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"Orvieto Bene Comune" la denominazione dell'intergruppo che nascerà in Provincia di Terni

martedì 17 luglio 2012 15:16
"Orvieto Bene Comune" la denominazione dell'intergruppo che nascerà in Provincia di Terni

Nella seduta "aperta" delle Assemblea elettive del Comune di Orvieto e della Provincia di Terni sul tema della soppressione del Tribunale di Orvieto, i consiglieri Andrea Sacripanti (PdL), Giorgio Santelli (Idv), Stefano Garillo (Pd), Francesco Tiberi (PdL) e Daniele Longaroni (Pd) hanno annunciato e formalizzato ai vertici della Giunta e del Consiglio Provinciale la formazione dell'intergruppo denominato "Orvieto Bene Comune".

"Con la chiusura del Tribunale di Orvieto - sostengono i quattro consiglieri - il comprensorio orvietano si trova a vivere un ennesimo svuotamento delle istituzioni presenti sul suo territorio. Con la finanziaria di due anni fa si è provveduto a cancellare la presenza del Circondario dell'Orvietano che, nel tempo, ha rappresentato una importante occasione di confronto e di stimolo tra i sindaci del territorio e la Provincia di Terni. Ad oggi risulta inevasa da parte del Consiglio Provinciale la richiesta già da tempo presentata da parte dei sottoscritti, di creare una commissione per il decentramento che, oggi, a seguito dell'ipotesi di chiusura della Provincia di Terni resta addirittura superata. Siamo consapevoli di poter dare un maggiore contributo rispetto a quanto di positivo è stato già fatto in questi anni dalla Provincia di Terni, ma constatiamo che la marginalità in cui il territorio orvietano è stato relegato è frutto di scelte insensate perpetrate a livello nazionale e regionale. I consiglieri eletti nell'orvietano non vogliono tuttavia fare a meno di mettere tutto il loro impegno nel valorizzare il territorio di riferimento e superare in modo unitario quelle azioni provenienti dai livelli istituzionali superiori regionali e nazionali".

Per tali ragioni i consiglieri provinciali Sacripanti, Santelli, Grillo, Tiberi e Longaroni chiedono che "si arrivi ad una modifica urgente dello statuto e del regolamento consiliari al fine di permettere l'esistenza di intergruppi e di arrivare alla definizione dell'intergruppo denominati 'Orvieto Bene Comune'. In attesa delle modifiche richieste, i consiglieri creano autonomamente tale intergruppo che, seppure non riconosciuto dal Consiglio per assenza di normativa, si propone di lavorare in modo unitario".

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"L'intergruppo - concludono - si pone gli obiettivi di rappresentare le esigenze del territorio e di valutare il proprio atteggiamento nei confronti delle decisioni prese dal Consiglio e dalla Giunta in merito alle questioni che interessano l'Orvietano. Tutto ciò nella piena consapevolezza di voler rappresentare istanze superiori agli interessi di parte dei propri gruppi di appartenenza".

Pubblicato da silvio manglaviti il 18 luglio 2012 alle ore 12:10
" ... constatiamo che la marginalità in cui il territorio orvietano è stato relegato è frutto di scelte insensate perpetrate a livello nazionale e regionale. I consiglieri eletti nell'orvietano non vogliono tuttavia fare a meno di mettere tutto il loro impegno nel valorizzare il territorio di riferimento e superare in modo unitario quelle azioni provenienti dai livelli istituzionali superiori regionali e nazionali ... si arrivi ad una modifica urgente dello statuto e del regolamento consiliari al fine di permettere l'esistenza di intergruppi e di arrivare alla definizione dell'intergruppo denominati 'Orvieto Bene Comune'. In attesa delle modifiche richieste, i consiglieri creano autonomamente tale intergruppo che, seppure non riconosciuto dal Consiglio per assenza di normativa, si propone di lavorare in modo unitario".
"L'intergruppo - concludono - si pone gli obiettivi di rappresentare le esigenze del territorio e di valutare il proprio atteggiamento nei confronti delle decisioni prese dal Consiglio e dalla Giunta in merito alle questioni che interessano l'Orvietano. Tutto ciò nella piena consapevolezza di voler rappresentare istanze superiori agli interessi di parte dei propri gruppi di appartenenza".

Accolgo con estrema soddisfazione l'impegno dei Nostri Consiglieri, nella speranza che non si tratti di un "Arrivano i nostri" in una disastrata Orvieto/Little Big Horn: a sfacelo ormai compiuto, cioè. Quale cittadino orvietano, mi auspico - anche nella veste di 'inventore' e propositore del Comitato Civico "Orvieto Città del Corpus Domini" per il Santuario Orvietano - che non sia troppo tardi. Sono anni che 'racconto' - divulgando e documentando il più possibile le fonti storiche e scientifiche al riguardo - della marginalità a cui Orvieto è stata consapevolmente condannata in pluridecennali trascorsi istituzionali, provinciale e regionale, con la significativa determinante connivenza di poteri e rappresentanti locali: l'operazione "Disinnescare Orvieto", iniziò con l'avvento dei napoleonici che ne disgregarono il territorio afferente (derivante dall'antico contado), spargendone le frattaglie tra diverse realtà amministrative, innestando il vibrione di una confusione territoriale che porterà allo scardinamento definitivo della Provincia orvietana (recuperata nella Restaurazione) con l'annessione a quella umbra fresca fresca di costituzione nel 1860. Disinnescare Orvieto è stato il disegno perpetrato fino ad oggi in seno all'arido autoreferenziale "cuore verde d'Italia". Fatto salvo il periodo di mungitura e spremitura della Legge Speciale per la Rupe. Amici Consiglieri, comunque il Vostro impegno, seppur arduo ed utopistico (... e so bene di cosa parlo!), sia benvenuto e benedetto: non dimenticate che Orvieto da fastidio e fa paura, per le risorse e le ricchezze che le derivano da Storia e vestigia. Ma chi ce l'ha un Duomo così? Quale luogo al mondo contempla tante opzioni culturali - ambiente, paesaggio, urbanistica, architettura, eventi - che non sappia proficuamente investire e fruirne? Detto questo, tuttavia, bandendo piagnistei e capricci, cavalcando tigri e prendendo tori per le corna, fuor di complessi persecutori e velleitarie millanterie, apprezzo il Vostro approccio critico propositivo e - guascone di fronda culturale quale sono - da promotore della Cultura Orvietana della prima ora, consentitemi di rivendicare - me ed il Comitato - detti impegno ed approccio, plaudendo alla Vostra iniziativa che fa quadrato e sostiene l'opportunità di rinascita che il biennio giubilare alle porte ci sta offrendo. Ultima spiaggia. silvio manglaviti per il Comitato Civico "Orvieto Città Santuario del Corpus Domini”.
Pubblicato da stefano moretti il 18 luglio 2012 alle ore 18:01
Cosi' facendo arriveremo agli intergruppi di Narni bene comune,Amelia bene comune,Sangemini-Acquasparta bene comune e cosi'via, in attesa di essere accorpati a Perugia dove troveremo Foligno bene comune, Spoleto bene comune, Assisi bene comune, Gubbio bene comune,Citta' di Castello bene comune, Norcia e Cascia bene comune et similia:veramente dilettanti allo sbaraglio.
Pubblicato da silvio manglaviti il 19 luglio 2012 alle ore 09:34
Francamente non comprendo alcune perplessità riferite alla proposta di fondare un intergruppo da parte dei Consiglieri "orvietani". Soprattutto in questo dato momento storico, ogni tentativo di recuperare la propria Coscienza Locale può rappresentare un'ancora di salvezza nel maremoto massificante del globalismo fallimentare. E' un'interpretazione, quantomeno. Perché denigrarla diffamandola di dilettantismo? Poi, che ci sarebbe di male nel "dilettarsi" a ricercare qualche spiraglio, qualche possibile soluzione ad una certa (perché si sa che ormai accadrà, resta solo da capire il 'quando': che potrebbe essere anche oggi stesso!) fine, conclusione, esaurimento della visione fin qui espressa del mondo occidentale e globalizzato? Inoltre, che sia Terni, che sia Perugia, l'accorpamento è un retaggio ormai storico. Ai danni di Orvieto ebbe inizio nel 1860 con l'annessione alla Provincia dell'Umbria, insieme a Perugia, che poi fece "tutto mio". Non andò meglio nel Ventennio fascista quando fummo accorpati a Terni, con cui per tremila anni nulla si aveva mai avuto a che fare: geograficamente, storicamente e culturalmente. A mio modesto ed insignificante parere (da 'pòro' insegnante di livello universitario), lo scenario prossimo futuro che sta pian pianino palesandosi, spinge proprio nella direzione delle interazioni territoriali fra enti locali (comuni, province e regioni). Tali interazioni saranno vieppiù solide ed efficaci se rispecchieranno le naturali vocazioni di quei territori, che, come nel caso 'sciagurato' orvietano, sono spalmate su aree al momento sparpagliate, divise, quindi "anemizzate". Ritengo pertanto, e ribadisco, che l'iniziativa dei nostri Consiglieri vada invece apprezzata e sostenuta, anche attraverso apporti critici, ma che siano costruttivi e propositivi, no canzonatori o, peggio, delatori. Orvieto è per storia e tradizione un ponte naturale tra Umbria e Tuscia e può costituire (ergendosi, perché tanto le compete e così è se non altro geomorfologicamente in quanto isola rupestre) modello sperimentale e laboratorio culturale per un domani "GLOCAL", intermodale ed interamministrativo: ... sarà soltanto un tentativo, ma provare a restituire ad Orvieto la propria dignità territoriale (che deriva dalla propria identità culturale geograficastorica), renderebbe più insensate se non ridicole, poiché prive di fondamento logico, certe politiche di disfacimento alla "'ndo cojo cojo", tuttora in voga. silvio manglaviti
Pubblicato da Davide Orsini il 19 luglio 2012 alle ore 16:39

Caro Manglaviti, mi scusi, mi sono trattenuto troppe volte dopo aver letto i suoi interventi sulla storia del territorio orvietano che continuano a perpetrare la solita litania secondo cui Orvieto sarebbe lo scrigno prezioso che racchiude tutte le meraviglie del mondo. Ma non si rende conto che di posti altrettanto ricchi e suggestivi come Orvieto ce ne sono a bizzeffe. Piuttosto bisognerebbe ingegnarsi per far si che Orvieto, con una oculata politica di valorizzazione del territorio (quello che abbiamo adesso, in Umbria, non quello di quando Orvieto arrivava ad Orbetello) riesca ad emergere ed a farsi conoscere vincendo la concorrenza di altri territori, rendendosi appetibile non solo per le vestigia ed il Duomo, visitabili in mezza giornata ma grazie ad uno sviluppo sostenibile che faccia del turismo di qualita' la sua 'industria'. Ovviamente abbiamo idee piuttosto diverse sulla 'storia' e sul suo significato. Volevo farle presente che esiste anche altro, altrimenti la tradizione intesa come autocelebrazione rischia di condannarci all'immobilita' e ad una politica che vede la 'cultura' come mera conservazione dell'esistente, ad un essenzialismo identitario che non ha ragione di esistere, e ad un rifuito della realta' cosi' come si presenta oggi. Purtroppo o per fortuna non siamo piu' nel Medio Evo. Cordiali saluti.

Pubblicato da il 19 luglio 2012 alle ore 17:47
Caro Manglaviti,
non posso che apprezzare il sostegno morale e culturale che lei offre all'orvietanita', ma le istituzioni, mi creda , sono un altra cosa.E' infatti evidente, o almeno dovrebbe esserlo, che un consigliere provinciale, in qualsivoglia collegio eletto,deve curare gli interessi generali del suo mandato e non solo quelli particolari del territorio elettorale. Se cosi' non fosse, il particolarismo la farebbe da padrone consentendo alle rappresentanze territoriali piu' forti(leggasi blocco Terni, Narni ed Amelia)

di prevalere su quelle piu' deboli, come appunto l'orvietano.Cercare addirittura di istituzionalizzare tale percorso e', ripeto e confermo,esercitazione da dilettanti che e' opportuno evitare.In merito alle altre sue erudite argomentazioni storico-politiche , la rinvio all'intervento in merito del Prof. Zefferino Cerquaglia tenuto la settimana scorsa nell'ambito del Consiglio Provinciale straordinario per l'intitolazione dell'aula assembleare al geom.Rutilio Robusti, primo Presidente della Provincia democraticamente eletto, che reputo riterra' molto utile ed istruttivo.
Pubblicato da silvio manglaviti il 19 luglio 2012 alle ore 18:17
Gentile signor Orsini, intanto la ringrazio dell'interesse e dell'opportunità di dialogo. Condivido quanto da Ella asseverato nell'intervento in tutto e per tutto: sembra che stia citando il programma del Libero Comitato Civico "Orvieto Città del Corpus Domini". Non la conosco di persona e non so che età abbia. Io ho superato gli 'anta e per mestiere e per diletto ho girato e giro parecchio mondo. So bene - se devo confessarlo; ma è ovvio e pleonastico - che Orvieto non sia l'unica realtà di tal fatta sul Pianeta. Penso anche che il portare riferimenti storici e geostorici, culturali di vario genere, nelle discussioni sulla nostra amata città, sia importante in quanto divulgativo e popolare e non possa essere semplicisticamente liquidato come spaccio di litanie autocelebrative. E' solo uno degli aspetti. Che si può o meno condividere. Ma su cui si può sempre dialogare e costruire. Infatti credo proprio che l'iniziativa dei nostri Consiglieri rappresenti una novità rispetto a certo immobilismo 'storico' amministrativo del recente passato, connivente ed alimentato proprio da distorte (quando presenti) cognizioni culturali sulla storia orvietana. Non ho mai nascosto di essere campanilista e partigiano. Non, comunque, sciovinista. Capisco pure che possa dare fastidio il mio insistente fare appello alla Memoria, alla Tradizione e alla Storia. Tuttavia è soltanto - ribadisco - una visione del mondo tutta mia, personale (ma non personalistica però). Poi, sui concetti e le idee di storia, storicismo, storiografia, si possono avere visioni e convinzioni differenti, per carità: purché ci siano. Orvieto - mi ripeto - è un ottimo laboratorio di ricerca in tal senso. Uno dei tanti, certamente. Ma io sto qui e mi dedico a questo. Sarà limitato e limitante ma non di sicuro immobilizzante, visto che partendo dalla Rupe si arriva all'altro capo della Terra ed in tanti altri infiniti luoghi fisici e di memorie, semplicemente affidandosi filologicamente alle fonti storiche. Grazie ancora per l'opportunità di scambio dialettico e buone cose. sm
Pubblicato da Fausto Ermini il 19 luglio 2012 alle ore 22:38
Il mio giudizio vale come il classico “due di briscola”.
Ma esternarlo mi sembra lecito ed anche, forse, doveroso.
Conosco (quasi) tutti questi “ragazzi” Consiglieri.
Dal punto di vista personale presterei a ognuno di loro senza problemi le chiavi di una casa o di una macchina.
Dal punto di vista pubblico e politico vado ancora oltre.
Il gesto dimostrato nei confronti di tutto un Territorio mi sembra PREGEVOLE.
Avranno differenti provenienze filosofiche/ideali.
Sicuramente nei Consigli voteranno contro su tematiche politiche.
Però difendono un MINIMO DENOMINATORE COMUNE rappresentato dalla difesa del TERRITORIO ORVIETANO.
A me sembra un gesto di umiltà e di servizio ammirevole.
Li espone sicuramente a critiche strumentali.
Forse produrrà risultati, forse no.
Ma sono pronto a scommettere che rappresenta il minimo denominatore comune richiesto con forza da tanta gente del Territorio.
In bocca al lupo !
Fausto ERMINI
Pubblicato da Davide Orsini il 20 luglio 2012 alle ore 10:12
Caro Manglaviti,
io sono al di sotto degli 'anta, sara' per questo che in me e' piu' forte lo spirito di innovazione che non quello di conservazione. Il messaggio da lanciare, almeno per quanto mi riguarda, e' molto semplice. Gli orvietani non hanno diritti sanciti dalla storia di questo territorio e la maginalizzazione di Orvieto non
e' frutto di un complotto di questo o quel personaggio o di Perugia. Se ci sono limiti, questi sono in grande parte dovuti alla mancanza di mentalita' imprenditoriale ed alla mancanza di senso comune. Il ragionamento dunque deve essere rovesciato. Non e' che il tribunale ci spetta perche' Orvieto lo merita in virtu' di un idealizzato passato glorioso. Il passato pero' potrebbe' diventare decisivo nella promozione del territorio ed essere un'attrazione turistica formidabile se investissimo sulle attivita' di ricerca, di manutenzione, e di promozione dei beni naturali, paesaggistici, ed archeologici. Pero' bisogna darsi da fare, rimboccarsi le maniche. Imparare l'inglese, imparare nuovi mestieri, offrire servizi. Altrimenti saremo sempre destinati a rimanere marginali, una cittadina arroccata sulla rupe, piacevole da visitare per qualche ora lungo il tragitto Roma - Firenze. Comunque, sarebbe il caso di parlarne. Credo che ci siano diversi punti di contatto, storiografia e produzione storica a parte. A risentirci.
Pubblicato da silvio manglaviti il 21 luglio 2012 alle ore 09:15
Davide - consentimi il Tu - forse sto cominciando ad imboccare la via del rincorbellimento senile ... a me, comunque, pare che non vi siano divergenze tra le nostre visioni. Invece, le tue riflessioni, certamente apprezzabili, mi fanno capire che anche stavolta verosimilmente non sono stato capace di spiegarmi con sufficiente chiarezza. Io - lo ribadisco una volta per tutte - non assevero che ad Orvieto spetti alcunché per diritto divino ... lamento invece che non si faccian fruttare adeguatamente ed opportunamente i talenti, le risorse, che ci vengono gratuitamente da storia, geostoria, tradizione, cultura, etc. La questione del tribunale è solo esempio di quanto Orvieto non conti nulla e sia marginale nelle politiche provinciale e regionale. Al di là del fatto che comunque realtà minimali come la nostra pagheranno gli inevitabili taglioni, cosa peraltro già in essere da tempo per quel che ci riguarda e in vari settori, è bene che ci si confronti con realtà paritetiche come Spoleto. E non voglio ripetere litanie su caserme, lì fatte riaprire, asl, o tribunale, che là probabilmente resisterà. La mia insistenza sulle risorse che possediamo vuole portare contributi almeno di riflessione su un possibile differente approccio alla politica economica locale. Non credo che qualche cartellone in più o in meno con su scritto "Orvieto Città del Corpus Domini" possa fare la differenza. Però è un mantra culturale importante, innanzitutto per la nostra comunità, il cui karma è scritto nella propria storia e tradizione. Concludo invitandoti a farci una sana chiacchierata estivale corroborata da un buon Orvieto fresco di cantina (... ma te pare, a proposito, che non si riesca a commercializzarlo come si dovrebbe???). Godiamone almeno noi. L'amica Direttora Laura ha i miei recapiti. E pure lei è invitata. Buone cose. sm
Pubblicato da Davide Orsini il 21 luglio 2012 alle ore 17:44
Silvio,
accetto volentieri l'invito. Mi faccio sentire presto.

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