politica

Verso il Comune unico dell'alto Orvietano. Il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture Rocco Girlanda saluta positivamente il progetto

sabato 11 gennaio 2014
Verso il Comune unico dell'alto Orvietano. Il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture Rocco Girlanda saluta positivamente il progetto

Il sindaco del Comune di Montegabbione Andrea Ricci è stato ricevuto a Roma presso la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un incontro con il sottosegretario Rocco Girlanda (nella foto). Motivo del colloquio, a cui ha preso parte anche la consigliera del Comune di Montegabbione Rita Roncella, il progetto di fusione dei cinque Comuni dell'alto Orvietano: Fabro, Ficulle, Monteleone d'Orvieto, Parrano e Montegabbione.

"Nel corso dell'incontro - fanno sapere dalla segretaria del Ministero - il sottosegretario Girlanda e il sindaco di Montegabbione Andrea Ricci, si sono confrontati su quelli che sono i progetti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per i piccoli Comuni con particolare riguardo a quelli con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti. Sono territori che da sempre il Ministero - continuano dalla segreteria - tiene in considerazione tanto che nel Decreto del Fare è stato destinato un apposito bando (Progetto 6000 campanili) proprio per questo tipo di tematiche. Durante l'incontro sono state quindi analizzate le prospettive che, tramite anche la Legge di Stabilità, possono essere offerte ai piccoli territori. In questo contesto ben si cala il progetto di fusione dei cinque comuni dell'Alto orvietano che permetterebbe anche un consistente abbattimento della spesa pubblica. Un'ipotesi che il sottosegretario Girlanda ha quindi salutato favorevolmente".

"L'incontro con il sottosegretario Girlanda - ha commentato il primo cittadino Andrea Ricci - è stato molto positivo e sapere che possiamo contare sull'appoggio del Ministero per noi è un motivo in più per andare avanti. L'obiettivo condiviso tra tutti i sindaci coinvolti nel progetto è quello di fare un comune unico per contare di più, per dare alle comunità dei paesi una ragione in più per restare e per dare forza alle economie locali. Non si chiede a nessuno di rinunciare alle proprie storie, alle proprie identità. Si offre, piuttosto, l'occasione a queste storie e a queste identità di tornare protagoniste in un mondo che cambia".

Il progetto ora sta proseguendo a passo spedito e il Comune di Montegabbione ha già messo in agenda due nuove date: sabato 18 gennaio quando si terrà la conferenza partecipativa con le parti sociali. Mentre lunedì 20 gennaio i 5 Consigli Comunali si riuniranno in contemporanea per approvare la delibera con la quale si richiederà alla giunta regionale l'avvio del procedimento di fusione tra le cinque municipalità dell'alto orvietano (Ficulle, Parrano, Monteleone d'Orvieto, Fabro e Montegabbione).

Pubblicato da moro74 il 12 gennaio 2014 alle ore 00:18
Buonasera nella realtà dove risiedo questo progetto è già realtà, dal 1* gennaio infatti 5 comuni della provincia di Bologna si sono fusi dando vita ad un grande comune chiamato valsamoggia c'è stato dietro un lavoro di tre anni per organizzare tutto se avete bisogno di consulenza contattate il nuovo comune
saluti
Pubblicato da Ficullese il 12 gennaio 2014 alle ore 08:30
5 Domande per 5 Sindaci.

Qualcuno ha informato il Sottosegretario che la popolazione è fortemente contraria?
Perché non andate a raccogliere le opinioni dei cittadini per le strade, nei negozi, nei bar?
Come mai questa assenza di informazione verso gli Abitanti che si sono trovati il piatto già servito?
Non era sufficiente unificare i servizi, questa si forte componente di risparmio, e lasciare autonome le Amministrazioni?
Quali garanzie sui servizi esistenti vengono dati ai cittadini dei quattro Comuni limitrofi a Fabro?
Pubblicato da un(ex)montegabbionese il 12 gennaio 2014 alle ore 13:48
Ecco cosa accadrà:Tra 10 anni,con la scusa del taglio delle spese, verranno chiusi tutti gli sportelli decentrati (anagrafe, stato civile ecc...........) che saranno temporaneamente aperti nelle neo frazioni di Montegabbione, ficulle, Parrano e Monteleone .Le scuole chiuderanno molto prima invece,fra 4/5 anni, per essere accorpate nel complesso unico di fabro.Gli uffici postali delle neofrazioni ridurranno gradualmente la loro presenza fino a scomparire del tutto entro il 2018 (trasferito tutto a fabro ci mancherebbe) L'arma dei Carabinieri non avrà alcuna necessità di mantenere le caserme nelle neofrazioni e quindi tutto avrà una sede unica a (indovinate dove????) fabro entro il 2019.Le poche attività commerciali rimaste chiuderanno via via,vuoi per la crisi infinita, vuoi perché questi paesi saranno ridotti nelle condizioni in versa oggi, per esempio, montegiove.Congratulazioni vivissime signori e complimenti per aver cancellato definitivamente dalle carte geografiche i vostri comuni. Siete delle volpi,non c'è che dire..........
Pubblicato da un contribente il 12 gennaio 2014 alle ore 15:58
In Emilia Romagna gli amministratori hanno impiegato ben tre anni di lavoro per dar vita ad un nuovo comune. I nostri bravissimi e solerti amministratori sperano - pur in mancanza a tutt'oggi di una legge regionale ad hoc - di risolvere tutte le problematiche in 3 mesi, in modo di poter far svolgere il referendum al posto delle elezioni amministrative. L'iniziativa di arrivare alla fusione dei 5 comuni è auspicabile e sicuramente condivisibile per le sue prospettive future. Quel che lascia perplessi e sbigottiti è il mistero con il quale è stata gestita dai soliti iniziati tutta la faccenda. La popolazione ne è venuta a conoscenza unicamente attraverso il servizio del TG3. Sorge il sospetto che l'operazione tenda ad assicurare a notori rottamandi incarichi e funzioni politiche con spese a carico dei contribuenti.
Pubblicato da cittadina il 12 gennaio 2014 alle ore 22:27
Ma sono gli stessi politici che hanno ridotto così male l'alto orvietano che adesso dovrebbero "fonderci"?Io a questi signori carta bianca non la darei,senza avere prima elementi chiari e soprattutto certezze,proprio per l'importanza dell'operazione.Poi siamo sicuri che non ci si possa "fondere "con altri comuni ,per esempio Città della Pieve ???Con tutto il rispetto per Fabro,credo che alcuni comuni abbiano maggiore affinità ad esempio, storica ed ecclesiastica ,e non ultimo maggiore preferenza, per il versante perugino,e ciò è abbastanza legittimo.
Pubblicato da Fq2k il 13 gennaio 2014 alle ore 11:40
Mi sembra veramente semplicistico pensare che la fusione dei Comuni sia un elemento in grado di risollevare le sorti di un territorio in crisi in termini di lavoro, risorse, servizi e sviluppo. Il timore è che invece determini proprio l'effetto contrario.
Quali vantaggi porterebbe infatti per uno sviluppo economico? Nessuno. Anzi sarebbe una facilitazione del percorso di impoverimento delle frazioni e dei comuni più piccoli che diventerebbero ancor più periferie. Come verrebbe delineato ad esempio un nuovo piano regolatore? Dove verrebbe favorita l'apertura di nuove attività economiche? In quale modo verrebbero razionalizzati i servizi?
Inoltre quale riduzione dei costi porterebbe? Molti dei servizi sono già integrati; per abbassare i costi forte sarebbe la tentazione di eliminare proprio alcuni servizi o centralizzarli solo su Fabro Scalo. Anche il vantaggio di attingere a maggiori finanziamenti mi sembra effimero: 2x5= 10; 10:5=2. Quando 10 lo distribuisci su un territorio più vasto di 5 Comuni sarà come se ciascun Comune ha preso 2.
Nei proclami molto semplicistici dei sindaci non mi sembra ci siano risposte, progetti attuativi, conti economici sulle razionalizzazioni, ...
Sembra invece che il tutto sia motivato da una ragione prettamente politica del Partito Democratico: le ultime elezioni hanno visto vittorie del PD davvero risicate in vari Comuni di questo territorio e con le prossime elezioni il rischio di perdere il controllo di alcuni di questi Comuni è veramente alto.
Avere un unico Comune faciliterebbe infatti la riconquista del potere in quanto il PD, partito capillare e organizzato ha già strutture e possibilità di avere lista e gestione unica sui 5 Comuni; verrebbero penalizzate invece le liste civiche che nascono dalla buona volontà, dalle competenze e dalla spirito di servizio di cittadini che hanno il solo desiderio di mettersi a disposizione del proprio paese e che troverebbero di certo maggiori difficoltà nell’organizzarsi a livello intercomunale.
Pubblicato da Fq2k il 13 gennaio 2014 alle ore 11:54
"progetto di fusione dei cinque comuni dell'Alto orvietano che permetterebbe anche un consistente abbattimento della spesa pubblica"
Già l'utilizzo del CONDIZIONALE ("PERMETTEREBBE") è significativo. Non è nemmeno certa la riduzione dei costi, pensate se può esserlo con questa ardita mossa la possibilità di sviluppo del territorio.
Il problema vero è che si parte dalla fine, cioè dalla fusione, senza avere analizzato e definito un progetto di accorpamento servizi, un piano strutturato di riduzione costi e soprattutto un piano organico di sviluppo del territorio.
Considerando che i costi degli Amministratori locali sono praticamente NON significativi (vedi gettoni di presenza, ...) l'unica riduzione dei costi possibili è accentrare o eliminare servizi, peggiorando quindi la qualità della vita dei cittadini che si troveranno ad abitare nei centri storici divenuti tutti periferie.
Per non parlare di tutti quelli che già abitano in frazioni, che saranno veramente ai margini di questo vasto territorio.
Pubblicato da Groppone da Ficulle il 13 gennaio 2014 alle ore 13:44
Racconto come sono andate le cose a Ficulle: il PD (e NON l'Amministrazione Comunale) ha organizzato a maggio un suo incontro (http://www.orvietonews.it/eventi/2013/05/19/all-ex-asilo-di-ficulle-ci-fondiamo-34713.html#.UtPefbTeIT4).
Da allora il PD ha portato avanti questo tema; l'Amministrazione non ha indetto incontri pubblici, non ha inviato materiale documentativo alla popolazione, ... tutto è stato fatto in sordina per arrivare a far credere che i ficullesi sono d'accordo.
Ma in realtà non è così: i commenti che si raccolgono in giro per il paese sono molto preoccupati e la maggioranza non è d'accordo.


Pubblicato da damonteleone il 13 gennaio 2014 alle ore 13:47
proposta per il nome: usiamo quello che sarà il centro del nuovo comune
Comune dello Scalo Merci o Comune dell'Autostrada
oppure Fabro Scalo e Dintorni
Pubblicato da damonteleone2 il 13 gennaio 2014 alle ore 14:53

Si consoli Groppone da Ficulle:a Monteleone abbiamo appreso la notiza tramite TG3 la scorsa settimana!Ma forse non tutti sanno che la nostra Amministrazione,strada facendo,ha avuto tre dimissionari dal gruppo di maggioranza,la vicesindaco è scomparsa, il presidente del consiglio comunale è in sciopero bianco,di fatto non è più presente. Insomma in un caos totale,quel che resta sta lavorando...per noi cittadini! ma come facciamo a fidarci di questi politici,il PD si rende conto?Noi vorremmo trattare il progetto con un pò di calma,ma soprattutto con altre teste.

Pubblicato da s il 13 gennaio 2014 alle ore 15:12
Torre di (sul) Chiani......prima aggiustate il ponte altrimenti la torre casca!!!
Pubblicato da Futuro vecchio per l'alto orvietano. il 13 gennaio 2014 alle ore 21:57
Come è possibile pensare,che i signori del PD , che hanno fatto si che l'Umbria diventasse la regione più meridionale di quelle centrali,possano prendere un'iniziativa che vada in favore dei cittadini alto orvietani. E' semplicemente un escamotage,per mantenere il controllo di questo territorio,visti i rischi che possono correre,andando alle elezioni,per ogni singolo comune.

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