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Grandi eventi a Orvieto. Per Pirkko Peltonen è davvero "la fine del mondo": "Tierra del Fuego: sì, Umbria Jazz Winter: sì, forse, come? Chi lo sa"

martedì 21 giugno 2011
Grandi eventi a Orvieto. Per Pirkko Peltonen è davvero "la fine del mondo": "Tierra del Fuego: sì, Umbria Jazz Winter: sì, forse, come? Chi lo sa"

Sul festival "Orvieto Ushuaia Classica" che, come ha comunicato in conferenza stampa il sindaco Antonio Concina grazie a qualche sponsor si farà, interviene con alcune riflessioni Pirkko Peltonen, ex assessore ai Grandi Eventi del Comune di Orvieto. Di seguito la sua nota.

"Leggo dalla comunicazione del Sindaco (20 giugno) la seguente frase - afferma la Peltonen -:"Orvieto Ushuaia Classica si farà, per Umbria Jazz Winter si intende chiudere il piano finanziario prima delle ferie."
La notizia desta curiosità e non pochi interrogativi. Chi paga il festival della Tierra del Fuego? E - soprattutto - che ne sarà di Umbria Jazz Winter?

"Orvieto Ushuaia Classica", evento da più di un anno fortissimamente voluto dallo stesso Sindaco, dovrebbe svolgersi dal 7 al 17 luglio, e offrire, secondo il programma pubblicato da mesi, concerti di musica classica nel Teatro Mancinelli. E' la Tierra del Fuego (El Fin del Mundo - la fine del mondo, per l'appunto) che approda ad Orvieto, forte dell'Orchestra sinfonica di Mosca, diretta da Jorge Uliarte.

Responsabile dell'evento è l'Associazione Orvieto Ushuaia Classica, con sede a Roma e presieduta da Vincenzo Bisconti (almeno dai comunicati di novembre scorso). Monta la curiosità di conoscere i nomi dei generosi sponsor, perché non è cosa da poco ospitare una orchestra sinfonica per dieci giorni. Di euro ce ne vorranno parecchi. Dai risultati di quest'estate si potrà vedere se davvero il sindaco Concina sarà riuscito a trasformare Orvieto in un "piccolo Salisburgo", sogno tra l'altro covato a suo tempo anche da Stefano Cimicchi. Sarà meglio che ci riesca, perché l'accordo operativo con l'Associazione di cui sopra è stato approvato dalla giunta comunale (il 22 luglio 2010) fino all'anno 2015.

Nel frattempo, vediamo come stanno le cose per l'evento invernale, già rodato nelle sue ben diciotto edizioni. Evento vitale per la città, per la sua economia, per l'immagine che propaga a livello internazionale. Per la stessa felicità dei cittadini.

Dopo aver deciso (delibera della giunta n. 62 del 28 maggio) che assegnerà all'Associazione TeMa per tre anni la gestione dell'evento; che non verserà più un euro per la manifestazione (che dovrà finanziarsi con proventi dei biglietti, con sponsor e altri enti), l'amministrazione asserisce che vorrà, comunque, avere il controllo sulla gestione e sul bilancio dell'evento (pagato da altri). A quale titolo?

Sembra che l'amministrazione cittadina ragioni sull'evento convinta che "Umbria Jazz Winter" sia una manifestazione del Comune di Orvieto. Ebbene, non è così! Piaccia o non piaccia, il marchio "Umbria Jazz Winter" è, ed è sempre stato, di proprietà della Regione dell'Umbria che lo ha ceduto, in convenzione, all'Associazione Umbria Jazz, prima, e oggi, alla Fondazione Umbria Jazz. Questo vale anche per "Umbria Jazz Summer". E parlo in conoscenza di causa, avendo io redatto la relazione allegata alla delibera del Consiglio comunale (17.04.2009) che sanciva l'adesione, all'unanimità, del Comune di Orvieto alla Fondazione Umbria Jazz secondo i dettami del nuovo Statuto della Fondazione.

La "nuova" Fondazione è guidata da un Consiglio d'Amministrazione di nove membri; e considero un ottimo risultato aver ottenuto che nel Consiglio fosse inserito un membro designato dal Comune di Orvieto (unico comune presente, oltre a quello di Perugia). Come da Statuto della Fondazione (art. 13, comma 1, lettera n), è il CdA a deliberare "le modalità e le strutture da sopportare per la realizzazione delle manifestazioni, nel caso in cui la Fondazione decida non provvedere direttamente". Ciò vale sia per Umbria Jazz di Perugia sia per "Umbria Jazz Winter".

Non è, quindi, il Comune di Orvieto a poter disporre della manifestazione, né tanto meno a poterne pretendere il controllo sulla "gestione e il bilancio". Tanto più se, come da delibera della giunta, non intende investire un euro alla manifestazione. Si sa già che le risorse che la Regione dell'Umbria destinerà a "Umbria Jazz" (300.000 euro a quello estivo; 100.000 euro a quello invernale), da quest'anno saranno devolute direttamente alla Fondazione che le riverserà a/agli organizzatori.  In linea teorica, la Fondazione potrebbe assegnare la gestione di "Umbria Jazz Winter" a qualunque associazione o ente di suo piacimento.

Per difendere le ragioni di Orvieto, serviva il rappresentante orvietano in Consiglio d'Amministrazione. Non è stato nominato. Neppure la quota associativa alla Fondazione è stata versata. Come è stata difesa Orvieto?
Ricordo ancora le parole del consigliere Stefano Olimpieri (oggi capogruppo PDL) in consiglio, quel 17 aprile 2009 in cui, all'unanimità, fu decisa l'adesione del Comune alla "nuova" Fondazione Umbria Jazz. Così disse (dal resoconto della discussione sul sito del Comune): "i rappresentanti di Orvieto dentro la nuova Fondazione dovranno impegnarsi nel tutelarlo (..."il marchio Umbria Jazz Winter"...) al massimo affinché non venga spostato in altre realtà umbre".

Oggi quell' "impegno" del Comune si limita al disimpegno economico e alla pretesa di controllo, a prescindere. Occhio di falco su ciò che non è suo. Chi lo chiuderà "il piano finanziario prima delle ferie"? L'Associazione TeMa che vanta centinaia di migliaia di euro dal Comune; che ha dovuto chiudere il contratto con la ditta per la manutenzione del Teatro; che ha il personale in cassa integrazione in deroga dal mese di maggio?
E così andiamo avanti. A tutta birra, e a luci spente. Destinazione ignota.

P.S. Per quanto riguarda nella comunicazione del Sindaco, e sempre a proposito del Teatro Mancinelli, "i debiti fatti all'epoca della grandeur della Fenice di Venezia", specifico: il debito con il Teatro La Fenice, risalente al 1999, fu rinegoziato con forte sconto a favore dell'Associazione TeMa, e interamente saldato nella primavera del 2008".

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