politica

Il coordinamento regionale ApI Umbria commenta le dichiarazioni del consigliere Pizzo sulle questioni di bilancio

martedì 14 giugno 2011

Attraverso un comunicato congiunto, Nevio De Zolt e Cristina Calcagni, rispettivamente coordinatore e responsabile organizzativo di ApI Umbria, rispondono alle dichiarazioni del consigliere comunale Piergiorgio Pizzo che in un suo intervento di ieri chiamava a raccolta le forze della città in vista degli importanti impegni politici di questo mese di giugno.

"Rispondiamo al Consigliere delegato UDC Pizzo, - dicono gli esponenti ApI, - che tra le righe del suo accorato appello a tutte le forze cittadine, in occasione del previsionale 2011, non esita a muovere giudizi personali verso ex amministratori e verso forze politiche di cui non conosce né la storia né quantomeno le posizioni che sono state assunte nel contesto regionale umbro.

E dire che fu proprio grazie al lavoro di mediazione di Cristina Calcagni ex OL che nell'aprile 2009, per l'esattezza il 28 aprile 2009, la segreteria provinciale ternana dell'UDC siglò l'accordo con la Calcagni stessa per l'ingresso di PierGiorgo Pizzo tra le fila di Orvieto Libera, con la presenza del simbolo del partito nella coalizione che appoggiava il candidato sindaco Toni Concina. Quindi per dirla tutta a giochi completamente fatti, programma elettorale del Sindaco e figura del candidato sindaco già definiti. Solo dopo le elezioni ed in sede di Consiglio Comunale il candidato consigliere Pizzo, entrato in Consiglio Comunale per effetto del premio di maggioranza e per effetto di surroghe, decise di staccarsi autonomamente da Orvieto Libera e di creare il gruppo autonomo UDC di cui alla data ne è il capogruppo.

Ciò detto ci preme evidenziare che il solo programma sposato in campagna elettorale e poi votato all'unanimità in termini di linee programmatiche nel Consiglio Comunale di Orvieto, era ed è quello del Sindaco. Pertanto non si capisce oggi lo sbandieramento delle decisioni relative al terzo calanco, che certo non sono da ricondurre a nessuno dei gruppi politici presenti in città, tantomeno a programmi di UDC, se non a decisioni che sono arrivate in forza di continue sensibilizzazioni di alcune associazioni successivamente avallate dalla Regione.

Una sorta di laboratorio orvietano specchietto per le allodole di quanto è accaduto con i referendum a livello nazionale. Alleanza per l'Italia è un movimento giovane da poco presente in Umbria, lavora costantemente alla ricerca di un centro moderato fatto di persone che condividono contenuti programmatici. Si sbaglia il consigliere Pizzo, nessun rancore personale, ma profondo ed indomabile rancore politico verso tutte quelle scelte di gestione finanziaria, sulle quali si è impropriamente esercitato mettendo in ginocchio la nostra città e sulle quali vorremmo una parola di verità, ovvero sono sue o dell'UDC?

E' mai possibile che di fronte a una tale disfatta, il suo partito di appartenenza non lo abbia mai allertato sulle conseguenze di una totale identificazione sua personale con i maggiori errori di questa Amministrazione in materia Finanziaria? O forse è lei che si trincera dietro il partito di appartenenza per operare scelte che non ha condiviso con nessuno, perché nei fatti non condivisibili da una UDC, che a livello nazionale adotta ben altre politiche?

Questo chiarimento è opportuno, - concludono De Zolt e Calcagni, - perché se il partito che lei dice di rappresentare confermasse, attraverso una rinnovata ed acritica fiducia per il suo operato, è un partito che è lontano dal Polo moderato che vorremmo candidare a governare questa città. Non lo vogliamo credere e siamo certi che ci sarà per l'UDC una strada che farà incontrare, qui ad Orvieto, persone che lo rappresentino correttamente, così come merita, tenendo alti i valori di rispetto della famiglia e della persona umana che non passano certo per il tramite della sua attitudine di urlare contro le persone, capi di famiglia, che per effetto di scellerate scelte di bilancio, a cui lei ha contribuito, perderanno il posto di lavoro. In ultimo: si incastonano pietre preziose non pillole, quelle semmai si prescrivono."

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