politica

Opere pubbliche: al via in Regione l'anagrafe delle opere incompiute o non completate

domenica 11 agosto 2013
Opere pubbliche: al via in Regione l'anagrafe delle opere incompiute o non completate

Ha preso il via il primo agosto e terminerà il 15 settembre la rilevazione avviata dalla Giunta regionale dell'Umbria delle opere incompiute e  non completate sul territorio regionale: è quanto comunica l'assessore regionale alle Opere pubbliche, Stefano Vinti, specificando che "si definisce 'opera pubblica incompiuta' quella i cui lavori sono iniziati ma non completati per varie cause, come mancanza di fondi, per sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge, fallimento, liquidazione coatta e concordato preventivo dell'impresa appaltatrice, risoluzione del contratto o recesso in seguito alle vigenti disposizioni in materia di antimafia, mancato interesse al completamento da parte dei soggetti coinvolti nella realizzazione dell'opera. Mentre - continua l'assessore - per 'opera non completata' si intende un'opera non fruibile dalla collettività se i lavori di realizzazione avviati risultano interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l'ultimazione, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi, o se i lavori di realizzazione, ultimati, non sono stati collaudati nel termine previsto in quanto l'opera non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo, come accertato nel corso delle operazioni di collaudo".

L'assessore Vinti ha quindi reso noto che la rilevazione delle opere incompiute in Umbria è affidata all'Osservatorio regionale dei contratti che, dal 1 Agosto 2013, ha attivato sul sito http://pubblicazionebandi.regione.umbria.it l'applicativo per la comunicazione obbligatoria dell'elenco-anagrafe delle opere incompiute di interesse regionale da parte degli enti aggiudicatori o altri soggetti, comprese quelle opere facenti capo alle strutture dagli vigilate dagli stessi. Il termine per la consegna dell'elenco, stabilito dal Ministero per il 23 luglio, è stato prorogato dalla Giunta regionale di ulteriori 54 giorni, quindi l'invio dell'elenco dovrà avvenire mediante il sito sopra menzionato non oltre il 15 settembre, previa approvazione dell'elenco stesso con atto proprio dell'Ente. La comunicazione dovrà essere effettuata anche se l'ente non individua al suo interno alcuna opere incompiuta. Per informazioni è possibile rivolgersi all'Osservatorio regionale dei contratti della Regione Umbria. 

Tutte le informazioni, i documenti e i contatti sono reperibili sui seguenti siti:
www.operepubbliche.regione.umbria.it 
www.osservatoriocontratti.regione.umbria.it 
http://pubblicazionebandi.regione.umbria.it

L'assessore Vinti pur apprezzando "l'attenzione riservata dal Governo a una delle grandi piaghe del paese, con la messa a regime dell'intero sistema di rilevazione dell'incompiuto sul territorio nazionale", ha sollecitato "ad andare oltre": "In Italia sono registrate almeno 360 opere incompiute, di cui la gran parte nel Centro-Sud e risalenti perlopiù tra la fine degli anni ‘60 e gli anni ‘80. Qualcuno l'ha già definito 'il più importante stile architettonico italiano del dopoguerra'. Secondo quanto denuncia la Corte dei Conti, queste opere rappresentano un gravissimo spreco di risorse pubbliche e la testimonianza più eloquente dell'inefficienza dell'amministrazione centrale e periferica".

"Le cause - aggiunge Vinti - sono da ricercare, sempre secondo i magistrati contabili, nella carenza di programmazione, eccessiva frammentazione dei centri decisionali, complessità delle procedure amministrative, inadeguatezza della progettazione, dilatazione dei tempi di esecuzione imputabile sia alle amministrazioni committenti che alle imprese esecutrici, alla carenze e inadeguatezze dei controlli tecnici e amministrativi. A tutto ciò si aggiunge, ma non ultima d'importanza, la drastica riduzione degli investimenti. Per tornare al livello locale, l'ultimo sblocco delle risorse per la Quadrilatero, per esempio, non sono che una goccia nel mare". Concludendo Vinti evidenzia: "Ma come può ripartire l'economia, come si può uscire dalla crisi se non con nuovi importanti investimenti? Bene quindi, partire dall'incompiuto, ma allo spesso tempo, ci si adoperi per la necessaria inversione di rotta, a partire dal sostegno a quella che potrebbe diventare la prima moderna grande opera italiana, un'opera immateriale' la diffusione della Banda Larga, come volano di uno sviluppo sostenibile". 

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