politica

Riforma endoregionale. Marco Conticelli: "presenti grandissimi limiti"

giovedì 20 settembre 2012
di Marco Conticelli - V. Sindaco Comune di Porano

Credo che la discussione politica sulla riforma endoregionale, unitamente al dibattito sul riordino delle province, presenti grandissimi limiti.

Soprattutto nel merito.

In nome di operazioni volte alla riduzione delle spese e volute essenzialmente per ricollocare il personale delle Comunità Montane, si corre il rischio di creare una miriade di organismi (e dire che tutto era cominciato per abbattere i famosi e numerosi "carrozzoni"!) che otterranno il solo risultato di operare una decisa frammentazione delle risorse, una confusione generale e rinnovate difficoltà, come se quelle attuali non bastassero, nel modo di gestire in particolare i Comuni con un depotenziamento del ruolo dei Sindaci e, soprattutto, un effetto a mio avviso devastante sui cittadini nell'erogazione dei servizi.

Una provincia, due province, due Asl, la soppressione degli ATO e la nascita delle Unioni Speciali dei Comuni, l'Agenzia della Forestazione, i Consorzi di Bonifica, le politiche di area vasta, le funzioni fondamentali, le funzioni proprie e quant'altro......

Tutti a rivendicare il proprio diritto di restare in vita, il proprio essere "necessari" per i rispettivi territori.

Tutti a motivare ed a ricercare alleanze, anche quelle che fino a poco tempo fa erano storicamente improponibili, il tutto in nome di un campanilismo estremo dal quale tutti rifuggono ma nel quale tutti ricadono.

Funzioni che rischiano di essere gestite contemporaneamente da più enti.

Dovreste assistere alle riunioni politico-istituzionali su questi temi: secondo me nessuno di noi amministratori "c'ha capito niente", non perché tutti brocchi, ma perché c'è una finta volontà di cambiare e, soprattutto, c'è una normativa che consente a tutti di dire tutto ed il suo contrario.

Riduzione delle risorse: fino ad oggi, chi sta sperimentando forme di gestione associata, non credo possa dire di risparmiare, anzi, i Comuni che possono conferire nelle associazioni minori risorse umane si trovano a pagare anche quelle degli altri Comuni con più personale. Spesso i territori dei Comuni associati non sono affatto confinanti e ciò comporta un aggravio di spese sugli spostamenti e sui pattugliamenti se parliamo in particolare di forme associate di Polizia Municipale.
E parliamo di gestioni associate obbligatorie per Legge.

Gestione dei Comuni: nessun Comune o quasi si trova più nella condizione di fare mutui grazie ai pesanti limiti imposti, i bandi dei progetti comunitari, nazionali e regionali prevedono sempre sostanziose quote di cofinanziamento. Se vinci un bando, a volte devi rinunciarci perché non hai soldi per cofinanziare.
Il Governo Monti dà una netta sforbiciata ai trasferimenti erariali e dice ai Comuni di recuperare chiedendo alle famiglie ancora più soldi (IMU).

A breve pagheremo più di immondizia (Tarsu) che per mandare un figlio all'Università.
Con le future Unioni Speciali dei Comuni, il Sindaco diventerà un "automa" perdendo gran parte della possibilità di programmazione politica nel proprio territorio. Con le future Unioni Speciali dei Comuni avremo Comuni con più personale, quello delle disciolte Comunità Montane, che graverà pesantemente sui bilanci comunali. Nonostante la Legge Regionale assicuri contributi economici per le forme associate, in realtà tutti sanno che "il regalo", se ci sarà, purtroppo avrà vita breve.

Servizi ai cittadini: una gestione attenta del proprio territorio tende ad assicurare soprattutto i servizi fondamentali. Un bravo Sindaco è in grado di fare delle scelte determinando le priorità che sono sempre quelle tese al raggiungimento del benessere degli amministrati. Avere un asilo nido è un motivo di soddisfazione per un piccolo Comune perché risponde ai bisogni dei bambini e delle famiglie; riuscire ancora a gestire impianti e strutture socio-culturali e sportive è di fondamentale importanza per i cittadini. Non sappiamo fino a quando ciò sarà ancora sostenibile.

I servizi futuri inquadrati in gestioni associate di area vasta nelle previste forme convenzionali rischiano seriamente di disperdere queste prerogative. Una riforma che trova grandi limiti, a mio avviso, anche nella forma perché vissuta unicamente su un livello istituzionale senza essere stata portata alla gente e tra la gente.

Pochissimi cittadini la conoscono, pochissimi comprendono che l'attuazione nelle forme previste (che non si sa ancora quali siano) comporterà una sostanziale modifica anche dell'essere cittadino.

Lavoriamo dunque come Amministratori (la A maiuscola non è a caso), sulla strada tracciata e obbligata dalla riforma endoregionale, alla realizzazione di un progetto di cambiamento che tenga sempre al centro il cittadino anche in una prospettiva di sacrifici e di inevitabili rinunce.

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