Lettera di Maurizio Romiti al sindaco Antonio Concina
Speriamo che l'esempio di gestione della cosa pubblica che tu stai dando, senza un esasperato riferimento a colori politici, rappresenti anche per il futuro un esempio da seguire nell'interesse della città e della cittadinanza. Orvieto è una città bella e importante: merita grande attenzione da parte di tutti quelli che se ne occupano e deve essere messa nella condizione di attrarre sempre più l'attenzione del mondo, facendo convergere su di lei le attenzioni di chi si occupa di arte, di storia antica, di cultura o anche soltanto è alla ricerca di una oasi di pace. Per questo bisogna dedicarle tanto tempo. Molto più tempo di quanto io non sia mai riuscito a dare e di quanto possa fare in questo momento in cui l'incidente di mia moglie mi porta a fare ‘gli straordinari' per stare al suo fianco, ma soprattutto mi rende difficili spostamenti e assenze. All'inizio, nel 2009, mi hai convinto a fare una scommessa sulla possibilità di svolgere i compiti di Assessore anche da Milano, con limitate presenze orvietane. In realtà la situazione è assai diversa, sia perché la realtà orvietana si è rivelata molto più complessa di quanto avrei mai potuto immaginare sia perché gli incarichi vanno svolti bene e quindi si deve essere presenti, e tu sai che io sono un pignolo che ama fare bene le cose cui si dedica. Credo quindi sia giunto il momento di chiederti di esonerarmi dal proseguire questa mia attività di Assessore presso il Comune di Orvieto.
Ho usato questa formula, che non è proprio quella abituale per una lettera di dimissioni solo perché vi sono una serie di precisazioni che devono essere fatte:
- l'affetto, la stima e l'amicizia nei tuoi confronti non mi permetterebbero mai di lasciarti solo se tu avessi bisogno di supporto;
- la gratitudine verso di te perché mi hai permesso di fare una importante esperienza di amministratore pubblico, esperienza che pur essendo arrivato a 60 anni non avevo mai fatto prima;
- il piacere di stare ad Orvieto che tu mi hai insegnato, lasciandomi comunque la voglia di continuare a frequentare la città;
- la possibilità che mi hai dato di conoscere e lavorare di fianco a tante persone interessanti e soprattutto con ideali forti e chiari.
Per tutte queste motivazioni, ti prego di continuare a considerarmi a tua disposizione per aiutarti a immaginare e impostare azioni di sviluppo della economia del territorio, assisterti nelle questioni finanziarie, darti supporto per la definitiva sistemazione del bilancio comunale, aiutarti ad individuare gli strumenti idonei per la valorizzazione del patrimonio - immobiliare e non - della Città e per qualsivoglia altra idea tu abbia o per la quale pensi che io potrei esserti utile.
Quindi, lasciami smettere di fare l'Assessore, ma chiamami tutte le volte che vorrai e che riterrai che io ti possa dare un contributo.
Scrivo solo a te questa lettera per ovvie ragioni, ma lascio a te di decidere se, come, quando e dove renderla pubblica o nota ad alcuni. Ti prego di estendere a tutti i colleghi della Giunta il mio ringraziamento e il mio saluto più caro, pregandoli di ritenere anche loro che si tratta solo di un arrivederci.
Mi auguro di sentirvi ancora spesso e di potervi anche in futuro essere utile.
Con affetto, stima e gratitudine.
Maurizio Romiti
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