politica

Dimissioni in massa nella Segreteria del PD Orvieto. Opposti sussulti e verifica della linea Mariani: eutanasia o rinnovamento vero?

mercoledì 25 aprile 2012
di Laura Ricci
Dimissioni in massa nella Segreteria del PD Orvieto. Opposti sussulti e verifica della linea Mariani: eutanasia o rinnovamento vero?

Non si placa la tormentata vita interna del Partito Democratico di Orvieto, attraversato, come da molti anni a questa parte, da discussioni che, come sempre, sembrano andare oltre la normale dialettica. Mentre il partito orvietano punteggia la comunicazione cittadina con frequenti comunicati pieni di buone intenzioni e annuncia, in occasione del 25 aprile e con lo slogan "stare insieme, fare insieme", l'avvio della campagna di tesseramento, un nuovo metodo partecipativo e un cambiamento di rotta, filtra una notizia che sembra piuttosto riconfermare le vecchie e annose questioni, ossia le due irrisolte linee del partito. Si sono infatti dimessi ultimamente dalla Segreteria - senza che ne sia stata data notizia, e viene da chiedersi, a chi fa il lavoro di "informare", perché si comunichino ufficialmente le nomine e no, invece, le dimissioni, come se non fossero, parimenti, informazione che vale la pena porre all'attenzione dei cittadini - si sono dimessi, dicevamo, Massimo Stella, Anna Rita Mortini e, ultima e più recente, Liliana Grasso. Dopo le dimissioni ben più lontane di Massimo Gambetta, che non ha neanche rinnovato la tessera, restano, del nucleo iniziale della Segreteria Mariani, solo Gilberto Settimi e la vice segretaria Cristina Croce, che peraltro appartiene al gruppo, sembra minoritario ma non proprio sparuto, dei dissidenti dalla linea del segretario.

Il contrasto sembra essere tutto su un auspicato, e difficile, rinnovamento: da una parte chi, come Croce, Grasso, Bugnini, Scopetti, Germani e altri, vorrebbe potenziare e rinnovare il partito puntando su nuovi nomi e sulle competenze, dall'altra chi, come il segretario Mariani e buona parte della tradizionale nomenclatura, continua a perseguire, pur avanzando la priorità di un dibattito interno ai circoli, la logica della "vecchia" esperienza e della spartizione degli incarichi tra i dirigenti, impedendo, a detta dei dimissionari, un effettivo e necessario rinnovamento dei quadri dirigenti. Così affermano Liliana Grasso e Cristina Croce, mentre minimizzano sia il segretario Leonardo Mariani che la presidente Pirkko Peltonen. Mariani afferma di avere dalla sua, pur se abbandonato da buona parte del suo staff di segreteria, la maggioranza del partito di Orvieto, e Peltonen parla di "normali confronti interni a un partito".

Un partito diviso e depotenziato dai soliti problemi, a nostro avviso, che in un tempo di crisi generale non solo del modello sociale e economico dell'ormai vecchio Occidente, ma del ruolo e dell'appeal sempre più esiguo dei partiti, rischia, avvitato su se stesso, di non vedere con chiarezza come è percepito dalla città e dai suoi stessi elettori. Un rinnovamento drastico si impone, nel PD come altrove, e proprio sulla strada delle competenze e della rinuncia a leadership che, quand'anche fossero competenti, appaiono pericolosamente stantie agli occhi di chi dovrà scegliere da chi far guidare, fra due anni circa, la città. Se non si va su questa strada, già di per sé difficile per la generale sfiducia verso la politica tradizionale e i partiti, il PD mostrerà di non saper approfittare neanche del palese calo di popolarità del governo Concina.

Siamo in un'epoca in cui la maggioranza delle persone, delusa dai partiti, soprattutto a livello locale guarda alle persone. Siamo in un'epoca di grave crisi sociale, economica e culturale, un'epoca palese di basso impero, in cui non solo i valori e i tradizionali modelli economici e sociali dell'Occidente sono, nonostante la cieca ostinazione a riproporli dei decisori, in disfacimento, ma persino il clientelismo di un tempo ha perso ogni potere, semplicemente perché non c'è più nulla da promettere o da spartire. E', indubbiamente, tempo di relazioni vere, di trasparenza, di competenze e di innovazione effettiva: tutti argomenti che non si inventano sulla carta (e neanche sul web), ma si praticano nella concretezza del vivere. Nessuna linea può più tenere di fronte al nudo mostrarsi della realtà.

In ogni caso, sulle due linee dell'annoso contrasto il PD Orvieto è pronto al confronto. Dopo un'affollata Direzione, che ha cercato di filtrare le diverse e animate vedute, ai primi di maggio si andrà a una più serrata discussione all'interno dell'Unione Comunale, dove il segretario Mariani porterà in discussione un documento per una verifica sulla sua linea. Quale che passi, la linea possibile ci sembra solo una, e chissà se basterà.

Pubblicato da Monica Riccio il 25 aprile 2012 alle ore 10:37

Come cittadina che ha votato centro-sinistra a Orvieto mi sento delusa, tradita, perfino ingannata. Niente di tutto ciò in cui ho creduto ho visto realizzare, niente di tutto ciò che ho votato (programmi, linee, intenzioni, persone) si è dimostrato all'altezza delle mie aspettative. Con questo auspico un rinnovamento serio di questo partito, un rinnovamento profondo e leale, un ripartire dalla base e un tornare a credere nei valori e nelle grandi capacità del popolo orvietano. E' perfettamente inutile proporci nuovi volti se poi le azioni di queste persone "nuove" sono manovrate o quantomeno istruite da quelle "vecchie". Con tutto il rispetto per le persone "vecchie" che in genere sono dotate di quella saggia esperienza che spesso manca ai più "giovani". Ma in politica, e ancora di più nel governo di una città, c'è bisogno di gente competente ma "nuova", libera da condizionamenti e retaggi del passato. Bene, benissimo tener presente il passato, ma poi agire nel presente e per il futuro se no, si è solo delle marionette, bellissime, ma sempre soggette a chi tira i fili. E' come spazzare la polvere via e nasconderla sotto ad un tappeto, al primo spostamento o al calpestio di quelli di casa, puff la polvere torna dov'era. Ho 44 anni e ritengo sia ora che nessuno più possa pensare di potermi prendere in giro.

Pubblicato da Paolo Borrello il 25 aprile 2012 alle ore 11:34
Peraltro la notizia non è nuova. Personalmente la conoscevo già da circa un mese. Comunque la notizia mi fa convincere ancora di più della validità della mia autocandidatura a Sindaco, che aveva anche e ha anche il significato, ma non solo questo ovviamente(effettivamente ritengo di avere le capacità di divenire Sindaco di Orvieto e farò di tutto per diventarlo - se poi ci riuscirò è tutt'altra storia...) di smuovere un po' le acque non solo nel Pd ma nell'intero centrosinistra orvietano, e perchè no, scusate l'ambizione, nell'intero mondo politico di Orvieto, in quanto il centrodestra non mi sembra che sia messo molto bene, anch'esso, tutt'altro.
Pubblicato da mario tiberi il 25 aprile 2012 alle ore 17:09
Poche parole per un commento tristissimo: finché ho avuto la tessera del PD, NON RINNOVATA nel 2011, hanno tentato di farmi passare per un visionario; ma le mie visioni, anzi meglio le mie previsioni, si sono puntualmente avverate e al PD di Orvieto non resta altro che disperarsi della rovina a cui è andato deliberatamente incontro. Ho tentato in tutti i modi di farli ravvedere, purtroppo nessuno ha avuto l'umiltà di ascoltarmi. Non provo né risentimento e né pietà, ma solo tanta e tanta amarezza. mario tiberi.
Pubblicato da pd'orvieto forse per poco il 25 aprile 2012 alle ore 22:16

.. non cè peggior sordo di chi non vuol sentire!!! abbandonate questa strada altrimenti resterete soli!!! Quando se capisce troppo se finisce male...bisogna che fate un atto di umiltà e la fate finita de dà retta ai soliti noti, che lo sapemo tutti come funziona e se semo rotti!!!!

Pubblicato da elettrice il 26 aprile 2012 alle ore 06:43
Grande delusione! Continuo a pensare ai primi incontri che fece Loriana Stella con i cittadini, prima dell'incubo delle primarie, gente bella, ragazzi brillanti, adulti motivati e speranzosi, avevo la sensazione che la città potesse cambiare.
Poi sono arrivate le primarie, è stato detto e fatto di tutto, una lotta politica e personale sgradevole, senza confini e priva di buon gusto, che ha lasciato fratture insanabili ed in cui sono stati selezionati i nomi da mettere in lista, e soprattutto quelli da far eleggere dai soliti elettori sicuri, sono venuti fuori, tranne rarissime eccezioni, i soliti amici certi, nomi obbligati dal partito e famigli fedeli.
Poi la sconfitta elettorale e politica, impietosa e cattiva quanto inevitabile, in cui l'unica a pagare è stata Loriana ed a sbagliare sono stati in molti.
Promemoria per chiunque volesse candidarsi in futuro:
mai farsi consigliare dalla paura di perdere ma lavorare solo per vincere, tanto se perdi qualcuno ti darà comunque la colpa di tutto.
Ora ci troviamo un partito chiuso e sordo alla società civile, gente saccente e vanitosa che parla solo a se stessa e prende consigli nei posti sbagliati, con obiettivi evidenti personali che confliggono spesso con il partito che rimane terribilmente avvitato su se stesso.
Mi viene un dubbio cattivo, ma quello che si sta scatenando mica sarà solo la preparazione alle prossime elezioni in cui ognuno cerca di garantirsi il postarello sicuro in lista?
Ma in tutto questo Orvieto dov'è?
Al di fuori dei proclami dettagliati ed un po' di maniera del buon Germani, in cui si fotografa una crisi economica impressionante sia orvietana che nazionale, i programmi dove stanno?
Ma siamo proprio sicuri che i nomi "nuovi" sono stati meglio di quelli vecchi? Per esempio io non ho capito in cosa gli "innovatori" si distinguono dai presuti "vecchi", sarebbe interessante capire su cosa si litiga altrimenti viene il dubbio che sia solo un gioco di carriere interne al partito, e mica abbiamo tanta voglia di di farci coinvolgere, come cittadini intendo, nell'ennesima lotta condotta per ambizioni personali disilluse.
Ma soprattutto, abbiamo bisogno di capire se questa lotta interna è in grado di partorire un vero nuovo leader o il solito topolino?
Pubblicato da Pentito il 26 aprile 2012 alle ore 09:37
Tiberi ha ragione, nessuno lo ha ascoltato e tra questi mi ci metto anchio. Per quanto può valere gli chiedo scusa e mi sono pentito.Saluti.
Pubblicato da Eureka il 26 aprile 2012 alle ore 14:37
Indubbiamente c'è bisogno di rinnovamento nel PD, soprattutto per ciò che concerne le idee e il metodo, oltre che per ciò che concerne le persone.
Il punto è che alcuni modi di fare politica sono lo specchio delle caratteristiche economiche e sociali dell'elettorato.
In altre parole se i vecchi del PD hanno avuto successo è perché molti orvietani, anche giovani, li hanno sostenuti.
Chi auspica il rinnovamento vero come il sottoscritto deve, oltre che lavorare per lo scopo, sperare anche che la gente orvietana si emancipi culturalmente da quell'atteggiamento miope ed egoista che l'ha sempre contraddistinta.
Pubblicato da Paolo Borrello il 26 aprile 2012 alle ore 17:29
Di nuovo nella maggioranza dei commenti si utilizzano solo dei nickname. Questo è possibile ovviamente, è legittimo. Ma ci domandiamo perchè, quanto meno, non avviene il contrario e cioè che almeno la maggioranza dei commentatori utilizzino i loro nomi e cognomi? Soprattutto quando si affrontano questi argomenti sarebbe necessario metterci la faccia. Di cosa abbiamo paura?
Pubblicato da Elettrice il 27 aprile 2012 alle ore 03:32
Signor Borrello, apprezzo moltissimo la sua capacità e volontà di metterci la faccia, questo, specialmente se si hanno ambizioni politiche, è fondamentale ed auspicabile.
Il problema è che si puo' essere semplici elettori senza nessuna ambizione politica pur avendo idee precise e desideri di miglioramento.
Si puo', ad esempio, desiderare comportamenti trasparenti, meno maniera e atteggiamento, si puo' auspicare la sostanza nei proclami e non la pompa e la forma,si puo' sperare che chi ci rappresenti, specialmente se li abbiamo votati, si applichi per il bene comune e non per le proprie singole carriere politiche .
Inoltre ritengo che quando si decide di candidarsi a rappresentare il popolo, si debba avere un idea dei propri elettori non personale ma complessiva, quello che i greci nella commedia, metafora straordiaria dela vita, definiscono coro, è un elemento unico nel complesso, ma essenziale nel gioco delle parti.
Pubblicato da Guido Turreni il 27 aprile 2012 alle ore 10:59
Borrello si chiede il perchè dei tanti nickname; io lo so: è la sinistra orvietana che nella sua storia ha spavantato la sua stessa gente, i suoi stessi elettori; ha impedito a molti, specialmente a quelli che direttamente o indirettamente campavano di politica di esprimersi e ha gravemente compromesso uno dei suoi fondamentali diritti costituzionali: la libertà di espressione della propria opinione, il diritto di critica. Altro che partito "democratico".
Pubblicato da Fabrizio Caccavello il 27 aprile 2012 alle ore 12:04
Guido Turreni ha ragione, ma non limiterei la considerazione al solo Partito Democratico. Sono le dinamiche stesse dell'informazione geolocalizzata in micro territori che impone queste riflessioni. Se metto un commento come Fabrizio Caccavello all'interno di un articolo di Repubblica dove il mio commento si disperde tra centinaia di altri nomi e cognomi, non è la stessa cosa di questo commento messo qui con un nome e cognome. Ci sono un mucchio di persone che, pur volendo e potendo dire la propria opinione, si autolimitano per i più svariati motivi, e non bisogna pensare solo a cose censorie politiche. Mi riferisco a realtà sociali, economiche ecc. Insomma, è un ragionamento che abbiamo fatto più volte, e che certo non finirà qui.
Pubblicato da Paolo Borrello il 27 aprile 2012 alle ore 14:31
La mia domanda era, in realtà, sostanzialmente retorica. Infattu la penso come Turreni, con alcune precisazioni. C'è da anni nella nostra città, prevalentemente nel Pd e in passato nei Ds, una tendenza diffusa a non esporsi per paura di ritorsioni, anche sul piano lavorativo ad esempio. Tale tendenza ebbe inizio nell'ultima fase della "sindacatura" di Cimicchi, si sviluppò soprattutto nel corso dei congressi nei quali si decise il passaggio dai Ds al Pd, per responsabilità sia di quanti erano favorevoli a questo passaggio sia di quanti non lo erano. Continuò nel corso delle primarie tra Mocio e la Stella, proseguì durante la campagna elettorale attuata dalla Stella. Poi l'implosione del Pd che ha portato ad una progressiva riduzione del suo ruolo all'interno della politica orvietana. Ma sebbene la situazione, attuale, sia profondamente mutata rispetto a quella di alcuni fa, la tendenza a non esporsi, la paura di esporsi, per timore di ritorsioni da parte dell'uno e dell'altro, continua, paure e timori adesso infondati, a casua del vero e proprio collasso del Pd. Sarebbe ora che tale tendenza cessasse. Sarebbe ora che si dimostrasse più coraggio soprattutto da quanti si dicono fortemente contrari a quanto sta avvenendo, o meglio non sta avvenendo, nel Pd, ma che poi non si comportano di conseguenza e non ci mettono la faccia e non costruiscono una reale alternativa.

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