzione dei cittadini anche l'appello per la salvaguardia dell'autonomia comunale e del ruoli dei piccoli comuni italiani che la Società dei Territorialisti/e ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per la Coesione Sociale e a tutti i Presidenti di Regione affinché "venga arrestato e invertito il processo di smantellamento e di aggressione della rete istituzionale dei Comuni italiani portato avanti nell'ultimo decennio".

In esso un gruppo di 19 autorevoli docenti universitari italiani (urbanisti, filosofi, storici, geografi, meteorologi, architetti, antropologi, amministrativisti e archeologi), impegnati da decenni nella ricerca relativa alle problematiche identitarie, ai processi di riconversione economica e alla progettazione di istituti di democrazia partecipativa, illustrano i danni sociali, economici e per il territorio che derivano dallo smembramento dei piccoli comuni e chiedono formalmente al sistema politico nel suo insieme di prendere coscienza del capitale territoriale, sociale, culturale ed economico costituito dai Comuni e di abbandonare definitivamente l'infelice ipotesi di scioglimento/accorpamento dei piccoli Comuni".

Il calendario dei prossimi appuntamenti prevede un gazebo informativo ogni domenica mattina e un'assemblea pubblica ogni giovedì sera presso la sala polivalente "il Teatro", più incontri rionali e tematici in via di programmazione. Tutti gli approfondimenti e gli aggiornamenti sulle iniziative organizzate dal Comitato sono reperibili sul sito web presentato ufficialmente durante l'assemblea:www.ficullecambiamenti.altervista.org.

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