politica

Partecipazioni societarie. Il Comune di Orvieto esce da RPO, Umbria Servizi Innovativi e Patto 2000. Restano le partecipazioni in ATC, SII, Webred e Centralcom

martedì 7 dicembre 2010

Decisioni sulle partecipazioni societarie, ieri in Consiglio Comunale a Orvieto, e provvedimenti conseguenti. In base alla verifica effettuata dai servizi comunali, il Consiglio Comunale ha approvato  la ricognizione sulle partecipazioni societarie, comunicando alla Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per l'Umbria, i provvedimenti assunti.

Come già informalmente annunciato, il Comune di Orvieto ha quindi deciso di sciogliere RPO e di uscire da Umbria Servizi Innovativi e dalla Società Patto 2000. Restano invece le partecipazioni in ATC, SII, Webred e Centralcom. Rispetto a questi ultimi enti societari, infatti, il Comune di Orvieto mantiene la partecipazione secondo i requisiti richiesti dalla legge n. 244/2007, in quanto strettamente necessarie al perseguimento delle proprie finalità istituzionali o in quanto producono servizi di interesse generale.

Di seguito le quote di partecipazione:
- Azienda Trasporti consorziale (A.T.C.) S.p.A. quota partecipazione 10,45%
- Servizio Idrico Integrato (S.I.I.) S.c.p.a. quota partecipazione 5,819%
- Webred S.p.A. quota partecipazione 1%
- Centralcom S.p.A. quota partecipazione 8%

Per quanto riguarda le società da cui il Comune ha deciso di uscire, l'ente agirà ora con il proprio rappresentante legale all'interno degli organi competenti, al fine di avviare il processo di dismissione.

La votazione è stata così distinta per le singole società partecipate:

- Mantenimento della partecipazione del Comune nella società ATC: 15 favorevoli, 1 astenuto: Turreni
- Non mantenimento della partecipazione del Comune in RPO: 9 favorevoli: Concina, Frizza, Olimpieri, Luciani, Cencioni, Sborra, Turreni, Ranchino, Pizzo: 7 contrari: Gialletti, Germani, Moscetti, Mariani, Stopponi, Ricci, Mortini
- Mantenimento della partecipazione del Comune nella SII: 13 favorevoli, 3 astenuti: Ranchino, Turreni, Stopponi
- Mantenimento della partecipazione del Comune in Webred: 13 favorevoli, 1 contrario: Ranchino, 2 astenuti: Sborra e Turreni
- Mantenimento della partecipazione del Comune in Centralcom: 15 favorevoli, 1 contrario: Ranchino
- Non mantenimento della partecipazione del Comune in Umbria Servizi Innovativi: 15 favorevoli, 1 astenuto: Stopponi
- Non mantenimento della partecipazione del Comune in "Patto 2000": unanimità.

Di seguito, dal sito del Comune di Orvieto, una sintesi del dibattito che ha preceduto la votazione, e che ha riguardato soprattutto RPO, la società creata a suo tempo per occuparsi della rifunzionalizzazione della Caserma Piave, prima come spa, poi come srl.

Giuseppe Germani (PD): "l'atto merita alcune precisazioni relativamente a quelle entità che in questi anni hanno svolto il loro ruolo per il quale erano state create e che, avendo concluso l'iter, è giusto che siano chiuse, come ad esempio la società ‘Patto 2000' Scarl. Viene proposta l'uscita da tre società. Per RPO che resta comunque un centro di costo, sarebbe importante capire però che cosa vuol dire chiudere la società e quale è l'alterativa, come si intende gestire cioè la partita della caserma Piave. Fase che, peraltro, non è ancora iniziata. Quindi dovremmo sapere, chiudendo la società, quali saranno gli strumenti con i quali il Comune intende lavorare sul problema della rifunzionalizzazione della caserma, onde evitare che fra qualche mese di debba andare alla costituzione di un altro strumento. Attendo la replica per decidere il mio atteggiamento sull'argomento".

Stefano Olimpieri (PdL): "questo atto ha la sua fondatezza. E' giusto riposizionare la presenza del Comune nelle partecipate ed è giusto discutere rispetto all'eventuale necessità del Comune di avere una sua partecipata. Tale ricognizione oggi è necessaria alla luce della normativa vigente. Quindi la domanda di Germani è giusta. Oggettivamente io credo che oggi RPO ha completato un percorso. La società in sé costa alle casse comunali 40-50 mila euro/annui per la gestione dei conti, consulenze e altri costi aggiuntivi, oltretutto è ingessata. RPO ha comunque prodotto qualcosa. Il business plan del 2005 che fu cestinato dalla politica, aveva in sé qualcosa di positivo per la caserma che andava approfondito. Oggi, a distanza di circa sei anni ha avuto delle gestioni finanziarie non felici che sono sotto gli occhi di tutti. Quindi va chiusa e liquidata perché non ha più un senso nel ciclo attuale. Spero che tra poco tempo non venga rifatta perché non servirebbe. Il Comune deve gestire gli interessi di una comunità, non l'advisor o il giocatore di finanza creativa. Più è snella la partecipazione dei Comuni nelle società, meglio è. Ritengo doveroso aderire in maniera totale alla proposta della Giunta. Io ho qualche dubbio nel restare nel capitale di Centralcom ma se questa è la scelta mi adeguo.E' anche giusto votare singolarmente ogni singola partecipazione".

Maria Cecilia Stopponi (RC): "in commissione consiliare si è discusso e sono emerse delle perplessità. In particolare sulla proposta della chiusura di RPO di cui il Comune socio unico, la comprensione della quale è strettamente legata alla progettualità successiva che l'Amministrazione comunale attuerà. Oltre alla valorizzazione del bene ex caserma Piave, RPO aveva il compito di gestire e valorizzare nell'interesse del Comune il patrimonio culturale, dei servizi culturali e turistici ed essere supporto della promozione e sostegno alla riqualificazione e sviluppo del centro storico in un'ottica allargata al territorio e a livello interregionale. Quindi, o questi compiti hanno un senso oppure va capito chi, che cosa e come questi compiti possono essere svolti! Mi riferisco soprattutto la questione della caserma Piave, rispetto alla quale eravamo rimasti con la necessità di avviare un confronto. La stessa cosa la sollevo per Umbria Servizi Innovativi (ex CMM) relativamente ai varchi elettronici. Infatti che fine faranno? Saranno spenti, funzioneranno come deterrente, verranno gestiti ‘in house'?. Sul Patto 2000 la vicenda è più semplice, a fine dicembre con la cessazione dei finanziamenti del Patto VATO cesserà la sua funzione. Da ultimo, al consigliere Olimpieri dico che a volte stare nelle società partecipate garantisce l'equità della gestione".

Carlo Sborra (PdL): "SII, RPO sono solo sigle. RPO era una società istituita ad arte dal consiglio comunale per sistemare un ex sindaco e molti altri trombati della politica. Il Comune RPO ha fatto un mutuo per capitalizzare la società e dei soldi spesi RPO dovrà rispondere. Io sono favorevolissimo alla chiusura di RPO che non doveva essere mai aperta".

Oriano Ricci (PD): "sulle partecipate va fatta una riflessione complessiva. Ad eccezione di Patto 2000 che va in liquidazione a fine anno, sull'Umbria Servizi Innovativi il dirigente del settore vigilanza non dice che va chiusa ma che si possono aprire situazioni diverse. Quindi non sono favorevole alla chiusura. Inoltre, non si può sottovalutare il ruolo svolto da RPO che aveva come obiettivo non solo la Piave ma altre iniziative. Intorno a questi altri compiti si può ragionare, per recuperarla in un ruolo diverso. Anche perché, che cosa intendono il Sindaco e la Giunta rispetto a quello che ne sarà della caserma? C'è un progetto, una visione di cosa l'amministrazione intende farne? Quale strategia e scelta politica? Occorrono delle spiegazioni. Cambiare strategia va bene ma vogliamo capire dove si va a parare".

Evasio Gialletti (PSI): "la proposta della Giunta di non sopprimere alcune società va bene. Quella del Patto 2000 sta avvenendo nei fatti dopo aver assolto in modo importante alla funzione di incentivazione per una serie di attività produttive. Per l'ex CMM si va ad una scelta diversa che non va ad incidere sulla struttura dei varchi che possono continuare ad essere tali senza bisogno di essere socio dalla partecipata del Comune di Terni. Per RPO ho ascoltato interventi fuori luogo dettati solo da preconcetti ideologici, frutto di cattiva informazione, fatti a ruota libera senza documentarsi. RPO ha pagato l'Ici al Comune quindi le somme dovute sono rientrate. Devo dire che essere contenti perché un soggetto è sotto processo è squallido; sono cose che non si augurano al peggiore dei nemici. In conclusione, prima di sopprimerla chiedo che insieme al gruppo di lavoro che si farà per la caserma venga fatta una riflessione. Chiedo di soprassedere prima di giungere alla chiusura di RPO che, come Srl potrebbe essere utile per fare delle cose che direttamente il Comune non più fare".

Piergiorgio Pizzo (UdC): "dobbiamo riflettere su alcuni aspetti: la legge del 2007 ci impone di cedere o chiudere tutte quelle partecipazioni in società che non sono strettamente finalizzate alle attività dell'ente. Tutte quelle evidenziate dai dirigenti non sono più finalizzate. Secondo la legge, il mancato rinvio della cessione o dismissione entro il 31 dicembre 2010 espone i consiglieri comunali e la Giunta alla responsabilità erariale. RPO oggi è una scatola vuota, ha chiuso il suo ciclo di vita, ha un costo, non sta dando beneficio e non può essere utile. Né credo che in seguito potrà essere utile uno strumento analogo. L'indebitamento dell'ex CMM, di ATC e del SII ricade anche sul nostro comune. Cerchiamo di pulire il bilancio da queste partecipate evitando di spendere soldi infruttuosi per i cittadini, verso i quali dobbiamo fare le giuste valutazioni".

Guido Turreni (PdL): "in generale la politica fatta in passato per le partecipate non ha dato grandissimi risultati. Quello che discutiamo è dunque un atto che si inserisce nel processo di razionalizzazione e rifunzionalizzazione della macchina amministrativa illustrataci dal Sindaco e dall'Assessore Romiti. Il punto non è lo strumento della società partecipata in quanto tale, ma è come la si usa. Mi auguro che si vada alla vendita della caserma. Da tempo io propendo per questa soluzione che ci consentirebbe di fare operazioni serie e contabili definitive. RPO ormai è superata dalla storia. Forse sulla SII ci metterà una mano il governo (sempre che non cada) con un provvedimento legislativo mirato. ATC è un altro discorso. Non ha reso un buon servizio al territorio a cominciare dalla Funicolare che secondo me non va ricompresa nella concessione. In conclusione, a parte le partecipate a cui dobbiamo aderire in forza di norme regionali o nazionali, ritengo l'atto in discussione un provvedimento sensato che sosterrò".

Angelo Ranchino (Orvieto Libera): "la volta scorsa abbiamo preso atto di alcuni aspetti che contenevano anche un ammonimento della Corte dei Conti che al Consiglio Comunale aveva dato una indicazione specifica sulle partecipate. Un richiamo secondo cui entro il 31 dicembre 2010 va effettuata la ricognizione delle società strumentali e l'adozione dei provvedimenti conseguenti. Sulla base degli statuti delle partecipate che sono stati richiamati, non si può sostenere che ad oggi alcune di esse stiano perseguendo i fini statutari dell'ente. Inoltre, come sollecitazione alla Giunta per Umbria Servizi Innovativi, Patto 2000 e RPO riterrei di valutare quali strumentalità e servizi siano in rapporto di partecipazione alle finalità dell'Ente. Questo vale anche per Centralcom e Webred, nel senso che alcuni obiettivi potrebbero essere perseguibili magari con forme di rapporto privato d'appalto, in ragione, cioè, di un principio di convenienza per l'ente pubblico. Insomma dobbiamo iniziare a ragionare sulla revisione delle partecipazioni nel medio periodo, studiando altre forme e altri rapporti di utilità per l'ente".

Marco Frizza (Gruppo autonomo): "non condivido le frasi colorite del Cons. Sborra. Anche io sono d'accordo per la chiusura di RPO ma non con quelle motivazioni. Altre sono le ragioni. Essa nasce come Spa poi trasformata in Srl. Condivido la proposta avanzata dalla Giunta. Personalmente sono per il mantenimento dei varchi elettronici, peraltro ci possiamo avvalere delle prestazioni tramite convenzioni. Invito tutti a ragionare nel merito delle cose che vanno conosciute e non affrontate con la lente del pregiudizio. Quando si parla della SII questa nasce dalla legge Galli che mette in capo certi costi alla tariffa idrica e non alla fiscalità generale. Di ATC occorre capire cosa è stata la sua trasformazione. Quindi, io sono disposto a ragionare nel merito delle questioni se esse sono di interesse per la collettività generale ed invito tutti a ragionare nella logica del bene comune della città".

Per replica il Sindaco Antonio Concina: "eviterei di fare delle questioni ideologiche sull'argomento. Le partecipazioni statali, regionali e comunali non sono un bene o un male a prescindere. Lo sono se non danno frutti positivi. RPO non doveva più occuparsi della Piave dal 2006. Quindi stiamo parlando di un falso problema. Dalla descrizione delle sue finalità non è risultato un centesimo mentre invece continuare a mantenerla costa ancora un cifra molto vicina ai 40-50 mila euro/anno. Nel caso sperato di portare avanti una trattativa per Vigna Grande intendo utili tutte le strutture interne al Comune. Nulla di personale contro RPO né contro il suo management, ma essendo dormiente da un certo tempo è opportuno chiuderla".

Per dichiarazione di voto, Stopponi: "di negativo rispetto alla chiusura di RPO c'è il fatto che non serve l'approccio ideologico ma è più utile e democratico discuterne in una commissione speciale o nella 4^ commissione competente, relativamente alla caserma Piave. Il voto potrebbe essere anche negativo ma solo in funzione di un lavoro fatto a monte. Chiedo che quanto prima, entro il 31 dicembre possa essere riunita la commissione". Olimpieri: "aderiamo alla proposta non in maniera ideologica ma di buon senso perché lo prevede la normativa nazionale e lo dicono di input che da tempo ci vengono dalla Corte dei Conti. Sborra ha difeso in premessa rispetto alle azioni giudiziarie i membri di RPO. Sì ha pagato l'Ici al Comune, ma con gli stessi soldi del Comune. Oggi abbiamo il compito di dimagrire le partecipazioni del comune nelle società. Vorrei anche io andare incontro alle indicazioni di Ranchino ma oggi è doveroso alleggerire il Comune da queste partecipazioni. Voteremo per lo scioglimento di RPO di cui il Comune è socio unico. Per uscire dall'ex CMM oggi Umbria Servizi Innovativi occorre una volontà congiunta di altri soggetti, ma va data come indicazione al consiglio comunale per verificarne la fattibilità senza spendere troppi soldi".
Mariani: "per la società Patto 2000 non ci sono preclusioni. Quanto a RPO dormiente, se chiuderla è una questione di opportunità, vorremmo però sapere quale è l'alternativa. Concordo con l'esigenza di iniziare il confronto promesso a giugno per la valorizzazione dell'ex caserma. Per noi del PD l'unico distinguo sarà su RPO".
Ranchino: "la caserma non è di proprietà di RPO, che è stato uno strumento funzionale a creare un socio di maggioranza per darle un futuro. Questo criterio però è tramontato nei fatti. L'idea è un'altra: vendita o concessione della caserma. Per queste due opzioni RPO non serve più. Quindi tagliamo i costi fissi e prendiamo atto che quella parentesi è finita. Prendiamo per buono quello che di buono ha prodotto e che ancora serve. Io sono per snellire queste attività collaterali nella consapevolezza che saremo costretti a creare una multiutility di carattere comprensoriale per gestire servizi come ad esempio: la Raccolta Differenziata, il fotovoltaico, i servizi di parcheggio, il servizio pubblico di trasporti. Sfrondiamo dove non serve e utilizziamo risorse, capacità e strutture per costruire qualcosa di diverso. Allineandoci con i tempi, le progettualità e le necessità concrete della città per dare risposte effettive con le strutture strettamente necessarie. Serve inventiva e senso della praticità".
Gialletti: "condivido quanto detto da Ranchino, proprio per questo RPO ha un senso. Da Spa venne trasformata in Srl per fare qualsiasi tipo di servizio. Non ho pregiudizi sullo scioglimento, se non serve è giusto chiuderla, ma per tutte le cose da lui elencate si potrebbe utilizzare quella che già c'è. Di qui la proposta di sospendere oggi la valutazione, riflettere e verificare se può servire ancora e poi decidere rapidamente".
Pizzo: "RPO passò da Spa in Srl perché il capitale sociale era stato intaccato. E' giusto prendere di RPO quello che di buono ha prodotto. Non buttiamo niente. Nel gruppo di lavoro politico avevamo iniziato a lavorare sulla Piave, non su RPO. Poi quegli incontri si sono arenati per l'assenza di alcuni gruppi che oggi però vogliono fare una commissione per RPO. Non posso non registrare che ogni volta che si parla di RPO il centrosinistra si irrigidisce. Ma lo dice la legge che c'è la responsabilità erariale se si mantengono società improduttive. RPO va liquidata senza perdere tempo".
Frizza: "aderiamo alla proposta del Sindaco. Noi però siamo e rimaniamo con le considerazioni espresse dal centrosinistra".

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