politica

Contrasti tra Pd e Prc, si dimette il vicesindaco di Montegabbione Isabella Marchino

sabato 11 gennaio 2014
di Francesco Filippi, segretario circolo Prc Alto Orvietano
Contrasti tra Pd e Prc, si dimette il vicesindaco di Montegabbione Isabella Marchino

Isabella Marchino, vicesindaco di Rifondazione Comunista del Comune di Montegabbione, ha rassegnato le dimissioni da Assessore e conseguentemente da Vice Sindaco per motivi di merito e di metodo con riferimento al mancato confronto e condivisione delle scelte. Scelta sofferta dopo un percorso come amministratrice del Comune di Montegabbione, durato 19 anni, che ha visto il riconoscimento della qualità e quantità del lavoro svolto non solo da parte dei cittadini del Comune, maturando per capacità e non per accordi politici, un posto nel Tavolo regionale della programmazione della rete scolastica, e un posto come membro della Commissione nazionale ANCI, vista l'attività in difesa delle scuole di montagna, tanto da diventarne punto di riferimento a livello regionale e nazionale.

L'unico a non riconoscerne i meriti pare sia il Sindaco che ha scelto di esercitare le deleghe del nostro Assessore senza confronto e consultazione, ma comunicando le scelte dopo che queste erano state già effettuate e per nulla condivise. Tale scelta è maturata dopo un lungo periodo di riflessione e valutazione sull'efficacia delle politiche messe in campo dal Sindaco del Comune di Montegabbione e sul grado di partecipazione dei cittadini e delle forze politiche ai processi decisionali.

In un contesto difficile per gli Enti Locali prodotto dalla crisi internazionale e dalle difficoltà di governo e dalle scelte punitive per i Comuni messe in campo negli ultimi anni, abbiamo comunque tenuto fede all'obbligo di maggioranza e al mandato degli elettori impegnandoci fino all'ultimo per il rilancio economico e sociale del nostro territorio, ma le scelte operate dal Sindaco non ci convincono più nel merito e nel metodo.

Urbanistica, politiche del lavoro, tassazione, sociale, dismissione del patrimonio: si poteva fare di più e meglio, mentre si è scelto di non discutere e di non cercare contributi accentrando i processi decisionali. Non siamo più disponibili ad appoggiare questo progetto: ci dica il PD cosa ne pensa, se condivide queste scelte, in quanto su questa prima considerazione poggia la saldezza del centrosinistra a Montegabbione.

Già prima delle dimissioni dell'Assessore avevamo chiesto un incontro al PD per parlare delle prossime elezioni, per discutere delle scelte in atto, incontro che dopo vari rimandi ci è stato concesso in data 8 gennaio e a fronte del quale c'è stato un ulteriore rimando sulle scelte da intraprendere. Non siamo disponibili a continuare a rimandare scelte e decisioni in vista della prossima imminente campagna elettorale. Vogliamo capire quale è la volontà de PD di Montegabbione, ovvero se proseguire con politiche siffatte in assenza di confronto; non è nostra intenzione rompere l'alleanza di centrosinistra, bensì rilanciarla dal punto di vista politico e programmatico.

Per questo non abbiamo timore a rinunciare a postazioni e incarichi: vogliamo evitare incomprensioni fra amministrazione e cittadini, rilanciare il dialogo, saranno poi gli stessi cittadini a scegliere i propri rappresentanti. Reputiamo in questo clima particolarmente grave che a fronte della richiesta della sala "Unità d'Italia" per svolgere il IX Congresso di Rifondazione Comunista, ci sia stato diniego, aggravato dal fatto che, a fronte di esplicita richiesta scritta sui motivi, il Sindaco ha ritenuto opportuno non dare alcuna comunicazione. Ricordiamo che i Partiti non sono associazioni a delinquere come la vulgata odierna porterebbe a supporre o almeno non tutti, e che la democrazia italiana si espleta attraverso i partiti, come scritto nella Costituzione della Repubblica.

Non possiamo tollerare che decisioni importanti sulla vendita del patrimonio mobiliare e immobiliare del Comune passino come inevitabili, senza attenta e ponderata analisi e discussione nelle sedi istituzionali e politiche al fine di arrivare ad una decisione il più collegiale possibile, anche alla luce delle politiche di austerità messe in campo a livello nazionale, che portano all'abbandono delle popolazioni che vivono nei territori più fragili, anche a fronte della disoccupazione generata dalla crisi. Il rilancio dei territori marginali per il nostro Partito non passa certo attraverso politiche di dismissione.

Sempre a titolo di esempio crediamo inoltre che un Piano Regolatore, benché valido nell'impianto, vada discusso fra le forze politiche, prima dell'adozione del Piano, come annunciato in Consiglio e poi non mantenuto. La fase ci obbliga a pensare al futuro in termini di sviluppo, ma abbiamo più che mai necessità di rispondere alle difficoltà quotidiane dei cittadini: la manutenzione del quotidiano deve oggi essere preponderante nelle attenzioni degli Enti di prossimità con in testa traguardi ambiziosi, ma senza impegnare eccessivamente i bilanci in opere faraoniche che poco produrrebbero in termini di occupazione e sviluppo.

Pensiamo quindi che sia concluso il nostro percorso interno alla Giunta di questo Comune, ma non sia finita l'esperienza di centrosinistra a Montegabbione. Abbiamo bisogno di recuperare quanto di buono fatto finora e di sterzare rispetto alle scelte dell'ultimo periodo; sempre disponibili al confronto, pensiamo che si debba ripartire da premesse fondamentali, oggi disattese: più partecipazione e politiche che parlino in prima battuta ai soggetti che maggiormente subiscono gli effetti continuativi della crisi economica, nell'auspicio che ciò divenga agenda politica, estesa dal nostro Comune a tutto il Territorio dell'Alto Orvietano.

Pubblicato da montegabbionese il 13 gennaio 2014 alle ore 11:56
Bravissima! Atto di coraggio che testimonia come sono prese le decisioni senza confronto, quali quella della fusione dei comuni. Assurda se fatta in questi termini.

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