politica

La maggioranza di centro sinistra si compatta. La richiesta al Sindaco: azzeramento della Giunta e un governo tecnico che traghetti a nuove elezioni

martedì 12 ottobre 2010
di laura
La maggioranza di centro sinistra si compatta. La richiesta al Sindaco: azzeramento della Giunta e un governo tecnico che traghetti a nuove elezioni

Trattative concitate in attesa del fatidico Consiglio del riequilibrio di bilancio atteso, a Orvieto, per giovedì 14 febbraio: data che a questo punto, in virtù degli scenari politici che si stanno profilando nelle ultime ore, potrebbe ancora slittare. Al massimo, tuttavia, fino al 20 ottobre 2010, giorno ultimo fissato dal Prefetto di Terni per approvare gli atti contabili demandati per legge all'organo consiliare senza incorrere nello scioglimento dell'assemblea civica e nel commissariamento.

Dopo la decisione del PD di "staccare la spina" alla giunta Concina, maturata in piena compattezza nel coordinamento comunale di lunedì sera, nella mattinata di oggi sembrava profilarsi la possibilità che il governo Concina potesse trovare appoggio, previa approvazione di un documento che individuasse il ripiano dei conti in possibili soluzioni legate ai parcheggi piuttosto che alla vendita dell'area di Vigna Grande, negli altri partiti del centro sinistra: Socialisti, PDCI e Rifondazione, rispettivamente rappresentati nel Consiglio Comunale di Orvieto da Evasio Gialletti, Carlo Tonelli e Cecilia Stopponi. L'ipotesi ventilata per il risanamento sembrava essere, tra l'altro, la vendita dei 310 posti auto (o anche più) nei parcheggi di Campo Boario e di Via Roma che, in prima battuta, si è infruttuosamente tentato di assegnare in concessione venticinquennale a chiunque vi fosse interessato. A coronare l'accordo un adeguato rimpasto di giunta e la condivisione di alcuni intenti programmatici: i cinque punti di Concina che, nel frattempo, sono diventati sette.

Questa l'ipotesi su cui il centro sinistra, con posizione ormai nettamente contraria del PD, si sarebbe dovuto confrontare nel pomeriggio di oggi. Ma un'aspra dialettica interna, e soprattutto un fuoco incrociato di telefonate dagli organismi superiori di Terni e Perugia, ha nettamente spostato l'asse di riferimento e il contenuto dell'incontro. A rischio, infatti, in caso di appoggio al governo Concina a Orvieto, gli equilibri provinciali e regionali, in cui assessori socialisti, comunisti e di PRC siedono, nelle giunte di centro sinistra, accanto a presidenti e colleghi del Partito Democratico. Non ininfluente, forse, neanche il manifesto smarrimento di alcuni elettori, sia di centro destra che di centro sinistra, che non desiderano ritrovarsi con equilibri politici che tradiscono platealmente il mandato assegnato sia al sindaco sia ai rappresentanti di partito. Il tutto, come mette lucidamente in evidenza Silvia Fringuello in un suo odierno editoriale, per un cosiddetto "bene della città" che altro non sarebbe, invece, che "bene" individuale e personalistico.

E' difficile individuare, in questa confusione, il bene di una città che, sia pure dopo lunghe e lente premonizioni, sembra dover sprofondare verso la disfatta economica e politica nel giro di pochi giorni, ma certamente non può essere un indistinto e pericoloso inciucio, che contribuirebbe ad accrescere la generale pulsione verso il qualunquismo e l'anti politica.

Dall'incontro tra i partiti del centro sinistra, in ogni caso, è alla fine scaturita un'altra linea: la redazione di un documento comune, che è stato consegnato in tarda serata al sindaco Concina, in cui, sottolineando l'esperienza stagnante di questo anno e mezzo di governo, si chiede l'azzeramento della giunta e la nomina di un esecutivo tecnico a termine che traghetti la città a nuove elezioni. Garante della nomina dei nuovi assessori dovrebbe essere il sindaco, senza le interferenze e le infiltrazioni dei consiglieri di partito che in questi mesi, da destra come da sinistra, hanno remato, per varie ragioni o per divisioni interne, contro un'azione più efficace e decisa della prima consiliatura Concina.

Se nella notte non si manifesteranno nuovi scenari - tutto è possibile in queste ore concitate - il compito che si presenta a questo punto per il sindaco di Orvieto è tutt'altro che semplice. Anche rimandando il consiglio del 14 ottobre, appare comunque arduo che debba orientarsi in pochi giorni se non per la nomina effettiva di un esecutivo, per cui potrebbe avere tempi meno concitati, almeno per stilare un quadro di verifica dell'esistente e una proposta convincente per il futuro da sottoporre al Consiglio al momento della richiesta verifica dell' attuazione delle linee programmatiche da parte del sindaco e degli assessori.

Potrebbero in ogni caso venirgli in aiuto, come bozza programmatica da sottoporre all'approvazione del consiglio previo l'azzeramento dell'attuale giunta - cosa che la maggioranza di centro sinistra sembra ora chiedere compatta - i più volte rammentati cinque, ormai sette punti, di cui diamo alcuni flash in notizia correlata. Mentre il tempo incalza tutto si presenta estremamente fluido. Una sola cosa è certa, in qualunque modo la situazione evolva, per Orvieto e gli orvietani si preparano tempi di grande rigore.

I cinque punti di Concina diventano sette

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