politica

"Levateje 'l vino!..." Il sindaco Concina replica ad una nota stampa del PD e PSI di Orvieto sul tema del rifiuti

sabato 26 marzo 2011
"Levateje 'l vino!..." Il sindaco Concina replica ad una nota stampa del PD e PSI di Orvieto sul tema del rifiuti

Il sindaco Antonio Concina replica così ad una nota stampa di ieri del PD e PSI di Orvieto sul tema dei rifiuti:

"'Levateje ‘l vino!...' questa era l'invocazione in dialetto dei commensali quando a tavola il nonnetto cominciava a straparlare.

'Levateje 'l vino!...' è l'invocazione che sono costretto a lanciare al Partito Democratico di Orvieto e al Partito Socialista Italiano affinché intervengano a fermare le deliranti farneticazioni dell'estensore di un cosiddetto comunicato stampa del 25 marzo 2011, battezzato 'Fine della monnezza?'.

Dire che siamo rimasti particolarmente sorpresi dalla lettura del comunicato stampa è davvero dire poco, tanto che siamo costretti a ritenere che lo stesso non sia stato neppure letto da chi ha avallato forse un po' troppo frettolosamente la diffusione di tante idiozie! Altrimenti si dovrebbe pensare che lo scopo perseguito dai Partiti democratico e socialista orvietani sia quello di ribadire in modo evidente e netto alla popolazione la propria posizione storica di affiancamento alla SAO e di consenso alla discarica di 'Le Crete' ed a tutti gli ampliamenti possibili. E ci rifiutiamo di pensarlo, dopo aver approfondito in Consiglio Comunale, nelle Commissioni e dovunque possibile con tutte le forze politiche della Città una seria strategia di politica ambientale.

E' indubbio che la relazione dell'Assessore Margottini e la scelta politica dell'Amministrazione Comunale di ritenere non necessaria la discarica sul terzo calanco, abbia per la prima volta tracciato una linea politica chiara, suffragata da una robusta conoscenza tecnica, partecipata con tutta la popolazione. Questa posizione è oggi in perfetta sintonia ed armonia con le indicazioni dell'Assessorato all'Ambiente della Regione Umbria. Inoltre la scelta del Comune di Orvieto, condivisa con tutti gli attori istituzionali coinvolti, come ribadito solo l'altro ieri pomeriggio in un audizione della Commissione Consiliare Ambiente con la presenza della Regione Umbria, probabilmente scompagina piani ed interessi precostituiti che nulla hanno a che vedere con gli interessi dei cittadini. Palese dimostrazione è il riferimento alla richiesta di avvio della raccolta differenziata nella periferia, 'dimenticando' che in tale area siamo obbligati con SAO da una convenzione ventennale, firmata nel 1996, che prevede il ritiro convenzionale. Ciononostante stiamo lavorando anche su questo aspetto. E' comunque sorprendente il diverso atteggiamento dei componenti PD e PSI della Commissione Consiliare, svoltasi in un clima cordiale di corretteza, rispetto e soddisfazione reciproca, rispetto ai toni del comunicato, lasciando quasi intendere l'assenza di una linea politica unitaria tra Consiglieri Comunali e Partiti.

Il voler poi chiamare in causa il Comune di Orvieto su decisioni che, in funzione della normativa vigente, devono essere prese da Regione ed ATI4 ci auguriamo evidenzi solo una scarsa cultura legislativa e non il tentativo di scaricare sul Comune di Orvieto le responsabilità di altri. E non vogliamo credere invece che a qualche frangia del PD e PSI abbia dato fastidio quella capacità di dialogo e di rispetto che si è instaurata tra il Comune di Orvieto e tutte le amministrazioni coinvolte nella gestione dei rifiuti, quali Regione ed ATI4, quasi ritenendo che la gestione della cosa pubblica debba essere fatta per schieramenti e bande. I tempi di Peppone e Don Camillo sono passati da tempo.

Ricordiamo poi come l'ATI4 (Provincia di Terni) non abbia ancora il piano di ambito adottato (con una prima bozza che è in fase di discussione), il quale dovrebbe definire gli scenari e le modalità di gestione dei rifiuti sull'intero comprensorio. Così come la Regione Umbria, che ha recentemente aggiornato le stime su fabbisogno a discarica e produzione di rifiuti, previste dal Piano Regionale sui Rifiuti del 2008. Il sistema è quindi un sistema delicato che richiede responsabilità istituzionale ed onestà intellettuale. E non uno sciocco e supponente riassuntino polemico e astioso, del quale non si sentiva proprio il bisogno!
Infine, sarà pur vero che di 'green economy' se ne era già parlato. Ma l'eredità che abbiamo trovato si chiama purtroppo Discarica de 'Le Crete'.

Peccato dover perdere tempo a replicare non si capisce neppure a chi!... Ma chiunque esso sia, per favore, ‘levateje l' vino!...".

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