politica

La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha chiesto al Governo il riconoscimento dello stato emergenza

giovedì 15 novembre 2012
La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha chiesto al Governo il riconoscimento dello stato emergenza

La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha formalizzato la richiesta al Governo di riconoscimento dello "stato di emergenza" per i territori regionali maggiormente colpiti dagli eventi alluvionali.

In una lettera inviata al presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, la presidente Marini scrive che "le consistenti e copiosissime precipitazioni verificatesi nei giorni 11, 12 e 13 novembre 2012 in gran parte dell'Umbria e le conseguenti frane ed esondazioni di fiumi e corsi d'acqua, hanno duramente colpito le infrastrutture viarie, pregiudicandone la viabilità, gli edifici privati, con una parte dei cittadini fuori dalle proprie abitazioni, nonché numerose attività produttive, commerciali, artigianali, industriali e agricole, oltre a compromettere gravemente l'efficienza del reticolo idrografico e delle connesse opere idrauliche". Un riconoscimento dello "stato di emergenza" che si rende necessario per il fatto che, scrive la presidente, "non sussiste la possibilità di superare l'emergenza mediante mezzi e poteri ordinari".

"Ritengo positivo - afferma la presidente della Regione - che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati abbia già approvato un emendamento che stanzia delle prime risorse destinate ai territori colpiti dalle alluvioni, per far fronte alla gestione dell'emergenza. Seguo inoltre con particolare attenzione le dichiarazioni del sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Giampaolo D'Andrea, sia in merito alla necessità di un provvedimento legislativo specifico, consapevoli che non si può intervenire in una situazione così rilevante di danni al complesso delle infrastrutture pubbliche, a tutte le attività produttive, con strumenti di tipo ordinario".

"Voglio altresì ribadire - sostiene la presidente - che occorre comunque un quadro normativo e finanziario di livello nazionale in grado di garantire tre ambiti di intervento: quello relativo alle imprese agricole interessate dagli eventi alluvionali in un territorio molto esteso che riguarda il territorio regionale da nord a sud; il settore delle attività economiche e produttive sia industriali che artigianali e l'ambito istituzionale per ciò che riguarda i danni ai beni e strutture pubbliche".

In questo senso, "auspico che Governo e Parlamento traducano in provvedimenti legislativi quanto annunciato dal sottosegretario D'Andrea, e che le competenze per la gestione degli interventi in una fase molto complessa vengano messe in capo alle Regioni".

"Auspico che Governo e Parlamento, nel definire una specifica norma di legge - afferma la presidente Marini - non si limitino al pur indispensabile intervento finanziario, ma consentano anche l'accelerazione per la realizzazione di quelle opere a difesa dei centri abitati a rischio e di tutela del sistema idraulico e idrogeologico del territorio, anche attraverso una semplificazione normativa. Così come accanto alla certezza delle risorse finanziarie, sarebbe importante che tali risorse vengano svincolate dal Patto di stabilità. Occorre, inoltre - conclude la presidente della Regione Umbria -, che i provvedimenti statali garantiscano la possibilità di adeguati interventi sul versante del sistema economico nel suo complesso, fortemente danneggiato, al fine di consentirne una rapida ripresa".

Pubblicato da Valentino Graziani il 15 novembre 2012 alle ore 21:13
Vorrei portare all'attenzione dei nostri politici e dei cittadini una questione, a mio avviso di notevole rilevanza. Ogni anno a febbraio ci giunge puntuale un bollettino che ricorda il pagamento della tassa del consorzio di bonifica della Val di Chiana Romana e Val di Paglia. Io per curiosità sono andato a vedere su internet. Non appena si entra nel sito del Consorzio, appare uno slide di fotografie con le opere realizzate: piccole dighe, briglie, opere varie di sistemazione idraulico-forestale. Ma io mi chiedo: questi soldi che si versano non dovrebbero servire per la realizzazione di opere per il consolidamento di argini, opere per la ripulitura degli alvei fluviali, opere per la messa in sicurezza da eventuali situazioni dovute a criticità ambientali. CONSORZIO DI BONIFICA DELLA VAL DI CHIANA ROMANA E VAL DI PAGLIA?....... VAL DI PAGLIA? BOH!
Pubblicato da raffaele il 15 novembre 2012 alle ore 23:23
ci dobbiamo rifiutare tutti di continuare a pagare questa tassa ingiusta. facciamoci sentire come fanno i ternani.
Pubblicato da giulia barattolo il 15 novembre 2012 alle ore 23:25
Tra i danni causati dall'alluvione c'è anche la rottura dell'impianto di riscaldamento all'ex istituto geometri che ospita la scuola media. Certo, di fronte ai danni spaventosi subiti dalle imprese, attività commerciali, atigianali e agricole e anche da molte abitazioni, questa è piccola cosa. Per ora alunni, docenti e personale Ata lavorano al freddo, confidando nel sole che il Padreterno in questi giorni sta concedendo e si consolano pensando a chi sta peggio di loro.
Pubblicato da Davide Orsini il 16 novembre 2012 alle ore 09:07
Grazie Valentino per aver sollevato un problema su cui si dovra` discutere, rispetto a cio` che e` stato fatto in passato, la ragion d'essere di tale ente, e la sua consistenza. Appena finiamo di mettere a posto, cominciamo a parlare di TUTTO. Credo che l'iniziativa di Manglaviti e di Italia Nostra vada allargata e sostenuta. E` chiaro che parlare di tutto quanto accaduto e` assolutamente necessario per capire cosa fare da ora in poi.
Pubblicato da Valentino graziani il 16 novembre 2012 alle ore 13:42
Prego Davide. Di questa tassa iniqua ne parlavamo ieri al mulino mentre si macinavano le olive. A sollevare il problema è stato un signore di Bagnoregio che ha detto: ma che cosa la pagate a fare la tassa della Val di Chiana? Ed io gli ho risposto che la sua domanda è stata la cosa più intelligente che ho sentito in questi anni!
Un orpello inutile che grava sulle già tartassate famiglie di Orvieto e paesi limitrofi!
Pubblicato da roberta il 16 novembre 2012 alle ore 17:58
Concordo pienamente con Valentino. E' nota la vicenda di cittadini che hanno vinto cause contro il Consorzio del Tevere-Nera...forse è il caso di iniziare parlarne! La tassa della Val di Chiana viene pagata da tutti indistintamente da dove si possiede una casa o un terreno: che si trovi a ridosso del Paglia o su un bel poggio lontano da fossi, bisogna pagare!! Vorrei tanto sapere se i soldi servono per realizzare giardini, campetti per il ristoro o per la manutenzione dei fiumi e dei fossi!?!?!
Pubblicato da casavecchia eraldo il 16 novembre 2012 alle ore 19:26
L'ottimizzazione delle risorse passa anche attraverso una progettualità che può essere proposta anche da un cittadino che paga la tassa per " lo scolo Chiani " come si dice a Monteleone , siamo invece portati a pagare e zitti , tanto ci pensano altri , tanto non ci possiamo fare niente. Non deve più essere così , la coscienza dei cittadini sta cambiando repentinamente e la società tutta vuole più partecipazione e più consultazione. Facciamo una buona volta ruggire il coniglio che è dentro di noi.
Pubblicato da Girolamo Misciattelli Bernardini il 16 novembre 2012 alle ore 22:08
Sono assolutamente disponibile a partecipare ad una iniziativa volta a non pagare una tassa totalmente inutile, o meglio, utile a pagare stipendi dell'ennesimo carrozzone. Solo mi chiedo, c'e' proprio bisogno di eventi cosi tragici per scoprirci menti pensanti e non sudditi silenti?
Cordiali saluti.

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