politica

Respinta la mozione PD sul bilancio sociale. "La trasparenza è un lusso", risponde il gruppo consiliare promotore

martedì 7 dicembre 2010

Non è passata in consiglio comunale (6 contrari: Concina, Sborra, Pizzo, Tonelli, Ranchino, Frizza; 4 favorevoli: Germani, Mortini, Moscetti, Belcapo) la mozione presentata dai consiglieri Marco Moscetti, Anna Rita Mortini, Adriana Bugnini, Leonardo Mariani e Giuseppe Germani (PD) che impegnava il Sindaco e la Giunta a prendere atto delle "Linee guida per la rendicontazione sociale negli enti locali", predisposte dall'Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali nella seduta del 7 giugno 2007.

"La mozione tende alla modernizzazione - ha spiegato il proponente Consigliere Marco Moscetti - e si colloca nel quadro degli indirizzi di modernizzazione delle amministrazioni pubbliche, in cui ormai da anni assume particolare rilevanza l'adozione di iniziative e strumenti di trasparenza, relazione, comunicazione e informazione tendenti a caratterizzare un innovativo rapporto tra ente e cittadino. Tra le iniziative che le amministrazioni pubbliche stanno perseguendo in questa ottica, è importante l'utilizzo di tecniche di rendicontazione sociale, che rispondono alle esigenze conoscitive dei diversi interlocutori (cittadini, famiglie, imprese, associazioni, istituzioni pubbliche o private) e che consentono loro di comprendere e valutare gli effetti della complessa azione amministrativa".

"Il bilancio sociale - ha aggiunto - costituisce una risposta ai limiti informativi dei bilanci tradizionali e al deficit di comprensibilità dei normali sistemi di rendicontazione pubblici, in quanto strumento finalizzato a informare in maniera chiara e intelligibile sull'attività svolta dall'ente locale in termini di coerenza tra gli obiettivi programmati, i risultati raggiunti e gli effetti sociali e ambientali prodotti. Anche se rappresenta uno strumento volontario per le amministrazioni pubbliche, non essendo reso obbligatorio da alcuna disposizione normativa, il bilancio sociale è però uno strumento di gestione innovativo con il quale l'amministrazione rende conto delle scelte, delle attività, dei risultati e dell'impiego di risorse in un dato periodo, in modo da consentire ai cittadini e ai diversi interlocutori di conoscere e formulare un proprio giudizio su come l'amministrazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato".

Secondo lo schema proposto, la mozione impegnava:
- la III Commissione Permanente "Bilancio, Tributi, Servizi alle Imprese ed alle Persone e Servizi" a redigere, entro 90 giorni: i contenuti minimi per la redazione del bilancio sociale seguendo le suddette "Linee guida" e le proprie linee guida per la redazione del bilancio sociale.
- a definire questo percorso per la costruzione del bilancio sociale: redazione da parte della III Commissione Permanente dei contenuti minimi e delle Linee Guida; affidamento dell'obiettivo da parte della giunta a un responsabile di un servizio; costituzione del gruppo di lavoro interno; la comunicazione e la condivisione del progetto con il personale dell'ente; presentazione ai portatori di interesse; rilevazione dei dati e stesura della bozza di bilancio sociale; consultazione e partecipazione dei portatori di interesse; stesura finale e osservazione; approvazione e pubblicazione; comunicazione del bilancio sociale e integrazione con l'attività di programmazione.
- i contenuti del bilancio sociale: valori di riferimento, visione e programma dell'amministrazione; politiche e servizi resi; risorse disponibili e utilizzate.
- l'entrata a regime del bilancio sociale con il bilancio consuntivo del 2012 e calendarizzata dallo stesso Consiglio Comunale (Rendiconto 2010 un solo settore, Rendiconto 2011 tre settori e Rendiconto 2012 a regime su ogni settore).

In risposta a questo inaspettato rigetto della mozione il gruppo consiliare PD ha diffuso oggi una nosta in cui si afferma:

"Il diritto del cittadino ad essere informato sulle vicende amministrative e sulla spesa pubblica non è una questione di destra o di sinistra. Riguarda il meccanismo stesso della democrazia liberale. Quella a cui il sindaco del rinnovamento e del metodo, Antonio Concina, si richiama spesso e amabilmente. Tuttavia, un conto è dire e un altro è fare. Così, il sindaco e centrodestra hanno deciso di far fuori la proposta di Bilancio Sociale che il gruppo del PD aveva presentato come mozione. Si trattava, in sostanza, di rendere leggibile il conto consuntivo "traducendo" con un vocabolario comune i tecnicismi del documento contabile. In questo modo i cittadini avrebbero potuto, a fine anno, conoscere compiutamente e senza troppe difficoltà le voci di spesa e di entrata del Comune di Orvieto. La mozione prevedeva di giungere alla redazione del Bilancio Sociale in maniera progressiva e graduale.
Ma, evidentemente, il diritto dei cittadini ad essere informati sull'uso delle risorse pubbliche non è in cima ai pensieri della maggioranza.
Duole constatare la piroetta di Marco Frizza. Pur essendo eletto nel centrosinistra con un programma che prevedeva l'istituzione del "Bilancio Sociale", il Presidente del Consiglio pro-tempore aveva pure manifestato il suo assenso alla Mozione in occasione di una precedente riunione del gruppo. Poi, dopo la folgore cadutagli dal cielo di Damasco, ha anch'egli ritenuto opportuno non concedere ai cittadini il lusso di conoscere le cose pubbliche. A questo punto, - conclude la nota, - la gioiosa macchina del 'rinnovamento e metodo' rischia di azzerare anche la proposta di istituire l'anagrafe degli eletti. Evidentemente, al centrodestra la trasparenza non piace."

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